I libri per l’estate li consiglia Giunti

Redazione – 

Cosa leggere in queste calde giornate estive? Ecco tanti titoli per tutti i gusti!

Cosa c’è di meglio di un bel libro per trascorrere i pomeriggi estivi in totale relax? Ecco che la Giunti Editore ci propone, infatti, moltissimi titoli per distrarsi dalla calura di questo torrido luglio.

81LgPTRPClLSi inizia con Generazione Perduta (Testament of Youth in originale), un classico della letteratura inglese di Vera Brittain per la Collana Narrativa Non Fiction: la storia insieme intima ed eroica di un’intera generazione narrata da una donna fuori del comune, la stessa autrice.
E proprio nel centenario della I Guerra Mondiale il libro viene pubblicato in Italia per la prima volta con il titolo Generazione perduta, quella che si era affacciata al Novecento con vitalità, progetti e speranze per vederli presto distrutti dalla Grande Guerra: 640 pagine di grande scrittura femminile, umanità e impegno civile, di cui presto potremo godere anche sul grande schermo con la sua trasposizione cinematografica.
Con il nostro Paese il libro e la Brittain hanno un legame particolare: lei stessa ha voluto che le sue ceneri fossero disperse sull’altopiano di Asiago, teatro degli spaventosi combattimenti nei quali morirono suo fratello e tanti suoi affetti.

Nel 1914 Vera Brittain è una giovane brillante e anticonformista, decisa a cambiare un destino di moglie e madre tradizionale diventando una delle prime donne ammesse in un selettivo college di Oxford. Con l’egocentrismo dei suoi vent’anni, inizialmente Vera considera la Grande Guerra soprattutto una scomoda interruzione delle proprie attività. Presto però la portata degli eventi che stanno travolgendo l’Europa diventa chiara: la devastazione non è solo materiale, ma anche psicologica e spirituale. Lasciata Oxford, la Brittain diventa infermiera volontaria e serve a Londra, a Malta, in Francia mentre il fratello, il fidanzato, gli amici più cari perdono la vita nelle trincee. Sopravvivere a tutto e tornare a un nuovo genere di normalità non sarà facile; la aiuterà raccogliere le sue memorie in Testament of Youth, opera sincera e struggente, testamento ideale e tributo alla sua generazione riconosciuto tra i classici della letteratura inglese fin dalla sua uscita, avvenuta nel 1933. Dopo una risurrezione psicologica e affettiva tormentate, Vera dedicherà il suo impegno di scrittrice, attivista e giornalista ai diritti delle donne e al pacifismo. Un impegno condiviso con il marito, il filosofo politico George Catlin, e raccolto dalla figlia Shirley Vivian Teresa Brittain Williams, Baroness Williams of Crosby, accademica di fama e politica, parlamentare per il Labour e fondatrice del Social Democratic Party, attiva sui temi dei diritti civili, del nucleare, del welfare.

la-felicità-non-fa-rumore-667x1024Con La felicità non fa rumore di Olivia Crosio, viene invece proposta una commedia ironica e profonda. Un romanzo contro la pigrizia del vivere in cui per una donna ricca e frivola e una figlia dura e ribelle, sarà l’occasione per scoprire che cambiare può essere una piacevolissima sorpresa.

Immergersi tre volte a settimana nelle nebbie del bagno thalasso è l’impegno più gravoso della bella Letizia del Fante. Avvolta nella Milano morbida e ovattata dei ceti benestanti, a quarantun anni Letizia non ha molto a cui pensare, se non all’ultimo modello di ballerine griffate. Sì, certo, suo marito vive con un’altra donna, ma in fondo non le fa mancare niente e viene a cena tutti i mercoledì sera, anche per tenere a bada i colpi di testa di Marta, la loro figlia diciottenne. E quando Marta sparisce nel nulla, lasciandosi dietro solo il cane e i libri di scuola, Letizia  si trova costretta, per la prima volta nella sua vita, a guardare se stessa al di là del proprio riflesso nelle vetrine. E tra appostamenti fuori dalla scuola, spedizioni al parco col cane e i consigli di un disincantato giornalista sportivo, il risultato per Letizia è davvero strabiliante: fuori dal suo salotto d’avorio c’è un mondo pieno di bizzarre sorprese, e di persone che chiedono solo di essere prese per quello che sono, senza troppo chiasso. Un mondo che non avrebbe mai pensato di poter avvicinare così tanto…

LE-MOLLICHE-DEL-COMMISSARIO-723x1024In Le Molliche del Commissario di Carlo F. De Filippis, un irriverente commissario dai modi poco ortodossi dovrà vedersela con un’intricata vicenda, la prima di una numerosa serie di “indagini di Vivacqua”.

«C’è sempre una mollica, anche piccola, basta avere occhi buoni per trovarla»: è questa la frase che il commissario Vivacqua ripete come un mantra ogni volta che si trova alle prese con un nuovo caso. Siciliano trapiantato a Torino, con più cicatrici che capelli e un carattere quadrato come la sua stazza, Salvatore Vivacqua – Totò per gli amici – sa bene che dove c’è un delitto c’è sempre anche una traccia che il colpevole si è lasciato dietro. Ma quando viene chiamato d’urgenza nella chiesa della Santissima Trinità, capisce subito che questa indagine gli darà del filo da torcere. Vicino al confessionale è stato rinvenuto il corpo di don Riccardo in una pozza di sangue, il viso sfigurato, una mano quasi staccata. Ma chi può aver massacrato con tanta ferocia un uomo anziano, che a detta di tutti viveva solo per aiutare gli altri e non aveva nemici? Davvero si è trattato del gesto di un folle, come sostiene monsignor Acutis? Dopo una serie di interrogatori serrati, Vivacqua intuisce che quel delitto è solo il tassello di un mosaico molto più oscuro e complesso. Non a caso, nelle stesse ore, il suo vice Santandrea, detto il Giraffone, è alle prese con un secondo omicidio: una ricca musicista morta per soffocamento durante un gioco erotico finito male, o almeno così sembra… Due delitti a breve distanza negli ambienti più insospettabili della Torino bene. E non è finita qui. Per Totò e la sua squadra sarà una settimana di fuoco. Un commissario carismatico e tenace, dai metodi poco ortodossi e dalla grande intelligenza. Un’incursione negli abissi dell’animo umano con quella nota di ironia che è l’unico modo per uscirne vivi.

9788809810761Con Quando meno te lo aspetti di Chiara Moscardelli (il nuovo romanzo dell’autrice di Volevo essere una gatta morta), che trascina il lettore in una rocambolesca vicenda tra commedia brillante e spy story.

Bari, ieri. Penelope Stregatti è una bambina introversa e avere una nonna cartomante non le è di aiuto. A casa c’è sempre un gran viavai di persone che vogliono conoscere il futuro dei loro cari. E allora Penelope si nasconde nell’armadio e ascolta, non vista, tutti i segreti del vicinato. E li memorizza. Perché Penelope ha un dono: riesce a ricordare ogni cosa. La nonna vorrebbe vederla felice e soprattutto sposata. Per questo continua a scrutare le carte e a trascinarla in chiesa. È convinta che prima o poi, anche grazie all’aiuto di san Nicola, protettore delle zitelle, la sua nipotina riuscirà a trovare qualcuno adatto a lei. Fatica sprecata e Penelope, compiuti diciotto anni, si trasferisce a Milano. Vuole realizzare i suoi sogni: trovare l’amore, girare il mondo, diventare una giornalista, sposarsi.
Milano, oggi. Penelope Stregatti ha trentasei anni, una laurea, due master in giornalismo e parla cinque lingue ma di sogni non ne ha realizzato neanche uno. Lavora in una multinazionale di pannolini come addetta stampa, la Pimpax Spa e nel tempo libero scrive test e oroscopi sessuali per Girl Power, un settimanale femminile. Sogna il grande amore, quello con la A maiuscola, ma incrocia solo uomini in cerca di sesso, con la esse minuscola però. E con i suoi amici Federico, sceneggiatore, Letizia, avvocato e Bianca, antiquaria, anche loro personaggi strani, trascorre le giornate sperando che qualcosa di diverso prima o poi possa accadere. E quando investe con la bicicletta Alberto Ristori, rompendogli una gamba, capisce subito che questo qualcosa è arrivato. Tre mesi dopo alla Pimpax Spa arriva il nuovo amministratore delegato: Riccardo Galanti. Ma Penelope lo riconosce, è Alberto Ristori. Perché si fa chiamare in un altro modo? Perché dice di non averla mai incontrata prima? Chi è veramente quest’uomo così carismatico? Penelope ha paura di lui ma ne è attratta e quando arriva il momento di decidere se buttarsi o no, lei non si tira indietro, perché la vita è un’avventura e tutto può succedere, quando meno te lo aspetti.

81ClSptBqtLPassaggio in Sardegna di Massimo Onofri è viaggio nel cuore della Sardegna, un viaggio che è, alla fine di tutto, una grande storia d’amore.

Dalla Porto Torres del Petrolchimico alla Cagliari dei Bastioni, lungo la statale 131, passando magari per Macomer, quella delle caserme e di alcune piccole star televisive. Sassari tra segreti e clamori. L’incredibile Parco delle Prigionette. Le dolcezze di Bosa e di Stintino. Arsura di Gallura. I Collage che sono di Olbia. Le isole dell’isola: dall’Asinara del carcere speciale e degli asinelli albini alla Caprera di Garibaldi. Oristano la città-salotto e Nuoro, più Giacometti che Deledda, che dell’isola è la piccola Atene. La Barbagia e il mito identitario. La Siligo di Gavino Ledda, la Ghilarza di Gramsci e la Villacidro di Dessì. E Alghero forever. La Sardegna che questo viaggio ci restituisce non l’aveva raccontata mai nessuno, tra grand tour e autoironica autobiografia, nei modi d’una scrittura disinvolta e camaleontica, tra il comico e il lirico. Anche perché Massimo Onofri ha letto tutti i libri, e non solo di viaggio: sottoponendo al vaglio di una critica spietata e allegra tutti i luoghi comuni che hanno poi prodotto tanta cattiva letteratura, autoctona e no, a uso e consumo d’un turista in cerca di brividi esotici e primitivi. Ma la Sardegna, osservata con occhi veri e onesti, è anche la grande occasione per una resa dei conti, commossa e ilare, col proprio stilnovismo patologico. 

LaPietaDellAcqua_AntonioFuscoConcludiamo con La pietà dell’acqua di Antonio Fusco, il secondo noir dell’autore ambientato sulle colline toscane. Protagonista il commissario di Valdenza Tommaso Casabona: nostalgico e cinico, duro ma anche umano, un uomo tutto d’un pezzo, innamorato e disincantato al tempo stesso. Il lavoro è una delle sue ragioni di vita.

È un ferragosto rovente e sulle colline toscane ai confini di Valdenza viene trovato il corpo di un uomo, ucciso con una revolverata alla nuca, sotto quello che in paese tutti chiamano “il castagno dell’impiccato”. Non un omicidio qualunque, ma una vera e propria esecuzione, come risulta subito evidente all’occhio esperto del commissario Casabona, costretto a rientrare in tutta fretta dalle ferie, dopo un’accesa discussione con la moglie. Casabona non fa in tempo a dare inizio alle indagini, però, che il caso gli viene sottratto dalla direzione antimafia. Strano, molto strano. Come l’atmosfera di quei luoghi: dopo lo svuotamento della diga costruita nel dopoguerra, dalle acque del lago è riemerso il vecchio borgo fantasma di Torre Ghibellina, con le sue casupole di pietra, l’antico campanile e il piccolo cimitero. E fra le centinaia di turisti accorsi per l’evento, Casabona si imbatte in Monique, un’affascinante e indomita giornalista francese. O almeno, questo è ciò che dice di essere. Perché in realtà la donna sta indagando su un misterioso dossier che denuncia una strage nazista avvenuta proprio nel paesino sommerso. Un dossier scottante, passato di mano in mano come una sentenza di morte, portandosi dietro un’inspiegabile catena di omicidi. E tra una fuga a Parigi e un precipitoso rientro sui colli, Casabona sarà chiamato a scoprire che cosa nascondono da decenni le acque torbide del lago di Bali. Qual è il prezzo della verità? E può la giustizia aiutare a dimenticare?

E ora la parola a voi lettori! Quale di questi libri avete già letto o volete leggere? Quale libro, invece, state leggendo quest’estate e ci consigliate? 

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