Charles Band’s Puppet Master: dal film al fumetto

Federica Spagone – Illustrazioni Michela Da Sacco – gentile concessione Action Lab Entertainment

Intervista all’illustratrice Michela Da Sacco per scoprire, in anteprima, il nuovo progetto americano basato sui celebri personaggi del film horror Puppet Master

In anteprima la cover del primo numero di Charles Band's Puppet Master  © Action Lab Entertainment 2015 - Disegni Michela Da Sacco - colori Yann Perrelet
In anteprima la cover del primo numero di Charles Band’s Puppet Master
© Action Lab Entertainment 2015 – Disegni Michela Da Sacco – colori Yann Perrelet

Gli amanti del genere horror ricorderanno sicuramente Puppet Master, pellicola diretta da David Schmoeller del 1989, che narra le vicende del burattinaio Andre Toulon e dei suoi inquietanti puppets, che ebbe ben nove sequel (l’ultimo uscito nel 2010). E proprio quest’anno, grazie alla casa editrice di San Diego Action Lab Entertainment, i burattini killer torneranno sulla scena con una serie a fumetti tutta dedicata a loro. L’ambizioso progetto “Charles Band’s Puppet Master” vedrà l’autore Shawn Gabborinaccompagnato dall’illustratrice l’italiana Michela Da Sacco e dal colorista Yann Perrelet e uscirà con il suo primo numero a Marzo 2015. Per saperne di più e scoprire tutti i segreti del fumetto, abbiamo incontrato l’illustratrice Michela Da Sacco (in Italia possiamo ammirare, tra le tante, le sue illustrazioni per i fumetti Bonelli), che ci racconterà anche alcune curiosità sul suo lavoro.

Parlaci un po’ del progetto
Il fumetto è ufficialmente riconosciuto dalla Full Moon e da Charles Band, che hanno creato e prodotto le pellicole, quindi i protagonisti della storia sono proprio i Puppet che compaiono nei film. Si tratterà di una serie mensile composta da diverse miniserie. Per esempio, la prima parte è composta da tre albi ed è simile, per eventi e dinamiche, ai film: la tipologia è quella dello slasher movie, con un gruppo di ragazzi che va a visitare l’hotel abbandonato in cui si muovono i pupazzi. Mentre già la seconda miniserie, composta di quattro albi, prenderà una direzione un po’ diversa rispetto ai film“.

Anteprima del fumetto, una delle prove di tavola approvate.  © Action Lab Entertainment 2015 - Disegni Michela Da Sacco - colori Yann Perrelet
Anteprima del fumetto, una delle prove di tavola approvate.
© Action Lab Entertainment 2015 – Disegni Michela Da Sacco – colori Yann Perrelet

Come hai iniziato a collaborare al progetto?
“Shawn Gabborin, lo scrittore del fumetto, e io avevamo lavorato a una storia di poche pagine per una rivista di fumetto horror qualche anno prima, e mi è andata bene: lui si è ricordato di me e io in quei giorni avevo poco lavoro, così ho fatto un paio di tavole di prova, che sono andate bene”.

Com’è lavorare a un fumetto americano, c’è differenza con i progetti italiani?
“Sì, è diverso, spesso in un progetto americano indie si lavora “in piccolo” , c’è un contatto molto stretto tra scrittore, disegnatore e colorista e spesso si riesce a creare un team affiatato. In Italia, generalmente (anche per Bonelli con cui sto collaborando), il contatto di chi disegna è con l’editor. Non sempre sai che quello che disegni piacerà anche a chi scrive, ma si tratta di una scelta pratica, che velocizza il processo”.

Cover Variant  © Action Lab Entertainment 2015 - Disegni Michela Da Sacco - colori Yann Perrelet
Cover Variant
© Action Lab Entertainment 2015 – Disegni Michela Da Sacco – colori Yann Perrelet

Eri una fans della saga?
“Conoscevo i film, ma non li avevo visti (adesso invece li ho guardati tutti ovviamente). I Puppet sono più famosi di quanto credessi, Blade per esempio lo avevo già visto in riviste di cinema e anche in riviste di tatuaggi”.

Per il momento, qual è la scena che più ti ha ispirata?
“Sto finendo di disegnare il primo albo e la scena che mi è piaciuta di più, finora, arriva nel terzo… ma se te la dico faccio uno spoiler mica da poco! Dico solo che è interessante perché è qualcosa che si collega ad un piccolo evento che succede nella prima parte della storia. Shawn ha fatto un ottimo lavoro“.

Puoi raccontarci qualche curiosità su Puppet Master?
“Forse non tutti sanno che esiste un altro fumetto dedicato a Puppet Master. Si tratta di una miniserie di sei numeri editata da Eternity Comics diversi anni fa, ma la nostra versione sarà completamente differente, insomma sono due progetti imparagonabili, se non per i personaggi comuni. Una curiosità, decisamente succosa, è che l’hotel abbandonato in cui si muovono i pupazzi, il Bodega Bay Inn, esiste davvero! L’ho scoperto mentre cercavo materiale per disegnare gli ambienti: è a Pasadena in California, si chiama Castle Green e oltre a Puppet Master, ci hanno girato diversi film e serie tv (The Prestige, L’Ultimo Samurai, Buffy l’Ammazza Vampiri per citarne alcuni) e nel sito dell’hotel ci sono anche le tariffe per noleggiare gli ambienti”.

Quando potremo ammirare gli albi? Pensi che arriveranno anche in Italia?
“Il primo numero esce a Marzo, poi la serie sarà mensile. Non vedo l’ora! Anche i fans italiani potranno leggere il fumetto in lingua originale ordinandolo, nella propria fumetteria di fiducia, tramite un modulo. Per il primo numero potranno anche scegliere tra una serie di cover variant. Invece per l’uscita in Italia, non ho ancora notizie, ovviamente spero di sì, ma credo dipenderà anche dal successo della serie”.

stampa il modulo, compilalo e portalo in fumetteria per ordinare il primo numero
stampa il modulo, compilalo e portalo in fumetteria per ordinare il primo numero

Parlando di horror più in senso stretto, qual è il personaggio che più apprezzi nella letteratura, nel fumetto e/o nel cinema? E quale invece l’ambientazione che preferisci?
“Cinematograficamente parlando adoro Freddy Krueger, per me è un Vero Uomo Nero (non la sua versione caricaturale della serie tv, ma quella cattiva del primo film). L’ambientazione horror che preferisco invece è quella da epidemia zombie. Sono una divoratrice di film sui morti viventi!
Come letteratura ho adorato Stephen King, in particolare IT e L’Ombra dello Scorpione, ma anche l’orrore più sottile descritto da Matheson in Io Sono Helen Driscoll e Io Sono Leggenda, quindi prediligo le atmosfere più che i personaggi, in questi casi. Riguardo al fumetto ho gusti che potremmo definire vecchi, perché da piccola ho scoperto I Racconti di Zio Tibia e il Corriere della Paura (con storie, tra l’altro, disegnate benissimo), che sono stati buon carburante per i miei incubi di bambina”.

Com’è nata la passione per l’illustrazione e qual è il progetto a cui hai preso parte che più rispecchia i tuoi gusti? 
“Sono cresciuta leggendo gli albi dei supereroi Corno e vecchi numeri di Flash Gordon, ho frequentato un liceo artistico e ho cominciato a fare fumetti perché li faceva mia sorella, ma disegno da sempre. La passione è diventata lavoro nei primi anni del 2000, quando ho cominciato a collaborare con un piccolo editore torinese, Orione Edizioni. I progetti del mio cuore sono due, il primo è una miniserie storico fantasy, Harmoran (di Orione Edizioni, appunto), scritta da mia sorella Francesca: le sceneggiature sembravano racconti e l’emozione che mi davano le mettevo nei disegni. Poi c’è L’Insonne: ero davvero ispirata da questo personaggio, Desdemona, deejay radiofonica che non dorme mai, e dal dover disegnare una Firenze perlopiù notturna, piena di ombre e misteri. Tra l’altro, L’Insonne ha permesso un altro paio di quelle rare collaborazioni tra me e mia sorella, in un numero speciale intitolato Demoni d’Amore Negato, che parla di gabbie, fisiche e mentali, e in un albetto in cui abbiamo usato Desdemona come testimonial nella campagna veneta per la donazione del sangue (avremmo voluto che il fumetto venisse distribuito nelle varie iniziative AVIS a livello nazionale, ma non siamo riusciti a coordinare le sedi). E infine, Puppet Master, sono una grande fan dell’horror e avevo una gran voglia di disegnare un fumetto con tanto spargimento di sangue, quindi sono proprio contenta di questa occasione! Poi Shawn mi da feedback pieno di entusiasmo e il colorista, Yann Perrelet, è bravissimo.

Quali sono i tuoi artisti di riferimento?
“Sono cresciuta con i fumetti di supereroi degli anni ’70 e ’80, quindi Kirby e John Buscema, ma quelli che mi hanno ispirata come disegnatrice, per modo di raccontare in vignette, sono Alan Davis e Frank Miller! Hanno creato fumetti che mi hanno fatta sognare, come Excalibur ed Elektra. Passavo nottate a copiare i loro disegni”.

Cover Variant  © Action Lab Entertainment 2015 - Disegni Michela Da Sacco - colori Yann Perrelet
Cover Variant
© Action Lab Entertainment 2015 – Disegni Michela Da Sacco – colori Yann Perrelet

Come nasce una tavola?
“Il punto di partenza di una tavola disegnata è la sceneggiatura, leggendo quella immagino cose, visualizzo i personaggi e quello che fanno, poi in base all’atmosfera (horror, di azione, romantica…), cerco di inquadrare la scena. E’ proprio come se vedessi la scena di un film. Pii disegno una bozza, in cui le masse (dei personaggi o di oggetti importanti), occupano spazio nella scena. Tengo anche conto dello spazio che occuperanno i dialoghi nella pagina, cosa che detesto fare, ma che è necessaria: i personaggi devono essere disegnati nell’ordine in cui quello che dicono andrà letto. Quindi devo disegnare gli ambienti, cioè dove si svolge la scena. Cerco online i dettagli che hanno bisogno di essere ben caratterizzati, riferimenti tipo auto, stanze e anche edifici. Per esempio, Puppet Master si svolge a Bodega Bay, così per vedere che tipo di esterni disegnare sono andata a curiosare su Google Maps Street View e ho trovato ispirazione per la scena in cui i protagonisti arrivano all’hotel. Dopo tutto questo processo, definisco tutta la pagina a matita in modo chiaro e, una volta approvata, ripasso ad inchiostro. Da qualche anno lavoro solo in digitale, ma il processo è quello, disegnando su foglio o su tavoletta grafica”.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
“Al momento c’è, appunto, la serie di Puppet Master, con cui spero di proseguire, e c’è anche Nathan Never di Bonelli, di cui sto finendo il secondo albo. Sono cose in cui credo molto e che mi stanno facendo crescere (artisticamente), quindi resteranno nella mia vita per un altro po’”.

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