Coppie in crisi e rapporti messi in discussione al cinema con “By the Sea” e “Dobbiamo Parlare”

Antonella Cabras –

Cinema italiano e americano si confrontano sullo stesso tema

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Sia il cinema italiano che quello americano giocano sul tema dell’amore in due coppie apparentemente felici e insieme da molti anni. L’apparenza però, si sa, inganna e forse l’amore non è poi tanto solido o, per lo meno, è da riconsiderare sotto altri punti di vista. Questi temi li vedremo dispiegati nelle due pellicole “By the Sea”, diretto da Angelina Jolie (in sala dal 12 novembre, distribuito dalla Universal) e “Dobbiamo parlare”, diretto da Sergio Rubini (sugli schermi italiani dal 19 novembre, distribuito dalla Palomar e Nuovo teatro con RaiCinema).

Partiamo dal film della Jolie. L’attrice si rimette dietro la macchina da presa (dopo l’intenso “Unbroken”) e presenziando come attrice accanto a suo marito Brad Pitt, Mélanie Laurent, Melvil Poupaud, Niels Arestrup e Richard Bohringer.

“By the Sea” segue la storia di uno scrittore americano di nome Roland (Pitt), che insieme a sua moglie, Vanessa (Jolie Pitt), arriva in una tranquilla e pittoresca località balneare francese nel 1970. Quando la coppia in crisi comincia a passare del tempo insieme agli altri viaggiatori, compresi i giovani sposi Lea (Laurent) e François (Poupaud), e la gente del posto, Michel (Arestrup) e Patrice (Bohringer), si rende conto di dover fare i conti con questioni irrisolte della loro vita.

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Specificando che Angelina Jolie compare anche in vesti di produttrice e sceneggiatrice della pellicola, ciò che si vuole sottolineare della storia è il rapporto di coppia alquanto realistico che viene messo in scena. Forse i coniugi Pitt hanno portato sul set un po’ del loro vissuto ma, è altrettanto vero, che la Jolie indaga con profondità e delicatezza il tema dei sentimenti.

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Brad Pitt afferma: “È una specie di puzzle in cui si cerca di individuare le cose che ti ostacolano dall’amare davvero una persona. Molto ha a che fare col passato, con le proprie insicurezze oppure con il fatto di desiderare davvero una cosa talmente tanto che ti focalizzi troppo sulla paura di perderla”.

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Dal canto suo, la Jolie replica: “Ero così felice che lui abbia voluto provare questa cosa insieme a me“.

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«Dobbiamo parlare: è questo l’incipit più temuto nei discorsi di ogni coppia….“.
Sull’altra sponda dell’oceano, precisamente nel nostro Belpaese, ecco che anche Sergio Rubini affronta le tematiche del rapporto di coppia, specialmente quando il rapporto è messo in crisi, in una pellicola presentata alla Festa del Cinema di Roma.

 

Vanni e Linda sono fidanzati da dieci anni, convivono in un attico a Roma centro. Lui fa lo scrittore, lei è la sua ghostwriter. I loro migliori amici sono Costanza e Alfredo, detto il Prof. Due medici, lei una dermatologa e lui un cardiochirurgo innamorato del suo lavoro. Sono sposati, non hanno figli e gestiscono il loro matrimonio come una Spa. Costanza scopre improvvisamente che il Prof. ha un’amante, e in preda ad una crisi di panico, irrompe in casa di Vanni e Linda. Inizia così la notte più lunga per i quattro protagonisti che tra litigi, scherzi, risate e ammissioni di colpe metteranno in gioco i loro amori e le loro amicizie.

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È proprio vero che le parole “dobbiamo parlare” siano tra le più temute in una coppia perché indice di un qualcosa che non va.
Interpretato dallo stesso regista, da  Fabrizio Bentivoglio, Maria Pia Calzone e Isabella Ragonese, il film indaga sul sentimento che lega una coppia e si domanda se l’amore basti a tenere unita una coppia.
“Siamo portati a credere che siano i beni materiali, le proprietà da condividere e poi da dividere, a venare le relazioni di segreti, egoismi e meschinità. Ma non potrebbe essere vero anche il contrario? Quei beni materiali non sono delle maniglie a cui aggrapparsi di fronte ad una crisi? L’amore e basta invece espone ad un rischio strisciante e insidioso, che oggi s’è fatto ancora più marcato, organico. L’individualismo. Così può capitare che nel corso di una nottata tra due coppie di amici, venga fuori tutto il non detto di anni. Lo spunto arriva da una coppia che chiede aiuto a un’altra, e quest’ultima risucchiata dalla prima, esplode” spiega Rubini, che per scrivere la pellicola ha chiamato la propria compagna Carla Cavalluzzi e lo scrittore Diego De Silva. “So che ci sono similitudini con Carnage di Polanski ma io non intendevo lavorare su un film claustrofobico, anzi, il punto di partenza è la commedia all’italiana per raccontare una sorta di nottata happening”.

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Diversamente a quanto avviene di solito nel cinema, Dobbiamo parlare”è stato provato a teatro. Nel senso che l’abbiamo messo in scena in un teatro delle Marche cercando di testare le reazioni del pubblico, che era consapevole del fatto che stavamo facendo le prove per un film”.

Per la brava Maria Pia Calzone, ammirata nei panni di Donna Imma in “Gomorra – La serie”: “Le prove hanno permesso di vivere la mia Costanza senza giudicarla. In fondo per gli esseri umani la vita si realizza nella direzione dell’amore e del denaro: a seconda della classe sociale di appartenenza la scelta ricade sull’uno o sull’altro”.

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Anche l’amore è messo alla prova, sotto una nuova luce”, aggiunge il regista. “E relativizzare l’amore significa piegarlo, impoverirlo fino ad annullarlo. Certo in natura l’amore esiste, nella sua naturalità ogni essere è spinto incontro a un altro; ma se arrivano le parole c’è il rischio che si cominci a scavare fino a raggiungere pericolosamente quella linea d’ombra, in cui forse l’unico amore è quello per se stessi, per la vita che ci è stata data. Allora bisognerebbe non parlare? Muti come i pesci? E se anche i pesci parlassero?

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Le due pellicole sono due spunti interessanti per riflettere sull’amore di coppia da due punti di vista differenti. Sia che la storia sia ambientata negli anni ’70 che ai giorni nostri, le dinamiche che muovono i rapporti interpersonali rimangono le stesse, qualunque epoca si viva, poiché l’amore è veramente un tema universale.

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