“Chiamatemi Anna”: un tuffo nostalgico che fa bene all’anima

Michele Li Noce –

La serie Netflix “Anne with an E” porta all’attenzione dei suoi abbonati la storia raccontata nei romanzi di Lucy Maud Montgomery 

anne-netflix-posterPer chi appartiene alla generazione anni 80, leggere fra i titoli delle serie disponibili su Netflix, la trasposizione di Anna dai capelli rossi (Anne with an E in originale), fa fare un piccolo tuffo al cuore in quanto viene subito in mente il meraviglioso cartone animato di Isao Takahata che raccontò in 50 episodi la storia di Anna.

Chi ha visto il cartone o letto i romanzi della Montgomery, non potrà fare a meno di notare la grande cura con cui Netflix ha ricostruito il mondo di Anna, partendo probabilmente dalle note autobiografiche della stessa autrice e che possiamo ritrovare nel libro “Il sentiero Alpino edito in Italia da Flower-Ed. Pare infatti che l’autrice abbia riunito insieme diversi stimoli provenienti dalla sua esperienza sull’Isola del Principe Edoardo in Canada per delineare l’ambientazione in cui la protagonista, Anne Shirley avrebbe passato la sua vita.

Anna e Matthew.
Anna e Matthew.

La serie riprende molto fedelmente i caratteri dei personaggi principali descritti dalla Montgomery, affidando il ruolo di Anna alla bravissima Amybeth McNulty, capace di interpretare il personaggio nel modo più brillante possibile. Anna è un’orfana che per errore viene inviata presso una coppia di anziani fratelli, Marilla (Geraldine James) e Matthew Cuthbert (R.H. Thompson). Lei vive in un mondo tutto suo pieno di fantasia e attraverso questa lente, vede il mondo in modo molto più vivibile di quanto non lo sia la cruda realtà. Anna ha sofferto e per quanto poco comprensibile dagli altri, questo suo fervente immaginare, la salva e gli dona la forza di andare avanti nonostante tutto. Anche nelle situazioni più complicate, lei fa affidamento sempre e comunque su se stessa e sulla sua forza per costruire dal nulla un mondo di fiabe.

Anna e Marilla impareranno a volersi bene dopo gli iniziali contrasti.
Anna e Marilla impareranno a volersi bene dopo gli iniziali contrasti.

Marilla è una donna rigida che difficilmente mostra agli altri i suoi sentimenti, la sua pena o ciò che la tormenta. Anna a volte non la comprende, lei sempre così trasparente nelle sue esternazioni, lei che difficilmente sta zitta e che descrive con entusiasmo genuino qualunque accadimento della giornata. Eppure lentamente fra le due, si crea un rapporto dalle radici così profonde, un affetto così duraturo e bello, da sfidare tutte le difficoltà della vita. Lo vediamo bene nei primi episodi nei quali, dopo gli iniziali contrasti, Marilla accetta Anna con se per renderla poi parte della sua famiglia perché è così tanta la gioia che la piccola porta nei due anziani, da mettere in secondo piano il fatto che essi aspettavano un maschio.

anna4Ben diverso è il rapporto fra Anna e il taciturno Matthew. I due legano fin dal viaggio di ritorno dalla stazione a Green Gables nel quale Anna è un fiume in piena di parole, di emozione e di felicità contagiosa. Battezza i luoghi con i suoi nomi di fantasia e perfino la giumenta senza nome diventa Belle. Il bene che Matthew vorrà ad Anna sarà sempre grandissimo, lui uomo di poche parole ma dal cuore davvero enorme, un uomo capace di far cambiare idea anche a Marilla con un semplice sguardo o con poche parole. Commovente la scena del secondo episodio, quando ritrovata nella stazione Anna dopo tante ricerche, la convince a tornare a casa con due semplici parole che però cambiano ogni prospettiva per la piccola e orgogliosa orfana: “Lei è mia figlia“, poche parole che Anna avrebbe voluto sentire prima. Appartenere a una famiglia, far parte di qualcosa era il regalo più bello che i due anziani potessero fargli e di questo, Anna negli anni a venire sarà per sempre grata.

Anna è piena di fantasia ed entusiasmo ma è anche molto orgogliosa e testarda.
Anna è piena di fantasia ed entusiasmo ma è anche molto orgogliosa e testarda.

La sceneggiatura della serie è stata affidata a Moira Walley-Beckett, nota per il suo lavoro in Breaking Bad e vincitrice di un Emmy Award. Il suo lavoro ha dato una rinfrescata sia alla storia che ai caratteri dei personaggi senza minimamente stravolgere il romanzo, ma anzi dandogli ulteriore forza espressiva e lavorando nelle parti più difficili del libro per rendere al meglio con le immagini, e i dialoghi il senso più profondo dello stesso.

In mezzo a tante serie TV drammatiche, piene di violenza, sangue, odio e rabbia, a comedy con le risate finte o meno, con battute a volte pesantemente a doppio senso o del tutto incomprensibili, “Chimatemi Anna – Anne with an E equivale a prendersi una serena pausa. Equivale a tuffarsi dentro la natura quasi incontaminata del Canada della fine dell’ottocento/primi del 900, un microcosmo che viene ingigantito dall’immaginazione della nostra Anna. Noi consigliamo questa serie per tutti coloro che desiderano una storia semplice, solare ma che fa anche sorridere, commuovere ed emozionare. Fatevi prendere dalla parlantina inesauribile e fantasiosa di Anne Shirley-Cuthbert, non ve ne pentirete.

E voi cosa ne pensate di questa nuova produzione Netflix? Diteci la vostra sui nostri canali social. 

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