Comunicazione tra alieni e umani in un mondo fantascientifico in “Arrival”

Antonella Cabras –

Il 19 gennaio, distribuita dalla Warner Bros, esce sugli schermi italiani la nuova fatica di Denis Villeneuve che affronta il genere fantascienza da un nuovo punto di vista

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Il regista Villeneuve ha preso in mano un film cult come Blade Runner e ha creato un sequel che uscirà nelle sale verso la fine del 2017, ma in attesa di questa pellicola possiamo intanto gustare l’originale Arrival. Questo film racconta la storia di alieni e del loro rapporto con gli umani ma più che raccontare un’avventura, vuole mostrare come diverse specie cerchino di comunicare tra loro.

Ecco la trama in breve: Quando un misterioso oggetto proveniente dallo spazio atterra sul nostro pianeta, per le investigazioni viene formata una squadra di élite, capitanata dall’esperta linguista Louise Banks. Mentre l’umanità vacilla sull’orlo di una Guerra globale, Banks e il suo gruppo dovranno affrontare una corsa contro il tempo in cerca di risposte. 

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Lo spunto per la pellicola arriva dal breve racconto Story of Your Life di Ted Chiang pubblicato nel 2002, opera che ha spinto il regista a cimentarsi col genere fantascientifico da sempre suo grande amore. “Ciò che amo del racconto è il fatto che contiene diverse sfaccettature spiega Villeneuve. “Quella che mi ha toccato di più è il contatto con la morte di qualcuno. Cosa succederebbe se sapeste in che modo state per morire e quando morirete? Quale sarebbe il vostro rapporto con la vita, l’amore, la famiglia gli amici e la vostra società?

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Nei panni della protagonista troviamo Amy Adams, la quale si è immediatamente innamorata del soggetto e ha trovato nel suo personaggio una sensibilità spiccata.

Louise Banks è l’importante tramite tra gli alieni e gli umani e il suo approccio è carico di un’umanità straordinaria: lei non guarda con ostilità al diverso ma ci si approccia con grande curiosità e apertura mentale.

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Jeremy Renner interpreta il fisico teorico Ian Donnelly ed è insolito vedere l’attore nella parte di un intellettuale visto che siamo abituati a vederlo per lo più nei panni di personaggi d’azione.

Non era il personaggio ad allettarmi”dice Renner la cui motivazione principale era lavorare con Adams, “era una parte fenomenale per lei e una parte fenomenale per una donna. Anche il mio ruolo era buono ma mi interessava di più esserle di supporto. Il film viene raccontato attraverso i suoi occhi, è stato sempre il suo film. E poi, adoro la sceneggiatura. La ritengo fantastica. È una storia bellissima”.

Il cast comprende anche un attore del livello di Forest Whitaker, qui nei panni del colonnello Weber. “La sceneggiatura era scritta e raccontata meravigliosamente” afferma, “è una storia molto potente ed importante. È una corsa alla comunicazione. Loro sono alieni, ma da tutto il mondo si cerca di comunicare con loro, e senza comunicazione si può scatenare il caos. In questo c’era qualcosa di veramente interessante e anche nel fatto di essere l’uomo che forma il gruppo per cercare di comunicare con loro”.

Ovviamente, essendo un film di fantascienza, vi sono dei misteri da risolvere. Il tutto però viene raccontato senza le spettacolarità tipiche di svariati film a tema fantascienza: il film è più intimista e si sofferma sui rapporti umani mettendo in secondo piano, per esempio, le questione politiche.

In un mondo come il nostro, fatto di incomprensioni e problemi di comunicazione, anche il cinema può venirci incontro e lo può fare nella forma della fantascienza, lo fa anche se gli interlocutori sono gli alieni. Arrival è importante da vedere non solo per gli effetti speciali, ma proprio perché attraverso uno spunto insolito punta a far riflettere sul tema dei rapporti interpersonali.

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