Come nasce un gioiello fatto a mano? La storia di Deborah

Erika Guerra –

Molti giovani cercano di trasformare la loro passione per la creatività in un lavoro: ecco l’esperienza di Deborah, creatrice dei gioielli fatti a mano Luce Jewels

Alcune creazioni, di Deborah © Luce Jewels
Alcune creazioni, di Deborah © Luce Jewels

In un mondo sempre più omologato e globalizzato, talvolta si ha la percezione che alcuni mestieri siano destinati a scomparire. Ci sarà ancora bisogno del falegname se tutti arredano la propria casa da Ikea? O di un sarto quando la grande distribuzione offre indumenti a basso prezzo? Insomma: preferiamo oggetti di qualità o ci limitiamo a guardare il portafoglio?
In questi tempi incerti la risposta sembrerebbe scontata, ma per fortuna la realtà può ancora offrire delle sorprese. Se è vero che c’è la tendenza a spendere meno, è anche vero che per molti si tratta di spendere meglio: accettare di avere un prezzo più alto sul cartellino per acquistare un oggetto di qualità, che duri più di qualche mese e magari che sia anche particolare, se non un pezzo unico. Per questa clientela, tornano in voga i mestieri artigianali, anche nel campo della moda. Stilisti, che usano anche materiali alternativi, creatori di accessori e così via; un universo vastissimo, popolato spesso da ragazzi molto giovani, che hanno trasformato una passione in un lavoro. Grazie alle nuove tecnologie poi si può raggiungere una clientela vastissima a costi relativamente ridotti, nonchè essere in contatto con creativi di diversi paesi. Come racconta il blog Laureati Artigiani, spesso questi nuovi creativi sono ragazzi che al termine degli studi universitari si dedicano a lavori artigianali trasformandoli alla luce delle loro esperienze ed interessi.
Per entrare un po’ di più in questo mondo di artigiani creativi, abbiamo intervistato Deborah, ideatrice dei gioielli Luce Jewels, una ragazza che sta trasformando la sua passione per gli accessori in un lavoro.

Quando è nata la tua passione per la creazione di bijoux?
La prima volta che ho scoperto un negozio di perline nella mia città avevo circa 12 anni. Quel giorno tornai a casa con un sacchettino di perline tutta contenta e, dopo aver sparso le tutte le perle sul tavolo (vizio che ho ancora adesso), decisi di creare un paio di orecchini col filo di rame, dei cavi elettrici che avevo in casa. Così ho iniziato a creare monili che poi regalavo alla mamma e alla zia, che hanno sempre sostenuto la mia passione e indossavano coraggiosamente i miei primi esperimenti. Con gli anni e l’esperienza sono poi passata dalla creazione di semplici gioielli all’utilizzo di tecniche sempre più elaborate, come il soutache o l’embroidery.

Come hai scoperto le tecniche che usi ora?
Ho scoperto il “soutache” grazie ad un servizio di Vogue su quella che è diventata la mia creatrice preferita, Dori Csengeri (specializzatasi al College of Fashion di Tel Aviv, le sue creazioni hanno oggi una fama mondiale. Negli ultimi anni ha anche collaborato con Swarovski, ndr). Questa artista ha riportato in vita l’antica tecnica del soutache, originariamente utilizzata in Europa orientale, specialmente in Polonia e Russia. Mi sono informata sul suo lavoro su siti e blog ed è praticamente diventata la mia guru: crea dei capolavori precisi, colorati e preziosi, ovviamente non accessibili a tutti (basti pensare che una delle sue collane più famose costa intorno agli 800 euro). La ammiro perché ha uno stile tutto suo, si tinge le piattine con i colori che realizza lei stessa creando dei gioielli inimitabili. La tecnica del soutache ha iniziato a prendere piede anche in Italia, e si distingue grazie alle linee sinuose ed alle curve eleganti che formano vere e proprie opere d’arte, tutte realizzate con una particolare ma semplice passamaneria. Ogni oggetto viene creato esclusivamente a mano, cucendo con ago e filo la passamaneria ad ogni singola perla. Questa tecnica si può applicare ai materiali più disparati, come il vetro o le pietre dure, fino agli originali elementi in cristallo Swarovski. Ora sono 3 anni che creo pezzi utilizzando il soutache e per raggiungere questo modesto livello ho partecipato a 3 corsi.

Vorresti che questa passione diventasse un lavoro (o lo è già)?
All’inizio è nato come un gioco ovviamente e spendevo tutti i miei risparmi al negozietto di perline. Poi ho aperto una pagina su Facebook e ho iniziato a pubblicare qualche pezzo.
I miei genitori non mi hanno mai proibito di passare tutto il mio tempo libero a creare, il loro motto era “studia e poi crei”. Ovviamente all’inizio le vendite erano pochissime ma dopo i primi mercatini li ho fatti ricredere: ora sono entrambi contenti dei risultati che ho raggiunto grazie alle mie creazioni e mi spronano a fare sempre meglio. Per ora è solo un hobby che riempie le mie domeniche e i giorni liberi, non potrei stare senza creare per settimane intere! Anche in vacanza ho sempre dietro un po’ di materiale, pennarelli e carta per disegnare i modelli che mi vengono in mente. Spero un giorno di riuscire ad aprire un negozio tutto mio, in cui proporre non solo le mie creazioni, ma anche materiale e corsi per chi voglia avvicinarsi al mondo dei gioielli handmade. Mi piacerebbe distinguermi grazie all’offerta di materiale sempre diverso e originale proveniente da ogni parte del mondo.

Materiali ©Luce Jewels
Materiali ©Luce Jewels

Cosa ne pensi di Torino come ambiente creativo? Riesci anche a trovare corsi dedicati alla tua passione nella tua città?
Torino è piena di creativi, ci sono tantissimi ragazzi che si inventano un lavoro e tanti altri che, anche se hanno già un lavoro, sentono il bisogno di esprimersi. Torino è perfetta per questo genere di esperienze, senza contare che è anche diventata una città turistica in ogni mese dell’anno. Probabilmente si dovrebbe solo investire un po’ di più sulla creatività organizzando più eventi tipo Paratissima in vari momenti dell’anno, così da promuovere la partecipazione di un maggior numero di persone e valorizzare i creativi presenti in città. Diciamo che le basi ci sono, sono molto fiduciosa sul futuro di noi creativi torinesi. Credo inoltre che l’Italia premi la creatività e la qualità, che vengono riconosciute e apprezzate dall’utente finale. Secondo me lanciare un prodotto all’estero è molto più difficile, anche se riconosco che in altri paesi sono avanti anni luce rispetto a noi nell’adozione e nella promozione di nuovi materiali e di tecniche creative emergenti.
Un’altro aspetto su cui Torino è un po’ carente, riguardo al mondo dei bijoux, sono i corsi: quelli su tecniche particolari come il soutache sono infatti piuttosto difficili da trovare e bisogna spostarsi verso Milano, Firenze o Roma. Spesso frequento i corsi offerti durante le fiere di settore, perchè ci sono tantissimi stand che propongono le tecniche creative del momento.

Pensi che sia un buon momento per l’artigianato creativo o trovi che le persone si affidino per lo più alla grande distribuzione per l’acquisto dei loro accessori?
Sono convinta che l’artigianato creativo anche in questo momento di crisi possa risollevare le sorti di molte persone. Io stessa se devo comprare accessori o vestiti per me o per regalarli, cerco di scegliere prodotti creati a mano da altre persone e non quelli fabbricati in serie. Soprattutto negli accessori cerco di scegliere pezzi artigianali originali e unici.
Riconosco che in questo momento tantissime persone apprezzino questi lavori ma non possono permetterseli. La tecnica del soutache per esempio è molto complessa e richiede molte ore di lavoro con ago e filo, per questo spesso i gioielli realizzati così si rivolgono ad una clientela di fascia medio-alta. Io cerco di fare in modo che i gioielli realizzati con questa tecnica arrivino a tutte, anche alle studentesse o alle persone con lavoro precario che non possono permettersi di pagare 120 euro per un paio di orecchini.

Collana © Luce Jewels
Collana © Luce Jewels

Pensi che internet abbia facilitato la vita dei giovani creativi o trovi i metodi di vendita tradizionali più efficaci?
Internet è fondamentale per me: per le vendite utilizzo i social, le mail e lo shop online A Little Market (sito dedicato tutto alla vendita di prodotti handmade, ndr), ma è importante soprattutto per l’approvvigionamento di materiale. Rimango sveglia intere nottate a cercare ingrossi e negozi (quasi sempre dall’altra parte del mondo), che abbiano pietre e materiali unici, originali e preziosi. Avere uno shop online è sicuramente meno caro che averne uno fisico in città, di solito costa il 3/5% sulle vendite. Internet mi aiuta anche moltissimo a tenermi al passo con le tecniche creative del momento, seguo tantissimi blog di artiste oltreoceano, mi informo sui colori moda del momento. Per la prossima stagione autunno/inverno posso anticiparvi che i colori che troverete sicuramente sonoil radiant orchid, l’argento, e il blue royal.
Seguo anche poche fashion blogger, ma ho sempre l’impressione che preferiscano una collana di Zara ad una creazione interamente cucita a mano. Ci sono ovviamente delle eccezioni: di recente ho collaborato con una fashion blogger in un progetto pubblicitario per la community di vendita dove sono iscritta. Le ho spedito dei miei orecchini che lei aveva scelto tra le mie creazioni e lei li ha indossati in vari video tutorial sul suo canale e sul suo blog. Il ritorno pubblicitario è stato più che soddisfacente: quel mese sono stata sommersa dalle mail!
Infine internet mi aiuta a entrare in contatto diretto con le mie clienti: molte mi contattano su Facebook o via mail per organizzare delle piccole expo private davanti a un caffè, così possono vedere e toccare con mano le creazioni.

Come nascono le tue collezioni?
Le collezioni innanzitutto nascono dai disegni che creo. Successivamente cerco il materiale alle fiere o su internet e quando ho trovato tutto parto con il lavoro di ago e filo. Ovviamente molto dipende dalla mia ispirazione personale, ma ci sono dei colori che mi ispirano più di altri e indipendentemente dalle mode sono dei must nelle mie collezioni. Molte delle mie clienti cercano dei pezzi personalizzati: circa il 60% degli ordini che ricevo infatti contiene una richiesta di personalizzazione per ciò che riguarda il colore o le pietre usate. Sono sempre felice di ricevere questo tipo di ordini,il mio motto è: “pezzi unici per persone speciali!”

In conclusione: un consiglio per i futuri creativi?
L’unico consiglio che posso dare alle persone che vogliano lanciare le proprie creazioni è di usare i social: danno tantissima visibilità e permettono di accedere a diverse community sempre aggiornate sui nuovi mercatini o eventi programmati nelle varie città.

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