“Ho Ucciso Napoleone”: Quando la vendetta è un piatto che va servito… a suon di risate

Antonella Cabras –

In sala il nuovo film di Giorgia Farina. Una commedia basata sulla vendetta di una donna sedotta e abbandonata, distribuita dalla 01 Distribution 

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Dopo il successo di “Amiche Da Morire” nel 2013, che gli è valso la candidatura ai David di Donatello come miglior regista esordiente, Giorgia Farina porta sul grande schermo una nuova commedia dinamica e intrigante con protagonista un’algida e spietata Micaela Ramazzotti.

La storia è presto detta. Nel giro di ventiquattrore la vita di Anita, single e brillante manager in carriera, viene spazzata via da un uragano di guai. Il lavoro, l’amore, il futuro, tutto in macerie nel giro di un giorno. Anita si ritrova seduta sull’altalena di un parco giochi licenziata in tronco e incinta del suo capo, suo amante clandestino, sposato e padre di famiglia. Ma Anita è come un sofficino congelato, per conservarsi si è fatta fredda, glaciale. Senza scendere a compromessi, pretende che tutto torni come prima, il suo lavoro, la sua vita, la sua libertà di single senza figli. E perché questo accada è necessario ordire un piano di vendetta raffinata e senza scrupoli. Ma a volte accade che anche il piano perfetto vacilli di fronte all’imprevisto, soprattutto se l’imprevisto ha le sembianze di un timido e goffo avvocato di nome Biagio. Nel frattempo Anita cresce, la sua pancia cresce e cresce dentro di lei la capacità di aprirsi al mondo e scongelare il sofficino che ha messo al posto del cuore. Quando la sua bambina nascerà, Anita sarà una persona diversa.

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La regista si è ispirata ad una celebre frase di Nietzsche che recita così: “Nella vendetta e nell’amore la donna è più barbarica dell’uomo” ed è così che Giorgia Farina ha cominciato a domandarsi cosa potrebbe spingere una donna a vendicarsi e ad essere pronta a tutto.
E’ stato importante, per la regista, mostrare il comportamento di una donna dal punto di vista femminile poiché, a suo dire, la donna nel cinema è spesso mostrata da un punto di vista prettamente maschile.
Nel film le donne sono libere, sono anche un po’ maschiaccio a volte, ma sono forti, indipendenti e sicuramente moderne”, afferma Giorgia Farina, “in questo film tocco l’amore, la gravidanza, il mondo del lavoro, di nuovo l’amicizia al femminile, l’amicizia uomo-donna. Ho voluto raccontare la storia di Anita, una manager di un’importante industria farmaceutica. Dopo la notizia dell’essere rimasta incinta, perde il lavoro. Viene licenziata e giura vendetta a chi l’ha tradita e decide che farà di tutto per tornare al posto che merita”.

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La protagonista non è certo un personaggio facile da interpretare. “Anita è una diavolessa”, dice la Ramazzotti. “È sfacciatamente gelida e cattiva. Detesta i bambini, detesta l’amore e detesta tutti. In questo film non si racconta una donna virtuosa, lei non è edificante. Noi raccontiamo di una donna che ha voglia di vendetta. Io non avevo mai affrontato un personaggio così, con la voglia di scalare il successo e arrivare ad un obiettivo attraverso una vendetta”.
La regista aggiunge: “Dare un’anima ad un personaggio così moderno e diverso, che a primo sguardo può addirittura risultare sgradevole non è un compito facile. Con Federica Pontremoli (sceneggiatrice assieme alla Farina), abbiamo lavorato per molti mesi. La nostra più grande scommessa è stata quella di concentrarci sulle psicologie dei protagonisti, proprio come Anita, abbiamo lavorato sui loro punti forti e deboli per renderli veri, giusti o sbagliati che siano”.

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Anita è calcolatrice, è una donna quasi mitologica e la sua rabbia scaturisce dal perdere il lavoro che è l’unica sua ragione di vita. Non ama le relazioni e pensa che stare da soli garantisca maggiormente il successo. “Ha una parentesi di dolcezza, di cedimento, ma il bello di lei è che è veramente coerente”, continua l’attrice che sulla pellicola di per sé afferma: “Sembra che questo film cavalchi un altro secolo. Giorgia mi ha sedotta subito. È stata un po’ la mia Anita e poi sa benissimo quello che vuole. Sul set con lei non puoi contrattare, la scena è quella e quella scena devi fare. Questo mi piace di lei. Si sente una cultura cinematografica diversa, americana. E’ una commedia brillante ma comunque sempre molto spaventosa e poi si sente una grande conoscenza di un certo tipo di musica”.

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Ma chi è l’uomo che fa partire questa raffinata vendetta? È Paride, alias Adriano Giannini, manager di successo sposato, apparentemente spietato e cattivo. “Avrà un suo riscatto”, afferma l’attore parlando del suo personaggio. ”Non è così negativo come può sembrare all’inizio”.
Il rapporto con la Ramazzotti sul set è stato molto positivo. “Io mi sono trovato molto bene a recitare con lei perché ha dei guizzi intuitivi che sono molto affascinanti. È sempre imprevedibile il suo approccio alla recitazione quindi ti costringe fortunatamente ad essere sempre attento a quello che fa lei per reagire e accompagnare la scena”.

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L’altro uomo protagonista della storia è Biagio, un timido e impacciato avvocato interpretato da Libero De Rienzo. Giannini afferma che Biagio sia “un personaggio molto ambiguo. A me piace molto come personaggio. Mi sono molto divertito con Libero, abbiamo anche un approccio simile a questo lavoro, serio ma anche ironico”.

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Il film è stato girato tra Roma e il Trentino Alto-Adige per sette settimane, a cavallo tra l’autunno e l’inverno. “In Trentino abbiamo trovato maltempo e neve, ci siamo dovuti spesso muovere con il gatto delle nevi ma ne è valsa la pena per i grandi paesaggi che regalano al film un’apertura ed una sospensione necessaria al racconto”, afferma la regista.”Credo che stare sul set sia come andare in guerra, ogni giorno si parte con una missione ben precisa e si sacrifica tutto, a partire dal pranzo che ho sempre saltato per evitare di addormentarmi sulla macchina da presa al ritorno dalla pausa, con lo scopo di arrivare a fine giornata con la vittoria in pugno, anzi nell’hard drive”.

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“Ho ucciso Napoleone” è un film intriso di molti generi. In alcuni momenti si ride, in altri si cerca di scoprire dove sta la verità. Il film gioca sul filo sottile dei generi, facendone una commedia nera carica anche di momenti di thrilling, di battute caustiche e momenti di crescita dei personaggi. Ma chi è Napoleone? Occorre andare al cinema per capirlo!

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