Amore, musica e un pizzico di horror nell’aldilà de “Il Libro della Vita”

Antonella Cabras –

Prodotto da Guillermo del Toro, dal 28 maggio nelle sale italiane arriverà un originale film d’animazione distribuito dalla 20th Century Fox Italia

locandina

Il celebre regista messicano Guillermo del Toro, mette lo zampino in un nuovo lungometraggio d’animazione che ci mostra ancora una volta come l’adilà a volte sia più divertente del mondo terreno, come già in passato aveva fatto Tim Burton con “La sposa cadavere”.
Il libro della vita” (in originale “The Book of Life”), diretto da Jorge Gutierrez, non è un film d’animazione uguale a tutti gli altri. Partiamo dalla trama.

Il libro della vita è un libro che raccoglie ogni storia del mondo. Una simpatica guida di un museo racconta a dei bambini una storia ambientata durante la festività messicana del Giorno dei Morti (Los Dias de los Muertos) e vede protagonisti Manolo, figlio di un torero che però vuole diventare musicista, Joaquin, amico di Manolo e soldato coraggioso e Maria, la ragazza amata da entrambi.
I tre dovranno fronteggiare delle forze ultraterrene, come La Muerte e Xibalba, che si divertono a fare delle scommesse e mettono al centro dei loro giochi proprio Manolo e Joaquin, con conseguenze disastrose.

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Grandi doppiatori in originale per questo film: l’attore e regista messicano Diego Luna è la voce di Manolo, sia nei dialoghi che nelle canzoni. Il suo amico/nemico Joaquin è doppiato dall’astro nascente Channing Tatum mentre l’oggetto della loro contesa Maria è doppiata da Zoe Saldana. Grandi voci anche per i comprimari con Danny Trejo a interpretare Skeleton Luis, Ron Perlman per Xibalba, Ice Cube per il Candle Make e Kate del Castillo per La Muerte.
Manolo è un ragazzo timido e sensibile che spera di diventare un musicista, cercando di evitare il destino da matador che sembra già segnato per lui. Cerca di conquistare Maria con le sue canzoni accompagnate dalla chitarra, ma deve scontrarsi con Joaquin l’amico d’infanzia divenuto rude soldato, anch’esso intenzionato a conquistare Maria e che cela un importante segreto. Maria è prima una bambina ribelle e vivace e poi sarà una ragazza emancipata e forte, pronta a difendere il suo villaggio da dei terribili banditi.

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Spiccano sicuramente La Muerte e Xibalba, dei pasticcioni e sempre in competizione, ma mentre La Muerte (scheletrica e con indosso un enorme e decoratissimo sombrero) si prende cura delle anime dei morti nella Terra dei Ricordati creando un regno colorato e allegro, Xibalba (creato dal catrame e dal fango) regna su una terra desolante e triste, ossia la Terra dei Dimenticati e mira a prendere il potere di La Muerte. È grazie ai loro giochi e alle loro punzecchiature che la vicenda si mette in moto.

 

the-book-of-life-2014-hd-stills-wallpapersNella pellicola spicca il forte contrasto tra il mondo terreno e quello dell’aldilà, un mondo chiassoso e fantastico. Qui abitano i familiari di Manolo, famosi matador ed eroine molto sopra le righe ma pronti ad aiutare il ragazzo nel momento del bisogno.
Come già citato, Burton stesso aveva mostrato questo contrasto, ma mentre in Burton erano predominanti i toni dark e gotici ecco che nella pellicola di Gutierrez sbocciano colori ovunque tipici sfondo del folkore messicano dove Los Dias de los Muertos è visto come una vera e propria festa gioiosa.

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Il tutto è condito dalla bella colonna sonora curata da Gustavo Santaolalla e Paul Williams, che hanno riarrangiato famose canzoni pop appositamente per il film. Ecco quindi che sentiamo Manolo intonare “I will wait” dei Mumford & Sons o “No mattere where you are” degli Us The Duo senza contare un ospite illustre quale il baritono e tenore Plácido Domingo che ci fa gustare “Cielito lindo”. Sono poi presenti brani dei 30 Seconds to Mars, di Elvis Presley, Rod Stuart, dei Radiohead e canzoni originali scritte da Williams.

the book of life story

I personaggi sono caratterizzati da dei lineamenti alquanto geometrici e paiono fatti di legno, quasi scolpiti a mano, come se fossero dei burattini protagonisti di uno spettacolo. Stilisticamente si vede come costumi e ambientazioni siano ispirati all’arte popolare dell’America latina e difatti l’intero film sembra uscito da delle incisioni. Non è un caso che la pellicola si apra su un museo d’arte messicana e da lì lo stile prende vita.

“Il libro della vita” è godibilissimo, coloratissimo, stravagante, divertente, originale e diverso dai soliti film d’animazione ai quali siamo abituati. Lasciatevi trascinare nell’oltretomba accompagnati da improbabili e pazzi eroi, alcuni protetti da amuleti magici e altri che affrontano le difficoltà solo con la forza delle canzoni. È un horror adatto ai bambini, un film d’avventura, un musical, una riflessione sulla vita e sulla morte e soprattutto una bella storia d’amore.

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