Bento: quando il pranzo ti sorride

Erika Guerra-

Sempre più persone,  decidono di portarsi il pranzo da casa: dilaga così anche la passione per il bento, che trasforma il semplice “baracchino” in un’esperienza artistica

Bento, il "pranzo al sacco" non è mai stato così divertente Nell'immagine un Chicken Teriyaki Burger © Maki Ogawa
Bento, il “pranzo al sacco” non è mai stato così divertente. Nell’immagine un Chicken Teriyaki Burger © Maki Ogawa

“Baracchino”. Quante volte abbiamo sentito mamme e nonne lamentarsi di dover preparare per i rispettivi mariti il pranzo che si sarebbero dovuti portare il giorno dopo. Spesso la parola richiamava l’idea di qualche avanzo dei giorni precedenti, che certo non migliorava l’umore durante la pausa pranzo. Quelli considerati fortunati avevano infatti il tempo di tornare a casa o uno stipendio tale che consentiva loro di mangiare fuori.

Negli ultimi anni, però, portarsi il pranzo da casa è tornata un’usanza comune, sia perché è sempre più difficile che il posto di lavoro sia talmente vicino a casa da potersi permettere il lusso di tornare per pranzo, sia perché mangiare in qualche locale tutti i giorni non appare più un’alternativa così allettante. Costi a parte, infatti, i nutrizionisti ci avvertono costantemente da giornali e programmi tv, che è difficile riuscire a mettere insieme un pasto salutare mangiando al bar o al ristorante: troppo condito, troppe salse, troppe calorie in genere. Prepararsi il pranzo da soli, invece, permette di controllare tutte queste variabili e di avere per pranzo esattamente cosa si ha voglia di mangiare o si può mangiare, nel caso si segua una famigerata dieta. Da qui la rivalutazione di questo “rito della pausa pranzo”, che inizia la sera prima quando ci si ingegna nella preparazione. Oggi siamo anche super accessoriati e  microonde, contenitori ermetici, posate portatili, scaldavivande che funzionano anche con l’accendisigari dell’auto, hanno reso la vita, “dell’esercito di coloro che pranzano in ufficio”, migliore rispetto a quella della generazione precedente con i suoi baracchini di latta.

Maleficent Bento ©Bento, Monsters
Maleficent Bento ©Bento, Monsters

A ciò si è aggiunta una tendenza arrivata direttamente dal paese del Sol Levante, il bento, originariamente nato come modo di confezionare i cibi per chi doveva intraprendere un viaggio. Il bento (in giapponese お弁当 obentō), è infatti un pasto già porzionato e preparato in anticipo che include una certa varietà di cibi diversi, che in genere non hanno la necessità di essere riscaldati. Oggi il bento si declina in stili che coinvolgono, nella sua preparazione, anche un certo grado di gusto artistico ed estetico: i cibi vengono infatti disposti nel contenitore con attenzione verso la loro combinazione di forme e colori nei casi più semplici, fino, nei casi più complessi, a dare agli ingredienti la forma di particolari animali o personaggi di film e cartoni animati. In quest’ultimo caso ci si trova di fronte al popolarissimo stile kyaraben (キャラ弁, detto anche “bento dei personaggi”), molto amato dai blogger della rete sia per il suo coloratissimo impatto visivo sia perché i personaggi di cartoni e manga sono un piacevole ritorno all’infanzia anche in occasione di un banale rito quotidiano come quello del pranzo.

Twin Squirrels Bento © Maki Ogawa
Twin Squirrels Bento © Maki Ogawa

Esiste anche un altro stile, adatto per chi non voglia subito cimentarsi con soggetti complicati come i personaggi di fumetti o anime: l’oekakiben, detto anche “bento delle immagini”, che prevede l’utilizzo del cibo per ritrarre paesaggi, animali o persone e, realizzato da mani esperte, può arrivare alla composizione di veri e propri quadri commestibili. Anche se ci vuole una certa dedizione per mettersi a combinare i cibi e a intagliarli in modo che formino un’immagine definita, bisogna ammettere che, dopo una dura mattinata in ufficio, aprire il proprio portapranzo e trovarci un bel disegno colorato, per di più commestibile, può migliorare una giornata un po’ storta.

© Maki Ogawa
© Maki Ogawa

Il bento, inoltre, non è solo estetica, ma è spesso anche una combinazione di alimenti salutari. Molte forme sono infatti ricavate grazie all’utilizzo del riso bianco bollito o al vapore, alimento molto leggero, abbinato con verdure crude o cotte molto semplicemente e talvolta carne, pesce o uova. Anche chi segue una dieta vegetariana o vegana, quindi, può cimentarsi nel preparare il proprio bento, grazie all’enorme varietà di colori forniti da frutta e verdura.

Rilakkuma Bread Roll © Bento, Monsters
Rilakkuma Bread Roll © Bento, Monsters

Questa forma di cucina artistica può inoltre essere un valido espediente per le mamme alle prese con bambini dai gusti difficili, motivazione che ha avvicinato all’arte del bento diverse blogger: creare per proprio figlio un bel piatto in cui i cibi prendono la forma dei suoi personaggi preferiti, può aiutare infatti ad abituarlo alla presenza delle verdure nella propria dieta quotidiana, cosa che talvolta richiede lotte piuttosto sfiancanti. Alcune figure sembrano più complicate da realizzare di quanto non siano veramente e oggi, infatti, esistono diversi siti internet (come CasaBento o Bento&co, solo per citarne due), che vendono tutti gli accessori per creare con i cibi le forme desiderate, oltre ai relativi contenitori per il trasporto e la conservazione.

Domo Kun Kyaraben Bento

Chi, incuriosito, volesse cimentarsi con la creazione dei suoi primi bento, può anche seguire tutto il procedimento di preparazione su Youtube, che contiene diversi canali dedicati a questa arte culinaria. Nel video possiamo infatti ammirare il tutorial di un bento facilmente realizzabile, con dei simpatici personaggi fatti di riso e polpa di granchio, che sicuramente strapperanno un sorriso non solo ai bambini, ma anche agli adulti.

Se avete creato la vostra opera d’arte culinaria e volete condividerla, inviatecela e la pubblicheremo! 

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