Esilaranti avventure in compagnia di “Mortdecai”

Antonella Cabras-

Ritorna il poliedrico Johnny Depp nei panni di un simpatico e imbroglione mercante d’arte, in una divertente commedia distribuita dalla Adler Entertainment

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Riunite Johnny Depp, Gwyneth Paltrow, Ewan McGregor, Paul Bettany e Jeff Goldblum e cosa otterrete? Una storia a tratti surreale e divertente e a tratti una farsa, diretta da David Koepp, già sceneggiatore di grandi successi hollywoodiani quali “Jurassic Park“, “La guerra dei mondi” e “Mission: Impossible“.

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Il film è “Mortdecaisceneggiato da Eric Aronson (“On the line”) è tratto dalla trilogia di Kyril Bonfiglioli con protagonista Charlie Mortdecai. Lo stesso Bonfiglioli è stato un personaggio singolare quasi quanto la sua creazione: mercante d’arte, direttore della rivista “Science Fantasy” innamorato delle donne e della bottiglia (un amore che lo portò alla morte a 68 anni). Aronson scoprì i libri di Mortdecai in una libreria vicino a Trafalgar Square, a Londra, quando lavorava per il governo inglese. “Sulla quarta di copertina, la trilogia veniva descritta come un incrocio tra P.G. Wodehouse and Raymond Chandler, ricorda. “La cosa mi attrasse immediatamente”.

Vediamo insieme la trama ufficiale: gestire una torma di russi inferociti, i servizi segreti inglesi, una moglie dalle gambe chilometriche ed un terrorista internazionale non è cosa facile: per riuscirci, l’affabile mercante d’arte – e criminale part time – Charlie Mortdecai diventa protagonista di una corsa contro il tempo in giro per il mondo, armato solo del suo fascino particolare e della sua bellezza, per recuperare un dipinto rubato, che si dice contenga il codice per accedere ad un conto bancario in cui era stato depositato l’oro dei Nazisti.

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Nella pellicola, Charlie riesce a togliersi da situazioni scomode e allo stesso tempo esilaranti grazie al suo charme, ai suoi escamotage e alle sue truffe. Il tutto mentre cerca di battere una schiera di supercattivi internazionali, nella corsa contro il tempo per impossessarsi di un capolavoro di Goya senza prezzo, che potrebbe essere anche la chiave per mettere le mani su un patrimonio nazista fin’ora inaccessibile. Ecco dunque un altro improbabile personaggio per Johnny Depp, il quale era già a conoscenza dei romanzi di Bonfiglioli quando gli arrivò tra le mani la sceneggiatura e chiese al suo amico e collega David Koepp di esaminarla dal punto di vista registico.
Quando lessi il libro, il personaggio di Mortdecai mi colpì molto”, racconta Koepp. “Saltò quasi fuori dalla pagina. Non mi sarei potuto immaginare nessun altro nel ruolo di Charlie, se non Johnny. Depp ha un talento incredibile nell’interpretare quei personaggi spregevoli, codardi, ma allo stesso tempo adorabili. Sembra che sia diventato il suo marchio di fabbrica, negli ultimi 15-20 anni. Mortdecai è un individuo senza scrupoli, ma dal gusto impeccabile” aggiunge il regista. “È sul lastrico e deve riscaldare quella casa gigantesca, la Mortdecai Manor; per questo, escogita un piano per farlo. La sua area di competenza sono le Belle Arti. Il fatto che le opere d’arte non necessariamente appartengano alla persona che gliele cede o che forse siano dei falsi non lo tange minimamente”.

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Per il personaggio di Mortdecai, Depp si è ispirato ai più grandi comici della storia del cinema britannico, come Peter Sellers, Sid James, Bernard Cribbins, e soprattutto Terry-Thomas, l’irrefrenabile star dal caratteristico spazio tra i denti che ha costituito la rappresentazione vivente del termine “borghese imbecille” per svariate generazioni.
La più grande debolezza di Charlie è l’adorata moglie, Johanna, per cui farebbe di tutto, salvo radersi i suoi eccezionali baffi.

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La fascinosa moglie di Charlie, Johanna, bionda mozzafiato, è interpretata dal Premio Oscar Gwyneth Paltrow. Johanna e Charlie sono una coppia dai tempi del college. Lei è piuttosto elegante ed estremamente intelligente, sicuramente più di Charlie. A minare l’equilibrio della coppia ci pensa l’ultimo accessorio di Charlie: i suoi nuovi baffi. “Charlie si è fatto crescere i baffi mentre Johanna era in viaggio”, spiega la Paltrow. “Lei ne è inorridita. Cerca di passarci sopra, ma non ci riesce. Trova i baffi rivoltanti, la fanno quasi vomitare. Girare quelle scene è stata la cosa più difficile che abbia dovuto fare nella mia carriera: riuscire a portarle a termine senza scoppiare a ridere era un compito arduo! Credo di aver dovuto girare la stessa scena almeno 15 volte per questo motivo”.

MO_D04_00917.NEFAi due celebri attori si affianca Paul Bettany nei panni del servitore e braccio destro di Mortdecai, ossia Jock Strapp, colosso fedele e ottimista, che ha deciso di dedicare la propria vita a proteggere il suo capo. Sempre presente, Jock rappresenta un elemento indispensabile e apparentemente invisibile nella vita di Charlie.Paul Bettany è semplicemente incredibile nel recitare una battuta con estrema nonchalance”, racconta Koepp. “È un attore di grande talento”.

Pieno di cicatrici, rozzo e con un occhio di vetro, figlio di uno degli errori di Charlie Mortdecai, Jock è comunque gettonatissimo tra le signore, il che provoca sgomento in Mortdecai. “Charlie sta attraversando un periodo difficile con la moglie”, racconta Bettany. “Johanna rifiuta il contatto fisico con il marito perché si è fatto crescere un paio di ridicoli baffi. Finché non se ne sbarazzerà, Johanna non gli permetterà di varcare la soglia della camera da letto. Alla luce di questo, si capisce perché Mortdecai trovi estremamente frustrante il fatto che Jock riesca senza alcun problema ad attrarre frotte di donne senza battere ciglio ovunque vadano”.

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Le insicurezze di Charlie vengono esacerbate dall’arrivo di Alistair Martland, un vecchio amico dei tempi del college, che ha ancora oggi un debole per Johanna. Martland, oltre ad essere un esponente di primo piano del Servizio Segreto Britannico, è anche un detective dall’animo dolce, che predilige la lettura di poesie e perde le staffe ogniqualvolta si trovi di fronte Johanna. Martland ha il volto di Ewan McGregor, che è stato attratto dalla combinazione di battute divertenti e di una commedia di carattere fisico, di più ampio respiro. “Mi ricorda molto i film della Pantera Rosa degli anni Settanta”, dice l’attore. “Si tratta di un tipo di humour che non si vede sullo schermo da molto tempo. È scritta in modo intelligente”.
“Mortdecai” vede anche una nuova collaborazione tra McGregor e David Koepp, dopo” Angeli e demoni”. “Ero contento di lavorare di nuovo con David”, spiega l’attore. “Rende le cose più divertenti di come gliele proponiamo. Gira molto rapidamente e sa esattamente cosa vuole. È un regista raffinato, che non ha paura del movimento ed è dotato di un fantastico senso dell’umorismo.
McGregor ha anche già lavorato con la Paltrow, nel film in costume del 1996 Emma. “È stato bello lavorare di nuovo con Gwyneth dopo tutto questo tempo”, racconta, “abbiamo girato un paio di scene molto divertenti insieme”.

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In questa pellicola di sbruffoni e belle donne, non poteva mancare la classica femme fatale, qui interpretata da Olivia Munn. Georgina Krampf, figlia di un miliardario, ha messo gli occhi sul Goya scomparso ed è disposta a fare di tutto per metterci sopra le mani. “Il padre di Georgina possiede un sacco di denaro, ma lei desidera un patrimonio personale”, spiega la Munn “È una ragazza californiana molto ricca”, aggiunge l’attrice. “Le piacciono le grandi firme e adora essere elegante. Per una ragazza come Georgina, non importa essere ricca, se non è anche famosa. Il mondo di Mortdecai è stereotipato e iperbolico, ma ho avuto modo di conoscere persone molto ricche ed estremamente eccentriche come Georgina nella realtà, ad Hollywood”.

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Il signor Krampf è interpretato da Jeff Goldblum ed è un miliardario americano descritto da Koepp come unavido arricchito privo di gusto”. Vorrebbe concludere un affare per aggiudicarsi la Rolls Royce vintage di Charlie Mortdecai e il dipinto di Goya sparito nel nulla; questa circostanza porta Mortdecai a Los Angeles per chiudere l’accordo. Goldblum confessa di aver apprezzato enormemente il team creativo dietro al progetto. “Eric Aronson ha scritto una sceneggiatura deliziosa, che mi ha reso entusiasta di far parte del progetto”, racconta. “Sono sempre stato un grande fan di P.G. Wodehouse, e la storia mi ricordava tantissimo le sue. Conosco e apprezzo David Koepp sin da quando scrisse la sceneggiatura di Jurassic Park. È un artista unico e straordinario. E Johnny Depp! Non l’avevo mai incontrato prima, ma sono sempre stato un grande fan del suo stile di recitazione. La capacità di entrare nel personaggio di Depp è qualcosa che difficilmente è riscontrabile in un artista abituato ai ruoli da protagonista. Penso che il film sarà molto divertente e bello”.

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Il baffo è uno dei personaggi principali del film”, spiega il make-up designer Premio Oscar Joel Harlow, make-up artist personale di Johnny Depp dai tempi della loro prima collaborazione, per “La maledizione della prima luna”.
Il curatissimo baffo è uno degli elementi essenziali del look da eccentrico aristocratico inglese di Charlie Mortdecai. È stato ispirato da “The Great Mortdecai Moustache Mystery”, il quarto libro della serie, completato da Craig Brown dopo la morte di Bonfiglioli e pubblicato postumo. “I baffi di Mortdecai rappresentano un punto focale del film”, racconta Harlow. “Sono fonte di litigi tra lui e la moglie. Mortdecai ne va molto fiero, ma suscitano accesissime rivalità con altri personaggi”. Depp aveva le idee molto chiare sui baffi. “Johnny fece uno schizzo dei baffi che aveva in mente su un tovagliolo”, ricorda Harlow. “Lo portai dalla mia collaboratrice che si occupa di pensare alle acconciature, che realizzò tre versioni diverse dei baffi pensati da Johnny, in tre colori differenti. Optammo per la versione bionda, che si accordava con la nuance di capelli da lui scelta. Se il personaggio di Depp non avesse i baffi, non sarebbe Charlie Mortdecai. Sono parte integrante di Charlie, e il modo in cui Johnny li sfrutta per ottenere effetti comici è fantastico”.
A Depp piaceva anche l’idea di avere lo spazio tra i denti, per cui Harlow fece produrre una dentiera che rispettasse queste caratteristiche. “David Koepp temeva che rendessero il personaggio troppo caricaturale. Per questo motivo, decidemmo di dipingere la fessura”.
La straordinaria abilità di Depp di trasformarsi in maniera camaleontica convinse qualcuno sul set del fatto che l’attore indossasse delle protesi facciali, ma Harlow smentisce. “L’aggiunta dei baffi cambia talmente il suo aspetto da non rendere necessari altri accorgimenti”.

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Per quanto riguarda il mondo di “Mortdecai”, lo scenografo James Merifield, vincitore di un Emmy Award che ha collaborato a progetti quali la serie televisiva britannica di grande successo “Little Dorrit”, fu attratto dalla forte componente retrò della sceneggiatura. “Volevo trasporre questo nelle scenografie”, ricorda Merifield. “Pensai che ci si dovesse ispirare allo stile dei film degli anni Quaranta e Cinquanta. Quando divenne chiaro che anche il regista, David Koepp, la pensava così, inserimmo molti riferimenti a quell’epoca nei componenti di design di Mortdecai Manor”. Per ragioni di natura tecnica legate alle riprese di alcune scene, Merifield dovette anche creare dei set all’interno dei Pinewood Studios. Anche se la troupe si spostò dal Regno Unito a Los Angeles per alcune fondamentali riprese in esterno allo Standard Hotel, gli interni ambientati nell’albergo di lusso di West Hollywood furono girarti nello studio D di Pinewood. “Le stanze allo Standard erano piuttosto piccole”, racconta Merifield. “Creammo dei muri che potessero ampliarsi e fornire uno spazio maggiore per poter realizzare le scene in modo più efficiente”.

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L’iconico dipinto di Goya, parte fondamentale della trama, è stato creato appositamente per il film. “Abbiamo tratto ispirazione da diversi lavori reali di Goya per elaborare il nostro”, spiega lo sceneggiatore. “Una pittrice straordinaria, Sally Dray, è stata incaricata di realizzarlo, con la massima libertà artistica. Ne ha dipinti due, perché avevamo bisogno di duplicati di ogni oggetto, nel caso l’originale fosse stato danneggiato durante le riprese”.

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Personaggio bizzarro, dunque, questo Mortdecai e perfetto per l’istrionismo di Depp, ormai abituato a calarsi nei panni di personaggi alquanto surreali. La pellicola risulta una commedia che segue due binari paralleli: la ricerca disperata del quadro e il lato personale del protagonista, tra baffi che piacciono o meno, tradimenti e problemi di vita coniugale.
Film manieristico che rimanda alla vecchia Hollywood con al centro un Johnny Depp fenomenale, che però qui non risulta essere il solo da menzionare, anzi, il cast che lo circonda fa sì che tutti i personaggi vengano ricordati e messi in luce.

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