“Il bambino numero 44”: un Thriller politico nella Russia stalinista

Antonella Cabras –

In arrivo nelle nostre sale, ispirata ad una storia vera, la pellicola diretta da Daniel Espinosa e prodotta dalla Adler Entertainment

CHILD 44 Poster ITAUn film impegnativo e interessante sbarca oggi sugli schermi italiani. Si tratta di “Il bambino numero 44” (in originale “Child 44”), film tratto dall’omonimo romanzo di Tom Rob Smith risalente al 1998 e pubblicato da Sperling & Kupfer.
Si tratta di una pellicola dall’impianto fortemente polito, così come il libro, che ha già scatenato le ire della Russia, tant’è che il ministero della Cultura ne ha chiesto l’immediato ritiro dalle sale per lesa maestà all’immagine del paese.
Per capire come mai la Russia abbia cercato di tutelarsi in questo modo, è necessario riassumere la trama del film.

Il thriller a sfondo politico è incentrato sulla misteriosa figura di un serial killer attivo nella Russia sovietica del 1953 e racconta la crisi di coscienza di un agente segreto della polizia sovietica. Il protagonista è Leo Demidov (Tom Hardy), che si ritrova a perdere prestigio, potere e la propria casa quando si rifiuta di denunciare sua moglie, Raisa (Noomi Rapace), rea di essere una traditrice del regime. Esiliati da Mosca e costretti a trasferirsi in un lugubre avamposto provinciale, Leo e Raisa si alleano con il Generale Mikhail Nesterov (Gary Oldman) nel tentativo di risalire all’identità di un efferato serial killer, predatore di ragazzini. La loro ricerca della verità mina l’insabbiamento degli omicidi a livello nazionale, orchestrato da Vasili (Joel Kinnaman), psicopatico rivale di Leo, che continuerà a sostenere che “Non ci sono crimini in Paradiso”.

L’elemento che sicuramente colpisce maggiormente è il fatto che il film, prodotto da Ridley Scott, Michael Schaefer (“Exodus: Dei e Re”) e dal Premio Oscar Greg Shapiro (“The Hurt Locker”, miglior film nel 2009) sia ispirato a una spaventosa vicenda realmente accaduta, sullo sfondo dello spietato sistema stalinista. Andrej Romanovič Čikatilo è stato un serial killer, soprannominato il Mostro di Rostov, accusato dell’omicidio di 53 donne e bambini fra il 1978 ed il 1990. In quel tempo, nell’URSS, i crimini come quelli commessi da Čikatilo erano censurati e reputati come “comuni solo nelle edonistiche nazioni capitaliste”, anche per questo Čikatilo fu arrestato solo nel 1990. Confessò oltre 50 omicidi, fu condannato a morte e giustiziato nel 1994.

CH44_D59-17125.CR2Tom Hardy, perfetto nei panni di Leo Demidov, ha affermato di essere stato attratto dal progetto per via della complessità morale del suo personaggio, e per la sceneggiatura in toto.
L’attore inglese è stato anche entusiasta di tornare nuovamente a recitare con la sua co-protagonista in “Chi è senza colpa”, Noomi Rapace, che in questo film interpreta sua moglie Raisa. Dura prova per i due attori immergersi nell’atmosfera opprimente della Russia stalinista, dove chiunque veniva sospettato o accusato non aveva scampo.

CH44_D10-2558.CR2L’attore svedese Joel Kinnaman, che lavorò con Espinosa per la prima volta in “Snabba Cash”, ha accettato con piacere la sfida di rendere Vasili, lo sleale burocrate della polizia segreta, un personaggio tridimensionale.
Il celebre attore inglese Gary Oldman invece è lo stanco capo della polizia di provincia, il Generale Mikhail Nesterov. É principalmente grazie al suo personaggio che il film si sviluppa come un thriller classico, ossia con un poliziotto che dà la caccia ad un assassino, anche se il killer supremo della vicenda è rappresentato dal governo stesso. “La società stalinista era intrisa di così tanto terrore emotivo, fisico e psicologico da portare un personaggio come Nesterov a girare la testa dall’altra parte”, spiega Oldman. “Il sistema sovietico vieta ogni comportamento giudicato capitalista, come l’omicidio e la prostituzione, a tal punto che Leo e Nesterov hanno indossato, da un certo punto di vista, eticamente e emotivamente la camicia di forza. Se il tuo modo di pensare si discosta anche di poco dalla linea del partito, Stalin potrebbe bandirti. Questo è esattamente ciò che accade a Nesterov quando viene spedito in questo villaggio rurale, Vosk”.

CH44_D2-776.CR2Un grande lavoro è stato fatto per mettere in scena le atmosfere giuste. Tra scenografia e costumi, si nota un accurato lavoro di ricerca storica, reso ancora più realistico dal fatto che gli attori si muovano in assoluta libertà.

CH44_D3-1214.CR2Una pellicola importante per riflette e andare a fondo sull’ambiguo concetto di moralità, sopratutto se inserito in un particolare momento storico. Quando si ha a che fare con film di ambientazione storica, a volte subentra il pericolo di narrare storie molto lontane dall’attualità, ma ciò non accade con “Il bambino numero 44”, sinistro presagio di ciò che sta accadendo in molte società odierne.

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