Antichi mestieri. L’arte del marionettista rivive nel presente

Federica Spagone – 

La storia di un giovane marionettista a Torino

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Il marionettista Rasid nel suo laboratorio

Andare a bottega per imparare un’antica arte, non è solo più un ricordo lontano. Da alcuni anni, infatti, in Italia la riscoperta di antichi mestieri da parte dei giovani è sempre più frequente. Dal sarto al fabbro, passando per il creatore di bijoux, il mondo dell’artigianato continua ad affascinare e continuano a incuriosire anche le professioni più inusuali, come l’antico mestiere del marionettista.

Rimasto di nicchia ma, fortunatamente, mai del tutto estinto, ha visto il suo periodo più fiorente dalla seconda metà del XVIII secolo quando il teatro delle marionette e dei burattini era la forma di spettacolo più diffusa. Il repertorio attingeva da forme di teatro popolare, dalle tragedie, alle commedie fino al melodramma, commentando però anche fatti di cronaca e grandi avvenimenti storici. In epoche senza fotografie e senza televisione erano proprio le marionette a supplire la mancanza di immagini, affascinando il pubblico.

Ma cosa vuol dire essere un marionettista nel presente e come si può imparare quest’antica arte? Ce lo ha raccontato il venticinquenne torinese Rasid Nikolic che ha intrapreso questa strada con amore e passione.

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il marionettista Rasid con una sua creazione

Perché proprio le marionette?
Sono sempre stato un ragazzo creativo, che amava la manualità, ma anche il mondo dello spettacolo. Ho fatto teatro e improvvisazione teatrale per tanti anni ma non riuscivo a trovare la dimensione che mi permettesse di esprimermi al meglio. Mi sono prima avvicinato al teatro di figura e poi ho scoperto il mondo delle marionette che invece mi permette d’inventare, costruire, dipingere e infine andare in scena. Con le marionette, finalmente ho trovato quello che mi mancava e sono riuscito a unire la mia parte artistica con la passione per l’artigianato”.

Come nasce una marionetta?
Si inizia con un grosso mal di testa in cui arriva l’idea per il proprio personaggio e si visualizza il movimento che dovrà avere (se si muoverà come un essere umano, un animale, un mostro e così via). Si passa quindi al sogno, all’idea per uno spettacolo e poi al progetto. Si mette tutto sulla carta comprendendo cosa si può fare e come farlo e si realizza un contro disegno con le parti di meccanica. In questo momento si ideano le giunture, dove posizionare le parti in metallo, si capisce che materiale è meglio utilizzare e qual è il tempo di costruzione. A questo segue il vero e proprio lavoro sul pezzo, sul corpo della marionetta, ma senza i controlli. Solo alla fine si costruiscono i controlli con i fili, in modo che seguano i pesi reali. La bellezza delle marionette sta nel non poter toccare il personaggio ma comunque trovare il modo giusto per esprimere attraverso l’utilizzo dei fili, il movimento e l’emozione che si vuole riprodurre”.

il disegno di una marionetta e la progettazione della meccanica
il disegno di una marionetta e la progettazione della meccanica

Come hai iniziato e dove hai studiato?
Tutto è nato molto naturalmente: sono partito per un progetto di Volontariato Europeo in Ucraina e ho cercato una scuola che potessi frequentare proprio durante la mia permanenza. Ho studiato in un piccolo ma molto professionale istituto a Odessa specializzato nel teatro e nelle marionette. Durante questo periodo, lavoravo con i bambini per il progetto di Volontariato e ho cercato di volta in volta, di passare anche a loro le nozioni, realizzando, di fatto, il mio primo laboratorio, molto basilare di marionette”.

L’avventura continua in Italia.
Tornato in Italia, l’attore e regista Philip Radice, che a Torino gestisce la prima università di arti performative, mi ha contattato per realizzare con i suoi studenti un laboratorio esterno di marionette. Da questa esperienza ho compreso anche il piacere di tramandare quest’arte e per questo ora ospito chiunque voglia imparare il mestiere nella mia bottega, offrendo le mie competenze. Attualmente seguo tre ragazzi, Simona, Vienna e Stefano che sono molto bravi e hanno fatto dei grandi progressi”.

Il marionettista Rasid indossa una sua creazione.
Il marionettista Rasid indossa una sua creazione

Venendo nel tuo laboratorio cosa si può imparare?
Strutturo il tutto come un vero e proprio corso, anche se non fisso precisamente dei giorni ma questi vengono concordati con gli interessati. Parto con un’infarinatura raccontando la storia delle marionette, ovviamente, perché è giusto conoscerne le origini prima di intraprendere la realizzazione della propria creatura. Proseguo parlando dei materiali e spiegando come lavorare il legno o la creta e come utilizzare la stoffa. Passo poi alla parte legata alla progettazione: dalla meccanica della marionetta, allo studio del personaggio, fino alla realizzazione del disegno completo. In questa fase, parte importante è anche la definizione dell’obiettivo dello studente, che dovrà avere ben chiaro il progetto completo, quindi si affronta anche come ideare uno spettacolo e come scegliere la scenografia. Con me non si impara a controllare una marionetta con dei controlli classici ma a costruirne una propria, con dei controlli su misura che seguono le proporzioni precise tra marionetta e manovratore. Il mio è un imput generale, ovviamente, ma ogni allievo decide il proprio progetto e lo porta avanti autonomamente con la mia supervisione e il mio aiuto. E’ molto importante il confronto con gli altri e l’allievo può imparare molto anche osservando il lavoro che viene fatto dai suoi compagni. Insomma, lo scambio di idee e di nozioni è fondamentale. Dopo il periodo teorico e l’inizio dello sviluppo del proprio progetto, si passa alla parte pratica in cui il singolo realizza la propria marionetta e mette in atto tutto ciò che ha imparato. Tutto questo, sempre con la mia supervisione”.

la marionetta di una tigre realizzata dall'artista
la marionetta di una tigre realizzata dall’artista

Quanto dura il periodo nel tuo laboratorio e cosa metti a disposizione?
Il periodo è di sei mesi, perché il lavoro di apprendimento delle nozioni e poi di costruzione è decisamente impegnativo e richiede tempo. Io spiego le tecniche di base dell’intaglio del legno (a coltello o taglierino e poi a scalpello), ma sono fisicamente gli studenti a lavorare il materiale. Se qualcuno trova poi il legno proprio un limite (anche se è il materiale per eccellenza per le marionette ed è per questo che lo consiglio), può utilizzare la creta o gli stampi per la resina e viene seguito anche in questa lavorazione.
Nel mio laboratorio l’allievo potrà trovare e utilizzare tutti i materiali base per costruire e portare a termine il suo progetto, quindi il legno e tutti gli utensili metallici ed elettrici per lavorarlo“.

il caravan interamente realizzato in legno e dipinto a mano
il caravan interamente realizzato in legno e dipinto a mano

Quali sono invece i progetti per i tuoi prossimi spettacoli?
Sto progettando una scatola pop up che farà da palcoscenico a delle marionette canterine, una marionetta di una ballerina di danza del ventre e sto completando un caravan perché il nome dello spettacolo sarà The Gipsy Marionettist. Il caravan si apre e sarà anche il palcoscenico per delle marionette musiciste. Ho iniziato una collaborazione con un gruppo di ragazzi che suona musica Manush, Gli accordi Disaccordi e faremo degli spettacoli insieme in cui loro si occuperanno della musica dal vivo e io porterò il caravan come scenografia per animare le mie marionette musiciste“.

Se il mondo delle marionette vi ha sempre affascinato, se avete sempre sognato di costruirne una vostra e volete una guida, non vi resta che contattare il marionettista Rasid per apprendere un’arte antica piena di segreti. 

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