“Cuba. Gli Ultimi giorni di Fidel” in mostra a Roma

Redazione – 

La Cuba di Fidel Castro, con le sue contraddizioni e tradizioni, rivive attraverso la mostra del fotografo Daniele BellucciSi inaugura giovedì 7 dicembre 2017 a Roma, alle ore 19.00, presso l’Enoteca Letteraria, storico locale in Via delle Quattro Fontane 130, la mostra fotografica “Cuba. Gli Ultimi giorni di Fidel” del fotografo Daniele Bellucci. Durante la serata inaugurale, la presentazione della mostra verrà completata da una proiezione delle immagini dell’artista, comprendente scatti inediti, volti ad arricchire maggiormente l’esperienza del visitatore.

Con questa mostra, il fotografo Daniele Bellucci vuole raccontare le diverse sfaccettature che Cuba gli ha offerto durante gli ultimi giorni di vita di Fidel Castro (deceduto il giorno dopo il ritorno a Roma dell’autore). Il viaggio on-the-road dell’isola, attraversata da ovest ad est, ha potuto rivelare al fotografo la vera natura di un paese “mitico” e (s)mitizzato a seconda dell’adesione ideologica di chi ne discetta. Il quadro che ne ha tratto Bellucci è quello di un paese dalle enormi affascinanti contraddizioni, dove l’orgogliosa diversità viene dagli abitanti spesso trasformata in gratuita vanità, dove l’esotismo di una foto-con-cubani scattata da un turista ha una valenza “unica” e quindi un prezzo, come un souvenir; dove la straripante energia della gioventù contrasta con il drammatico isolamento degli anziani abbandonati dai figli; dove la vecchia generazione rivendica la propria fedeltà al regime castrista mentre quella giovane ribolle di impulsi liberisti, frenati non solo dai paletti delle leggi, ma anche dal pressapochismo dell’inesperienza. Uno Stato in cui vige una “doppia valuta”: chi ha studiato ed ha un posto fisso retribuito con la moneta locale, come un insegnante o un medico, guadagna meno di ambigui outsider fuori sistema, che si nutrono dei turisti con la valuta “ricca”.

Un luogo dove i ragazzi cominciano ad affollarsi nei parchi non più per socializzare ma in solitaria ricerca di angoli dove ricevere meglio il segnale wi-fi (tra l’altro ancora carissimo); quello strambo paese dove non esistono meccanici perché ognuno deve essere in grado di rattoppare la propria automobile “anni ‘50” da cartolina, perché non si trovano più né pezzi di ricambio, né tantomeno soldi per comprarne una nuova. Un paese in trasformazione, impercettibile ma inesorabile: le crepe telematiche si stanno facendo largo nel muro che separa l’isola dal resto del mondo, permettendo agli abitanti di vedere sempre più nitidamente cosa c’è dall’altra parte e cercare di afferrarlo.

E quando a Santiago il fotografo è stato invitato da un uomo anziano nella sua casetta con tipica finestra con grata affacciata sulla strada, e questo ha sentenziato orgoglioso: “noi abbiamo una casa, medicine e lavoro, non ci serve altro, siamo felici al contrario di voi”, Bellucci ha affermato di essere rimasto nel dubbio: “non ho ancora capito se parlasse a noi occidentali o ai suoi figli lì presenti; se quel voi fosse riferito al presente al di fuori di Cuba o al futuro dentro”.

La rappresentazione che il fotografo dà di Cuba, empatica ma senza sconti, mantiene quelli che sono i tratti distintivi dell’autore: poesia, ironia, paradossi, armonia compositiva, sempre con l’essere umano in primo piano, da un punto di vista formale e sentimentale, la cui centralità è evidenziata spesso dalla personale ripresa dal basso, tesa a dare alla figura umana uno slancio epico, una vitalità prometeica.

L’esposizione si svilupperà lungo due direttrici distinte, una a colori, una in bianco e nero, come per rimarcare l’ambivalenza intellettuale e sentimentale che l’autore ha percepito dall’esperienza cubana.CHI E’ L’ARTISTA?

Da sempre appassionato di arti visive, (è tra l’altro il fondatore della rivista di cinema Gli Spietati) Daniele Bellucci scopre nella fotografia il mezzo per esprimere al meglio la propria idea di sguardo. Predilige qualsiasi reportage di viaggio, persuaso che ogni luogo sia fonte potenzialmente inesauribile di scatti e storie memorabili, nei villaggi e territori più incontaminati come nelle città più conosciute che il turismo di massa ha reso visivamente più logore. Il lato ironico del suo carattere lo porta a cogliere gli aspetti bizzarri degli scenari che si presentano davanti i suoi occhi, i contrasti, gli ossimori, lo straniamento degli elementi. Il suo lato più curioso e intellettuale lo spinge, invece, alla ricerca dei luoghi dove si mantengono in vita usi e costumi tradizionali, tra le minoranze e le culture più antiche e tipizzate, la cui apoteosi si cristallizza nelle feste tradizionali, diventate da qualche anno la sua priorità fotografica, nonché l’ispirazione grazie alla quale, nel 2013, ha contribuito a fondare l’Associazione fotografica Festival nel Mondo, che si distingue principalmente nell’organizzazione di viaggi fotografici intorno al mondo durante feste tradizionali. Ha esposto in numerose gallerie di Roma, partecipato a collettive, vinto concorsi, è docente di numerosi corsi. Collabora con l’agenzia fotografica Realy Easy Star.

La mostra sarà visitabile fino al 30 dicembre dal lunedì al sabato dalle 16:00 alle 20:30 e la domenica dalle 17:30 alle 20:30 (salvo altri eventi programmati in sala).

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