Blindspot, buona la prima per la nuova serie NBC

Michele Li Noce – 

NBC propone una delle più interessanti novità di questo autunno telefilmico con protagonista una misteriosa donna e i suoi altrettanto enigmatici tatuaggi

maxresdefaultGli appassionati hanno atteso diversi mesi, gustando trailer e immagini raffiguranti la statuaria e bellissima Jaimie Alexander (Lady Sif in Agents of SHIELD, Kyle XY) completamente nuda e il cui corpo era ricoperto da enigmatici tatuaggi, ma ora l’attesa è finita ed è finalmente stato rilasciato il pilot di Blindspot.

Fin dalle prime scene, la serie prende subito.
Fin dalle prime scene, la serie prende subito.

Creata da Martin Gero, sceneggiatore con alle spalle un’ottima gavetta con titoli come Stargate Atlantis, Bored to Death e il recentissimo Dark Matter, la serie NBC può anche contare, come executive producer, della presenza di Greg Berlanti, noto soprattutto per le recenti serie TV “Arrow” e “The Flash“.

Kurt Weller, l'agente rude dal cuore tenero
Kurt Weller, l’agente rude dal cuore tenero

La vicenda inizia con una misteriosa borsa bianca, lasciata a Times Square, in cui viene ritrovata,  in evidente stato confusionale, una giovane donna il cui corpo è completamente ricoperto da tatuaggi fatti molto recentemente. Un solo biglietto che indica di chiamare l’FBI e sulla schiena della ragazza, tra gli altri tatoo,  appare anche il nome dell’agente federale Kurt Weller (Sullivan Stapleton).

Blindspot
L’interpretazione della Alexander ci ha convinto, puntando più sull’abilità interpretativa che sulla sua pur notevole bellezza

Inizia così un’inaspettata collaborazione fra la  misteriosa ragazza e l’esperto agente FBI per scoprire chi sta dietro a questa macchinazione e provare a far ricordare il passato alla novella Jane Doe (versione femminile di John Doe).

Nel complesso la serie si presenta godibile e con il giusto mix di dramma e azione che lascia poco spazio ai tempi morti. I dialoghi sono poco dispersivi e centrati sempre sulla vicenda e i flash back sono ben definiti anche visivamente con l’utilizzo del bianco e nero. Nascono proprio dai confusionari ricordi di Jane le cose più interessanti, unite alla scoperta che ogni tatuaggio della giovane è un indizio per la risoluzione di un caso di portata Federale.

Una delle scene della sere che si svolge in un ambiente essenziale e asettico che ricorda un po' Matrix.
Una delle scene della serie che si svolge in un ambiente essenziale e asettico che ricorda un po’ Matrix.

La vicenda centrale è di quelle che sembrano promettere interessanti sviluppi. In particolare il passato di Jane sembra più legato a scelte fatte consapevolmente che non obbligate. La volontà ferrea di una donna forte, una combattente che ha scelto di dimenticare una vita intera per non sappiamo ancora quali scopi. L’attrice Jaimie Alexander si trova a meraviglia in questo ruolo nel quale non è sufficiente un fisico adatto ma anche una buona capacità recitativa. Buona anche l’interpretazione di Sullivan Stapleton nei panni di Kurt Weller, personaggio rude dal cuore tenero che ben si amalgama con il carattere chiuso e il fascino misterioso di Jane.

Sebbene molti fan già immaginino un futuro legame sentimentale fra i due, a nostro avviso un’eventuale inserimento dell’elemento sentimentale, finirebbe per rovinare totalmente questa bella serie, costringendo gli showrunner ad autentiche capriole per tenere in piedi la vicenda senza tradire la storia originale.

I flashback di Jane sono in bianco e nero e nel pilot, aiutano lo spettatore a meglio comprendere chi sia in realtà Jane.
I flashback di Jane sono in bianco e nero e nel pilot, aiutano lo spettatore comprendere chi sia in realtà

La visione del pilot ci ha fatto capire che alcune scelte mancano di originalità cosa non del tutto negativa se il risultato finale è quello visto. Iniziamo subito con il dire che i flashback ci hanno subito ricordato un film del 2011: Hanna interpretato fra gli altri da Eric Bana e Cate Blanchett, nel quale una ragazza viene duramente addestrata all’uso di armi, alla lotta corpo a corpo e a ogni tipo di tecnica per uccidere. Altra fonte dalla quale la serie ha sicuramente preso molti spunti è la saga di Jason Bourne, sia per la perdita di memoria, che per l’innata abilità investigativa e deduttiva che Jane Doe dimostra di avere fin da questo primo episodio. Perfino la conoscenza di diverse lingue sembra presa a piè pari dal personaggio creato da Robert Ludlum.

Un'altra scena tratta del pilot. l'assistente del direttore FBI, Mayfair in riunione.
Un’altra scena tratta del pilot. l’assistente del direttore FBI, Mayfair in riunione.

In conclusione possiamo dire che il pilot nel complesso ci è piaciuto. Gli interpreti principali sembrano ben assortiti e la vicenda promette molte ore di grandi emozioni e colpi di scena. Jane Doe è un personaggio forte con il quale ci si immedesima immediatamente, merito anche della buona recitazione della Alexander.

Un'immagine emblematica della protagonista. Una donna forte e abile capace di scelte estreme per perseguire i suoi ancora sconosciuti scopi.
Un’immagine emblematica della protagonista. Una donna forte e abile capace di scelte estreme per perseguire i suoi ancora sconosciuti scopi

La NBC sembra che stavolta abbia puntato su una serie convincente, ma come sappiamo bene, è presto per capire il suo destino, noi vi invitiamo a seguire almeno il pilot per poi condividere con noi le vostre sensazioni.

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