“Ave, Cesare!” Una nuova commedia per i fratelli Coen

Antonella Cabras –

I fratelli registi più ironici della settima arte sfornano una pellicola divertente e dissacrante distribuita dalla Universal Pictures

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Il nuovo film di Joel e Ethan Coen, già vincitori di ben quattro premi Oscar e (ideatori di pellicole diventate dei cult come Il Grande Lebowski, Non È Un Paese Per Vecchi – No Country for Old Men, Il Grinta – True Grit, Fargo), è una pellicola da leggere su vari livelli. Si tratta di un omaggio alla Hollywood degli anni 50′ ma è anche un giallo e una critica sarcastica all’industria cinematografica vista dal dietro le quinte.

L’idea di Ave, Cesare! ha avuto origine più di dieci anni fa, da quanto afferma George Clooney, l’attore premio Oscar che interpreta il frivolo e viziato Baird Whitlock, la star del film in costume “Hail, Caesar!”, che dà il nome alla pellicola. Clooney stava lavorando su un altro progetto dei fratelli Coen e in quell’occasione i due registi cominciarono a parlargli di questa ipotesi. “In quei giorni,” Clooney ricorda, “mi chiesero se volessi interpretare il ruolo di un attore che viene rapito. Avevano soltanto tre pagine di soggetto e un paio di battute strepitose. È fatta. Io ci sto. E gli dissi di si”.

Innanzitutto, per capire meglio la storia, ecco la trama in sintesi: quando la star cinematografica più importante del mondo svanisce nel nulla e i suoi rapitori pretendono uno spropositato riscatto per la sua libertà e incolumità, sono i nomi di grande calibro a Hollywood a doversi adoperare per risolvere il mistero che avvolge la vicenda. Lo spettatore si ritroverà così in una storia che unisce i toni della commedia con la suspense del giallo, infilandosi dietro le quinte dell’industria della celluloide e rivelando inattesi drammi e divertenti sorprese, in un film che esalta in pieno l’inventiva dei fratelli Coen.

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Come già accennato, la star in questione ha il volto di Clooney, già visto a lavoro coi Coen (in “Fratello, dove sei?” o “Burn after reading- A prova di spia”) e si sa che l’attore è capacissimo di prendersi in giro e di dar vita a personaggi alquanto surreali. In questo nuovo film Clooney è un divo un po’ “fesso”, a detta dello stesso attore, ma il personaggio di Baird Whitlock, a suo dire, “è probabilmente il personaggio più stupido che ho interpretato per loro. È semplicemente un’inconsistente star del cinema, che è di fatto un personaggio irreale….. o no?” ridacchia.
Un divo di altri tempi, viziato, con uno staff che si prende continuamente cura di lui e che ( film nel film), è qui impegnato a girare un kolossal alla “Ben Hur”.

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Il rapimento della star porta in scena Eddie Mannix, l’impegnato e sovraccarico fixer interpretato da Josh Brolin. “Eddie è disponibile 30 ore al giorno,” racconta Brolin. “Non si ferma mai. Ma non è un problema: nonostante lo stress, per lui le batterie si alimentano con il lavoro, nella necessità di essere contemporaneamente in un milione di posti diversi. Che succede? Qual è il prossimo guaio da risolvere? Adora essere occupato. Quando si tratta di affari non c’è motivo di fermarsi”. Una delle spalle di Mannix alla Capitol Studios è la montatrice C.C. Calhoun, interpretata dall’attrice vincitrice premio Oscar Frances McDormand, al comando della sua moviola, alla quale non ci si può avvicinare se non chiaramente invitati. “Gli attori non sono mai graditi in sala montaggio,” conferma McDormand. “Cominciano a farsi troppe domande sul proprio lavoro”.

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Nel bel mezzo di questa situazione, Mannix deve anche risolvere il problema di DeeAnna Moran, interpretata da Scarlett Johansson, (che aveva già lavorato all’età di 15 anni sul film dei fratelli Coen L’Uomo Che Non C’Era – The Man Who Wasn’t There). “DeeAnna è molto professionale, ma per una sfortunata serie di eventi fuori dal set si ritrova alle strette, tanto in termini figurativi che letterali, e ha chiaramente necessità di un aiuto,” dice la Johansson. “Eddie Mannix ha il compito di trovare l’idea giusta per mantenere la sua apparente purezza mista a innocenza”.

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Ogni volta che Eddie ha bisogno di un testimone o di una terza parte, si rivolge a Joe Silverman, interpretato da Jonah Hill (brillante presenza in “The Wolf of Wall Street”). Non si tratta di certo dell’uomo più affidabile sulla faccia della terra, ma Joe è molto bravo a tenere la bocca tappata. E quando c’è bisogno di proteggere la reputazione delle star della Capital, i suoi modi sono una garanzia per tutti.

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Come nel caso di Baird Whitlock, Burt Gurney, il personaggio interpretato da Channing Tatum, è una stella del cinema dalla testa ai piedi. Burt è stato in grado di diffondere il suo fascino in lungo e in largo, diventando uno degli attori più redditizi per lo studio system, per cui l’idea che possa essere sleale nei confronti di chi ha generato il suo successo è semplicemente impensabile. O almeno questo è quello che credevamo… “Burt è un artista che si divide fra canto e ballo sul set, ma vive la vita dell’attore tutto il giorno”, spiega Tatum. “È biondo, e la sua forza risiede nei suoi capelli. È l’attore che ha un look per ogni momento della giornata: uno per quando guida, uno per la cena. Ha dei modi molto teatrali, sempre un po’ sopra le righe”.

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Il grande e nutrito cast di questo film si avvale anche della presenza di Ralph Fiennes, che interpreta il pignolo ed esigente regista Laurence Laurentz e Tilda Swinton che dà il volto a Thora e Thessaly Thacker, gemelle omozigoti che firmano due rubriche di gossip fra loro rivali, anche se non amano che si dica così.

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I fratelli Coen fanno ancora centro con un film veramente divertente, ma anche dissacrante nei confronti di un cinema che tuttavia, proprio grazie alla loro opera, dichiarano di amare sopra ogni altra cosa. Ovviamente il merito della riuscita va soprattutto agli attori che si prestano magistralmente a tutti i ruoli bizzarri ideati per loro. Preparatevi a dialoghi strampalati, capricci da divi e scenografie anni 50 perfettamente ricostruite, per un tuffo nell’Età d’Oro di Hollywood.

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