Gray: quando il mito letterario riprende vita

Paola Boni –

Nelle librerie, un omaggio al mito letterario creato da Oscar Wilde, tra demoni interiori e bellezze artistiche

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In letteratura spesso miti e tradizioni del passato vengono rielaborati e rivisitati per offrirne ai lettori una visione più moderna e comprensibile. A volte però é la letteratura stessa a creare i suoi miti, figure letterarie diventate universalmente conosciute e che hanno a loro volta ispirato opere di ogni tipo. Uno di questi miti letterari è sicuramente la figura del bellissimo protagonista del romanzo “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde.

Il personaggio emblematico di Dorian Gray è stato per lungo tempo d’ispirazione per diverse forme artistiche, prima fra tutte il cinema. Sono moltissime le trasposizioni cinematografiche di quest’opera partendo dall’opera svedese diretta da Axel Storm, suo primo adattamento risalente al 1910, fino ad arrivare al film del 2009 in cui l’attore Ben Barnes interpreta l’affascinante protagonista. Spesso Dorian Gray ha perfino fatto diverse apparizioni come “comparsa” in numerose serie televisive tra le quali la recente “Penny Dreadful”. Nella musica invece sono stati a esempio gli U2 a citare Dorian in The Ocean, brano tratto dall’album “Boy”, oppure l’italiano Daniele Silvestri nella canzone “Io fortunatamente”.

Un altro artista Italiano che ha recentemente rielaborato il mito letterario creato da Oscar Wilde è Francesco Falconi.

Falconi ha debuttato nel 2006 con “ Danny Martine e la corona incantata”, primo romanzo della trilogia per ragazzi “Estasia” che ha dato il via a una carriera letteraria costantemente in crescita. Dopo un lungo percorso editoriale e un grande riscontro da parte dei lettori, Falconi è approdato nella collana Crysalide di Mondadori Editore, nella quale ha pubblicato prima la duologia di Muses e poi quest’anno Gray.

Nel libro il protagonista osserva l’Anima Nera strisciare sulla sua pelle come un tatuaggio, avvolgersi alla spalla e raggiungere la sua schiena. E’ il serpente oscuro che l’ha condannato a un inferno in terra: l’immortalità. Cent’anni prima, di fronte a un ritratto che esaltava la sua bellezza, Dorian ha osato desiderare di rimanere giovane e seducente per sempre e il suo desiderio è stato esaudito, ma il prezzo da pagare è un baratro infinito di estasi e perdizione. Layla è tormentata da un demone che le toglie il respiro, la ragione e la volontà ed è prigioniera di un corpo che sente disarmonico e deforme. Il suo rifugio è l’arte e quel ritratto di ragazzo che da sempre disegna con precisione maniacale, occhi di ghiaccio e corpo perfetto, pur non avendolo mai conosciuto. In una Roma incantevole e superba, Dorian e Layla stanno per incontrarsi e i loro destini si allineano come tessere del domino in attesa di essere sfiorate.

Gray, più che una rielaborazione, è un vero e proprio omaggio all’opera di Wilde che ne trasporta i protagonisti nel nostro tempo, dando loro una nuova essenza pur mantenendone intatto lo spirito. A ogni personaggio viene donata  nuova vita e incastonato in una storia originale dalla trama complessa e articolata, sviluppata con maestria e consapevolezza dall’autore.

L’ambientazione è sicuramente uno degli elementi che danno maggiore originalità al romanzo. Gli eventi principali si svolgono infatti nei giorni nostri in una Roma descritta in maniera fortemente vivida e realistica, chiaramente ben conosciuta dall’autore che riesce a dipingerne tanto la bellezza di città d’arte quanto quella di città vissuta nel quotidiano da migliaia di ragazzi e ragazze.

L’aspetto che però più colpisce di questo romanzo è la sua capacità di offrire diverse chiavi di lettura. Può essere visto come semplice libro di intrattenimento, di quelli che sanno offrire emozioni e sensazioni forti e che rapiscono il lettore tanto da costringerlo a passare intere notti insonni pur di finirlo, oppure come romanzo dal forte contenuto simbolico. La storia di Dorian e Layla, nonché quella quella di tutti i personaggi che ruotano attorno a loro, è infatti una perfetta rappresentazione dell’essenza umana, un’essenza fatta di dubbi e ossessioni, vanità e desideri, emozioni che possono portare tanto alla perdizione quanto alla salvezza. In questo vortice di umanità ciò che domina su tutto è una sola cosa: l’arte.

Gray infatti è anche un omaggio all’arte, quell’arte che nell’imperfezione umana raggiunge il suo apice. Le citazioni artistiche nel romanzo sono molte e tutte inserite in maniera attenta, mai forzata e accuratamente studiate per offrire al lettore una maggiore consapevolezza della storia.

Un’opera quindi consigliata, oltre che agli estimatori di Oscar Wilde, anche a chi ama le storie capaci di trascinare per ore nella lettura; nonché a tutti quelli che apprezzano i romanzi capaci di analizzare la natura umana fornendo su di essa numerosi spunti di riflessione.

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