“Beyond reality. Beyond photography” con Giuseppe Lo Schiavo

Matteo Tamborrino – 

L’arte contemporanea di Lo Schiavo a Torino fino al 10 novembre, prima di essere esposta a Monaco di Baviera

Giuseppe Lo Schiavo, Ad Vivum - The Twins
Giuseppe Lo Schiavo, Ad Vivum – The Twins

“Beyond reality. Beyond photography”. Un titolo ambizioso ed evocativo quello della mostra ospitata fino al 10 novembre presso la Burning Giraffe Art Gallery di via Bava 8/a a Torino. Si tratta del secondo appuntamento di questo nuovo spazio espositivo torinese, che prosegue nel suo intento di promuovere i giovani artisti emergenti presentando tre progetti fotografici firmati Giuseppe Lo Schiavo, accomunati fra loro da un chiaro riferimento all’arte figurativa d’autore.

Giuseppe Lo Schiavo, Art Currency - The Artmaker Blue
Giuseppe Lo Schiavo, Art Currency – The Artmaker Violet

«Andare “oltre la fotografia” – scrive Andrea Rodi nel catalogo della mostra – non significa considerarla un mezzo espressivo superato». Lo Schiavo vuole infatti lanciarsi oltre i confini della fotografia realisticamente intesa, affinché lo scatto non sia soltanto rivelatore di elementi che sfuggono all’occhio nudo (come postulava il grande Cartier-Bresson), ma sappia anche creare forme eleganti e lucide, «attente indagini estetiche che scandaglino le immense profondità del mezzo fotografico e voli pindarici che in un solo sguardo cancellino le coordinate del reale, mutando la macchina fotografica in una nuova forma di pennello».

La fotografia non è mai stata per Giuseppe Lo Schiavo (calabrese residente a Londra, classe 1986), un medium o un tramite per approcciarsi oggettivamente alla realtà: unendo agli studi di architettura (condotti presso l’Università La Sapienza di Roma, specializzandosi in Architectural 3d Visualization), l’innato estro fotografico, ha saputo costruire un’arte dal sapore davvero originale, che si presenta come – dicono i suoi primi critici – «provocazione immaginativa». Dopo essere uscito allo scoperto nel 2009 con il progetto fotografico “I Stay Here”, incentrato sull’emigrazione dei giovani dal Mezzogiorno, Lo Schiavo ha ottenuto grande successo internazionale con la serie “Levitation” del 2012, esposta insieme a “Ad vivum” e “Art Currency” nei locali della Burning Giraffe.

Giuseppe Lo Schiavo, Levitation - Colosseum
Giuseppe Lo Schiavo, Levitation – Colosseum

Procediamo con ordine. Appena entrati possiamo ammirare “Art Currency”: a sinistra, Parthenon in Flames, Distribution of Wealth e Moneyspots; sulla rive droite, invece, i due The Artmaker (uno in armonia blu, l’altro sul viola). Si esplora qui l’indissolubile connubio tra arte e denaro: Lo Schiavo sceglie per queste cinque opere fotografiche la tecnologia della stampa ultravioletta, imprimendo le immagini – tra cui il volto di Andy Warhol, l’artmaker pop-art sopra citato – direttamente su banconote (dollari, sterline, euro).

Una dimensione plutocratica, nella quale la simbiosi tra artista, opera e mercato è sempre più stretta. E tale contaminazione coinvolge innazitutto il Partenone di Atene, che – a causa degli interessi economici – ha perso la maggior parte dei suoi fregi e ornamenti. Di particolare interesse anche Moneyspots, in cui il volto della regina Elisabetta appare gravato dall’incombenza di fastidiosi punti colorati (chiara provocazione nei confronti dell’artista inglese Damien Hirst).

Giuseppe Lo Schiavo, Ad Vivum - Alba
Giuseppe Lo Schiavo, Ad Vivum – Alba

Avanzando verso la sala attigua, ci troveremo di fronte le restanti due serie. Cominciamo dalla fortunata “Levitation”, nella quale alcuni famosi monumenti come il Colosseo, il Taj Mahal e la Tour Eiffel appaiono sospesi in aria, posti su un’isola volante che si libra al di sopra di un oceano sconfinato e calmissimo. Qui il riferimento pittorico è sicuramente il surrealistico e onirico Castello dei Pirenei di Magritte, anche se parte della suggestione potrebbe essere forse dovuta anche all’Isola dei morti di Böcklin, nel quale però – è bene ricordarlo – nulla levita in cielo.

Giuseppe Lo Schiavo, Ad Vivum - The Sisters A
Giuseppe Lo Schiavo, Ad Vivum – The Sisters A

E per finire, “Ad vivum”, la serie di ritratti al femminile. In questo caso Lo Schiavo mostra di avere ben presenti i maestri della ritrattistica Quattro e Cinquecentesca, da Jan Vermeer ad Hans Holbein il Giovane. Impressionante la somiglianza della modella castana, la flemish girl, con la Anna Bolena che l’iconografia tradizionale ci ha trasmesso.

Ad arricchire questa già fastosa kermesse ci sono anche tre piccole installazioni, ciascuna legata ad una serie fotografica. Tre squali la cui pinna dorsale è ricavata piegando banconote di diversa provenienza, ad indicare la logica perversa del capitalismo, con il “pesce grosso” che si mangia il “piccolo”; poi un uovo posto sopra del terriccio, sovrastato da una nuvola di ovatta: un tipico simbolo surrealistico. E ultimo – ma non meno importante – un pennello con del colore, a ribadire la connessione che in questa mostra si instaura tra occhio fotografico e pittorico.

Visione d'insieme e installazione © Burning Giraffe Art Gallery
Visione d’insieme e installazione © Burning Giraffe Art Gallery

Fin dalla sua inaugurazione, il 25 settembre, l’artista ha saputo stregare il capoluogo piemontese, raccogliendo moltissime critiche positive. Sobrio e gradevole lo spazio espositivo. Per tutti gli interessati ricordiamo che la mostra osserverà i seguenti orari: dal martedì al venerdì ore 15-19; sabato ore 15,30-20. A partire da metà dicembre le opere di Lo Schiavo si sposteranno a Monaco di Baviera. Non perdetevi dunque questa preziosa occasione!

Comments

comments