House of Cards: analisi di un successo annunciato

Michele Li Noce –

Torna da domani su Sky Atlantic la terza stagione della serie che ci ha fatto appassionare alla politica, intanto nelle città italiane è House Of Card mania! 

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Quando una serie TV o il personaggio principale, entrano nel linguaggio comune per indicare una condizione, un comportamento o un aspetto della personalità, allora possiamo dire che quella serie TV o quel personaggio hanno raggiunto un livello di notorietà davvero alto. Diventare “proverbiale” come si dice, è la cartina al tornasole di quanto l’operazione mediatica sia davvero riuscita.

Un successo che arriva persino alle parodie per i più piccini.

Questo è il caso di House of Cards, la serie americana Netflix con protagonista il due volte premio oscar Kevin Spacey e Robin Wright. Il suo personaggio, Frank Underwood (Francis solo per la moglie), è diventato il sinonimo per indicare il potere politico, quello sporco, quello degli accordi sottobanco, dei ricatti odiosi. Oggi sempre più spesso ci capita di sentire frasi come: “Sei peggio di Frank Underwood” oppure  “Ringrazia che non sono Frank Underwood”, per indicare un uomo disposto a tutto pur di arrivare a soddisfare la sua sete di potere.

Kevin Spacey e Robin Wright protagonisti assoluti della serie Netflix
Kevin Spacey e Robin Wright protagonisti assoluti della serie Netflix

D’altronde il personaggio è presentato da subito in modo molto chiaro. In una primissima scena, che non lascia scampo all’immaginazione per la sua crudezza, conosciamo immediatamente la natura di  Frank Underwood. Contrariamente ad altre serie nelle quali, lo spettatore deve in qualche modo darsi una spiegazione di quello che accade, qui è lo stesso Frank, che, estraniandosi dal contesto della scena, si rivolge a noi, a volte per giustificare l’ingiustificabile, a volte per aiutarci a capire un suo stato d’animo. Per quanto lo spettatore disapprovi i suoi metodi, non può far a meno di comprenderlo e di tifare per lui. Underwood è un burattinaio, è un bugiardo ed è senza scrupoli ma i modi del suo personaggio ci ricordano, in qualche modo, quelli di Barry Lyndon, con una spiegazione sempre pronta, arrivando persino a passare quasi per vittima degli eventi. Ma Frank non è vittima, mai, lo capiamo dal suo sguardo e dalla sua calma quando sferra un attacco.

Alcune frasi tratte da House of Cards
graffiti a tema con alcune frasi tratte da House of Cards, fotografate dai fans della serie

Ma cosa piace di House of Cards? Cos’è che tiene incollati agli schermi milioni di spettatori di tutto il mondo? Sicuramente l’idea alla base è convincente, ma non sufficiente di per se, visti i modesti risultati della produzione originale della BBC del 1990. Occorreva un grande attore, un uomo capace di calarsi totalmente nel ruolo, con una capacità impressionante non solo d’interpretare ma di essere.

Il castello di carte ispirato alla serie Tv  si trova a Milano in Piazza Gae Aulenti. Progettata dal collettivo di artisti internazionali Oge Group, l'opera è stata modificata in tema House of Cards, con carte raffiguranti Frank e Claire Underwood, con l’aiuto dell’illustratore Nanà Dalla Porta (si potrà vedere fino al 5 marzo).
Il castello di carte ispirato alla serie Tv si trova a Milano in Piazza Gae Aulenti.                                                                         Progettata dal collettivo di artisti internazionali Oge Group, l’opera è stata modificata in tema House of Cards, con l’aiuto dell’illustratore Nanà Dalla Porta (si potrà vedere fino al 5 marzo).

Kevin Spacey rappresenta la scelta perfetta e non solo per la sua sperimentata bravura di attore ma, per la sua incredibile capacità di entrare nei personaggi che interpreta facendoli completamente propri. Nessuno adesso può staccare il personaggio dal suo interprete e qualunque accostamento impallidisce nel confronto.

Un'altra immagine del Castello diCarte con Frank Underwood in versione Re di Cuori
Un’altra immagine del Castello di Carte con Frank Underwood in versione Re di Cuori

Il cast stellare, tuttavia, non è sufficiente da solo, infatti, come abbiamo visto, non bastano attori pluridecorati a sancire un successo. Allora proviamo a capire: cosa ci spinge a seguire le imprese di Frank Underwood? E’ strano a dirsi ma si tratta di empatia. Giustifichiamo le sue azioni a causa (o grazie) alla premessa che origina la serie: l’ingiustizia subita e il progetto di una vendetta. Al protagonista sono state fatte delle promesse e queste sono state disattese; da consumato uomo politico, incassa il colpo e tesse la trama per la sua personale rivincita. Per questo la serie funziona e noi tifiamo per Frank, perché è un personaggio in cerca di riscatto, un antieroe carismatico che ha saputo rialzarsi da una sconfitta e da questa ha creato un impero.

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Ciò che convince di più, sono le sfaccettature dei personaggi, nessuno nella serie, come nella vita, è solo buono o cattivo ed è questa profondità che ci fa apprezzare e comprendere anche gli avvenimenti più scioccanti.  Il lato umano e le debolezze del protagonista, vengono fuori raramente ma ci sono e queste lo avvicinano a noi. Non siamo di fronte al cattivo assoluto, ma ad un uomo che vive dentro un habitat, quello della politica, nel quale, parafrasando un ragionamento dello stesso personaggio:si diventa carne fresca e se non uccidi per procurarne di ancora più fresca sei finito“.

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I dialoghi diretti con lo spettatore, sono uno dei punti di forza del personaggio

Ed è proprio sentimentalmente, che Underwood mostra il suo vero volto: in amore è l’opposto dell’uomo politico, freddo e calcolatore. Al contrario è passionale, geloso, a tratti violento, ma capace di amare. Impossibile non citare l’incredibile sintonia e complicità che lo lega a sua moglie Claire, donna intelligente, bellissima l’unica forse a capirlo davvero, appoggiandolo in ogni sua scelta, incluse quelle che fanno male e che, come abbiamo visto, l’hanno fatta allontanare da lui più di una volta. Nella seconda stagione abbiamo scoperto un Frank ancora più profondo, gli eventi ci hanno raccontato prima una storia del passato per poi esplicitare il tutto in uno degli episodi finali, quando in primo piano bacia sua moglie e poi la sua guardia del corpo, rivelando così la sua bisessualità. Un colpo di scena registico che sicuramente è piaciuto a molti, affrontando un tema ancora poco diffuso con maestria e delicatezza.

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Ma il successo di House Of Cards è legato anche e soprattutto al contesto che racconta, parlando in modo crudo e diretto della politica, rivelando i giochi di potere e raccontandone i dietro le quinte. Come spettatori amiamo scostare le tende eleganti, attraversare i pavimenti di marmo lucido, aprire le porte bianche e vedere cosa c’è dietro. Siamo come calamitati da quest’Universo e una volta dentro, la perfetta caratterizzazione dei personaggi, anche secondari e il meticoloso svolgersi degli eventi ci tiene incollati allo schermo. Vogliamo sapere fin dove si può arrivare, senza giudizi ma con un pizzico di malizia.

Di curiosità sulla serie ce ne sono tantissime: forse non tutti sanno che lo stesso Kevin Spacey è tra i produttori della serie, oppure che il prodotto non è solo un riadattamento di un’altra serie tv ma è basato su un romanzo di Michael Dobbs. Inoltre, tra i registi che si sono alternati durante gli episodi, segnaliamo Joel Schumacher (Batman Forever, In linea con l’assassino, Number 23 tra gli altri) e recentemente, per la nona puntata della seconda stagione, Jodie Foster.

Trailer ufficiale della season 3.

Da domani, ci aspetta una terza stagione davvero nuova da ogni punto di vista ed il trailer ha fatto trapelare non pochi colpi di scena. Siamo certi che Beau Willimon e gli altri showrunner sapranno sicuramente darci altri 13 episodi intensi e pieni di intrighi, passioni e drammi che ci terranno incollati inesorabilmente allo schermo.

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