“Chi perde paga”: il nuovo Thriller del Re del brivido

Paola Boni –

Stephen King torna in libreria con il secondo capitolo della trilogia dedicata al detective Bill Hodges

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Il tema dell’influenza della letteratura sulla vita quotidiana è sempre stato un molto caro a quello che è considerato da tutti come l’indiscusso re della letteratura Horror: Stephen King.

Proprio su di esso si basa “Chi perde paga” il nuovo thriller del Re, uscito in tutte le librerie dal 22 settembre.
Tradotto da Giovanni Arduino ed edito dalla Sperling & Kupfer, il romanzo è il secondo libro della trilogia, iniziata con “Mr. Mercedes“, che vede come protagonista il detective Bill Hodges e dalla quale verrà presto tratta una serie televisiva.

Il romanzo racconta la storia di John Rothstein, scrittore osannato dalla critica e amato dal pubblico, reso immortale dal suo personaggio feticcio Jimmy Gold, che però non pubblica più da vent’anni. Morris Bellamy, il suo fan più accanito, una notte piomba a casa sua, furibondo non solo perché Rothstein ha smesso di scrivere, ma perché ha fatto finire malissimo il suo adorato Jimmy. Bellamy è venuto a rapinarlo, ma soprattutto a vendicarsi. E così, una volta estorta la combinazione della cassaforte al vecchio autore, si libera di lui facendogli saltare l’illustre cervello. Non sa ancora che oltre ai soldi (tantissimi soldi), John Rothstein nascondeva un tesoro ben piu’ prezioso: decine di taccuini con gli appunti per un nuovo romanzo. E non sa che passeranno trent’anni prima che possa recuperarli. A quel punto, pero’, dovra’ fare i conti con Bill Hodges, il detective in pensione eroe melanconico di “Mr. Mercedes“, e i suoi inseparabili aiutanti Holly Gibney e Jerome Robinson.

I grandi lettori di King ritroveranno nella trama di questo romanzo echi di una sua precedente grande opera ovvero “Misery non deve morire” attraverso proprio la ripresa del tema dell’ossessione del lettore per il proprio autore preferito, ossessione che sfocia in una follia violenta è distruttiva.

Ma “Chi perde paga” riuscirà ad essere all’altezza del suo predecessore? Come si suol dire, ai lettori l’ardua sentenza.

 

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