Giunti Editore propone le sue Strenne per dei regali che lasciano il segno

Paola Boni –

I titoli consigliati da Giunti Editore per regalare ai propri cari un Natale ricco di emozioni su carta2La Strenna o strenna natalizia è un dono, un regalo che, fin dal passato, è d’uso fare o ricevere durante il periodo Natalizio. Una tradizione, quella della Strenna, adottata da molte case editrici che propongono, per l’ultimo periodo dell’anno, libri per tutti quelli che non solo amano la buona lettura, ma che desiderano anche condividerla con un regalo.

Come ogni anno, anche la Giunti Editore propone per il periodo Natalizio le sue Strenne, collana che sicuramente spicca per la varietà di temi e generi.

Tra le sue Strenne la Giunti inserisce ad esempio Un sogno tra i fiocchi di neve di Corina Bomann.  Il romanzo racconta il viaggio di Anna che, fin da bambina, non ha mai potuto sopportare il Natale, con tutto il suo corredo di luci colorate, dolci, regali e preparativi frenetici. E anche adesso che è una giovane donna, l’unico modo per superarlo è cercare riparo in qualche località esotica. Ma quest’anno sottrarsi sembra proprio impossibile: il suo adorato fratellino Jonathan le ha strappato la promessa di raggiungerlo per festeggiare con tutta la famiglia, compreso l’insopportabile patrigno. E così, il 23 dicembre, Anna salta su un treno stipato di gente alla volta di Berlino. Un attimo di assopimento – o meglio, quello che sembra un attimo – e si ritrova in una desolata stazione sul Mar Baltico, nel cuore della notte e nel pieno di una tormenta di neve. Impossibile tornare indietro, nessun treno riparte a quell’ora. Ad Anna non resta che chiedere un pas­saggio a chi capita e affidarsi alla sua buona stella, perché i personaggi che popolano la notte, si sa, sono tra i più disparati: l’autista di uno spazzaneve, un camionista polacco, tre stravaganti vecchiette che appaiono e scompaiono, e un surfista-psicologo-rasta piuttosto attraente… Una storia divertente ed emozionante quindi, con un pizzico di suspense e di magia.

0Altra strenna, questa volta un po’ piccante è Love Toys di Valeria Benatti, una favola rosa che mette allegria e sa giocare con il desiderio, piena di personaggi buffi e ragazzi imbranati, con tante fantasie sessuali inconfessabili e trucchi imperdibili per migliorare la vita di coppia. È la storia di Daphne che vuole vendere sex toys per cercare una nuova strada professionale ma anche per rianimare il suo rapporto matrimoniale che sta facendo la muffa. Ha una nonna matta che la asseconda entusiasta, un padre diacono al quale si alza la pressione ogni volta che la vede, una madre francese sessuofobica che detesta sentire parlare di certe cose e due figlie diversissime fra loro. Il marito all’inizio pensa che il nuovo lavoro della moglie non porti che vantaggi alla loro vita sessuale, ma si accorgerà ben presto in che guaio si è ficcato. Ci sono amiche che la appoggiano e nemici che la osteggiano. C’è anche la maestra di una delle sue figlie, la temuta Greselin, che vuole organizzare addirittura una crociata per annientarla, o almeno redimerla.  Riuscirà la nostra eroina a trasformare un paese bigotto nella mecca dell’amore vibrante?

cop-low-quello-che-gli-altri-BYPY1EYNConsigliatissimo è Quello che gli altri non vedono di Virginia Macgregor. Un romanzo popolato da tanti personaggi bizzarri e sconclusionati che apre a riflessioni sull’onestà, l’egoismo, la responsabilità e la riconoscenza. Il protagonista è Milo un bambino di nove anni con una missione molto speciale: prendersi cura di nonna Lou, che insieme ad Amleto, l’animaletto di casa, è la sua inseparabile alleata. Ogni tanto la nonna annuncia che partirà per la Grecia con il nonno. Peccato che il nonno sia morto molti anni fa… Meglio non dirlo alla mamma, che ha poca pazienza, l’importante è assicurarsi che Lou prenda le pillole che le sbrogliano i pensieri. Del resto è stata proprio lei a insegnargli che il mondo si può “vedere” anche attraverso particolari che sfuggono alle persone comuni: i rumori, il tono della voce o gli odori. Sì, perché Milo è affetto da una malattia che lo renderà progressivamente cieco. E quando un giorno la nonna dà quasi fuoco alla cucina, Milo è il primo a difenderla, ma la decisione della mamma è irrevocabile, Lou deve andare in casa di riposo. Un posto apparentemente perfetto, con un bel giardino, pavimenti lucidi come specchi e un’infermiera dal sorriso stampato. Ma qualcosa non va… Come mai la nonna dorme sempre? Perché non riconosce più nessuno? Con l’aiuto di Tripi, il cuoco della clinica, Milo inizierà la sua personalissima indagine. E quando si è allenati a “vedere” il mondo con tutti e cinque i sensi, quello che si riesce a scoprire è davvero incredibile.

4Di diverso genere, ma altrettanto consigliato per le festività è Il pranzo di Mosè di Simonetta Agnello Hornby che dai menù alla preparazione della tavola, dall’accoglienza al commiato, propone l’arte di mettere ogni ospite a proprio agio nei racconti di casa Agnello e nell’atmosfera incantata delle estati siciliane. Tra il racconto e il libro di cucina e di bon ton la protagonista ci mostra sei  occasioni di convivio nella Mosè di oggi.oggi-in-libreria-d-L-NbC9hzSe chiudo gli occhi di Simona Sparaco 
è invece un romanzo potente, ammaliante e magico. Un viaggio alla ricerca di sé e delle proprie origini per superare gli anni del silenzio, affrontare le paure più profonde e perdonare. Il libro racconta la storia di Viola che nella vita ha imparato molto bene una cosa: a nascondersi. I vestiti di una taglia troppo grande, un impiego ben lontano dalle sue passioni di bambina, quando inventava storie e le appuntava su fogli di carta, un bravo ragazzo come marito, con cui però, forse, l’amore non c’è mai stato. Poi un giorno, mentre sta sviluppando alcune fotografie nel negozio in cui lavora, si fa largo tra la folla del centro commerciale un uomo alto e dinoccolato, ancora bello nonostante l’età: è suo padre, l’artista famoso, l’irregolare, l’eterno bambino. È tornato, è venuto a cercarla per proporle un viaggio nella loro terra d’origine e per dirle qualcosa di molto importante. Ma come fidarsi un’altra volta dell’uomo che l’ha abbandonata? Come credere di nuovo a una delle sue funamboliche storie? La tentazione però è troppo forte e Viola accetta. Mentre un paesaggio innevato scorre oltre il finestrino, l’inaspettata sincerità di quell’uomo disarmato inizia a far breccia nelle difese di Viola e quando insieme arrivano alle pendici dei Sibillini, dove è custodito un antico segreto, una nuova forza la travolgerà: la forza dell’amore, che Viola non ha mai conosciuto, della verità, del perdono, di un luogo che la chiama a sé con la sua luce misteriosa e avvolgente.

5Consigliato anche Mare d’inverno di Grazia Verasani in cui si racconta l’amicizia tra donne, un Grande Freddo al femminile con un’ironia “alla Almodóvar”. La voce narrante è quella di Agnese, che fa l’insegnante, con un matrimonio arrugginito e una figlia diciottenne. Poi ci sono Vera, giornalista di successo e Carmen, attrice prestata al doppiaggio. Sono vicine ai cinquanta e sono amiche dai tempi dell’università. Adesso si ritrovano a passare insieme, in una villetta della riviera romagnola, i giorni che precedono il Capodanno. La scusa è quella di consolare Carmen che si è rifugiata lì per riflettere sulla sua ennesima sconfitta sentimentale. In quel posto 
semideserto, freddo, desolato, tra alberghi chiusi e il mare d’inverno della canzone di Ruggeri, le tre donne rinsaldano la loro amicizia, con liti passeggere, ricordi che affiorano, confidenze, rimpianti, amori che non si dimenticano. Ma soprattutto ridono, o imparano a farlo, in un’età in cui la giovinezza sembra già alle spalle. Vera, pur essendosi pienamente realizzata nel lavoro, non è felice, come non lo è Carmen, che ha sempre messo l’amore al primo posto, e Agnese dovrà decidere cosa fare del proprio matrimonio. Una breve vacanza in cui conosceranno qualcosa in più di loro stesse e avranno anche l’occasione di incontrare uomini che scontano lo stesso malinconico “fuori stagione”. E insieme, forse, troveranno la forza di andare avanti più consapevolmente, senza paura della solitudine.

6Per gli amanti degli amici a quattro zampe e non solo, Giunti consiglia Amori miei e altri animali di Paolo Maurensig, una storia d’amore che commuove fino alle lacrime. O per meglio dire una storia “di amori”, quegli amori che sono come pietre miliari lungo il percorso dell’esistenza, dalla prima infanzia alla vecchiaia: gatti e cani, per intenderci, con l’aggiunta di qualche altro animaletto. Così, in una serie di episodi della vita dell’autore, dal lontano passato fino ad oggi, legati alla presenza, a volte discreta a volte invadente, e spesso davvero coinvolgente, di questi insostituibili compagni di viaggio, Paolo Maurensig si racconta in un modo del tutto inedito. Un apprendistato alla vita che avviene passo passo anche attraverso l’avvicendarsi di questi compagni di strada: un gatto birmano, un golden retriever, il micio Felix, Dalmazia la combinaguai e tanti altri simpatici cuccioli. Un libro delicato che offre parecchi spunti di riflessione sul senso dell’esistenza e che ci aiuta a capire come la relazione con gli animali sia ragione di arricchimento ed esercizio di rispetto verso tutti gli esseri viventi, umani e non.cop-low-ragazzi-cattivi-EWSYQ77JDa regalare a chi invece preferisce i racconti c’è Ragazzi Cattivi a cura di don Claudio Burgio e Domenico Zingaro. Sette storie raccontate  in prima persona dai “ragazzi cattivi” di Kayròs, la comunità di accoglienza fondata e diretta da don Burgioche, storie che si leggono con la tensione della fiction e che sono invece drammaticamente vere. Vite di adolescenti lontani per provenienza e carattere ma accomunati dall’esperienza della violenza e dalla disperazione. Etichettati come elementi a rischio, bulli, delinquenti minorili, ragazzi di strada, giovani devianti, mostri di mamma, ma che per Don Burgio sono ragazzi e basta.

Opere da regalare e da regalarsi quindi, volumi consigliati perché in grado di lasciare un ricordo indelebile tanto in quelli che li ricevono che in coloro che li condividono.

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