Il nuovo Museo Egizio: un viaggio nel tempo sulle sponde del Nilo tra mummie, Dei e Faraoni

Federica Spagone – Foto Toni Spagone – Realy Easy Star 

Viaggio alla scoperta del rinnovato Museo Egizio di Torino, il secondo più importante al mondo dopo il Cairo

Museo Egizio di Torino, nuovo allestimento. Stanza 3. Stele funeraria in cui Iti e Neferu, indicati con i loro nomi, ricevono offerte alimentari (2118 -1980 aC) Gebelein ©Toni Spagone / Realy Easy Star
Museo Egizio di Torino, nuovo allestimento. Stanza 3.
Stele funeraria in cui Iti e Neferu,
indicati con i loro nomi, ricevono offerte alimentari (2118 -1980 aC) Gebelein
©Toni Spagone / Realy Easy Star

Risalire il fiume Nilo in un percorso millenario di storia, arte e cultura, riscoprendo il fascino di una terra antica, senza lasciare l’Italia si può, grazie al rinnovato Museo Egizio di Torino che ora espone migliaia di reperti inediti. Il museo, considerato per il valore dei reperti conservati al suo interno, il secondo più importante al mondo, dopo quello del Cairo, affonda le sue radici nella Torino Sabauda, vantando una storia illustre.

Museo Egizio di Torino, nuovo allestimento, secondo piano ©Toni Spagone / Realy Easy Star
Museo Egizio di Torino, nuovo allestimento, secondo piano
©Toni Spagone / Realy Easy Star

Costituito da una serie di collezioni sovrapposte nel corso del tempo, deve la sua istituzione proprio ai Savoia. Il primo oggetto della collezione, la Mensa Isiaca, giunse, infatti, in città nel 1630, acquistata da Carlo Emanuele I di Savoia e nel 1755, dopo la creazione del Museo della Regia Università di Torino (per volontà di Vittorio Amedeo II), fu esposta al pubblico. Per arricchire la collezione espositiva, Carlo Emanuele III, richiese al professore Vitaliano Donati, di compiere un viaggio in Oriente per acquistare oggetti antichi, mummie e manoscritti che si aggiunsero alla precedente collezione nel 1759.
Ma solo nel 1824, con l’acquisizione da parte di Carlo Felice di Savoia, di 5628 reperti (100 statue, 170 papiri, stele, sarcofagi, mummie, bronzi, amuleti e oggetti della vita quotidiana), riuniti da Bernardino Drovetti, venne fondato il vero e proprio Museo delle Antichità Egizie di Torino, abbandonando la precedente sede e utilizzando il Palazzo dell’Accademia delle Scienze.

Museo Egizio di Torino, nuovo allestimento. Il Tempietto di Ellesija ©Toni Spagone / Realy Easy Star
Museo Egizio di Torino, nuovo allestimento. Il Tempietto di Ellesija
©Toni Spagone / Realy Easy Star

Nel 1894 il direttore museale Ernesto Schiaparelli organizzò numerosi scavi in siti egizi (operazione conosciuta come la Missione Archeologica Italiana), tra cui Eliopoli, Giza, la Valle delle Regine a Tebe, Qau el-Kebir, Asyut, Hammamija, Ermopoli, Deir el-Medina e Gebelein (opera successivamente proseguita da Giulio Farina), ampliando così di molto la collezione tra il 1900 e il 1935. In questi anni, infatti, vigeva il criterio secondo cui i reperti archeologici venivano ripartiti fra l’Egitto e le missioni archeologiche, mentre attualmente è previsto che tutti i ritrovamenti rimangano in Egitto. Il Tempietto di Ellesija, uno dei reperti più significativi, costituisce l’ultima acquisizione importante e fu donato al’Italia, nel 1970, dalla Repubblica Araba d’Egitto, come riconoscimento al supporto dato durante la campagna di salvataggio dei monumenti nubiani, minacciati dalla costruzione della grande diga di Assuan.

Museo Egizio di Torino, nuovo allestimento. La bontà Iside - Nuovo Regno, 18 ° Dinastia (1539 -1292 aC) ©Toni Spagone / Realy Easy Star
Museo Egizio di Torino, nuovo allestimento. La bontà Iside – Nuovo Regno, 18 ° Dinastia (1539 -1292 aC) ©Toni Spagone / Realy Easy Star

Nel nuovo e suggestivo allestimento inaugurato il 1 Aprile sotto la supervisione del direttore Greco, che vanta ora 10mila metri quadrati, la statua di Iside dà il benvenuto ai visitatori nella prima sala, in cui si racconta proprio la nascita del museo e si risponde alla domanda “Perché un Museo Egizio a Torino?”. Ideato dallo scenografo Dante Ferretti, che già nel 2006 si occupò dell’allestimento dello Statuario, il nuovo percorso di visita, che si sviluppa cronologicamente, è disposto su quattro piani e riproduce un’ideale risalita lungo il Nilo, grazie ad un sistema di scale mobili; coprendo un arco temporale che va dal 4000 a.C. al 700 d.C. Il visitatore viene così condotto alla scoperta degli affascinanti misteri delle antichità egizie tra mummie, statue e monili, potendole ammirare conservate in ariosi cristalli e vetrine, in una visione tridimensionale decisamente d’effetto. Nell’allestimento spiccano i 500 reperti provenienti dalla tomba di Kha e Merit, straordinaria testimonianza di tomba inviolata che rivela, le abitudini, i passatempi e gli usi funerari di una famiglia benestante, vissuta intorno al 1400 a.C. Di particolare fascino, la Papiroteca, la sala in cui sono custoditi 44 papiri (il più lungo dei quali, il papiro di Luefankh di 18 metri), per un totale complessivo di 200 metri. Sicuramente molto suggestiva, anche la Galleria dei Sarcofagi, allestita nei locali del Museo delle Scienze Naturali, che ospita alcuni fra i più bei sarcofagi del Terzo Periodo Intermedio e dell’epoca tarda (1100 – 600 a. C), molti dei quali restaurati presso il Centro di Restauro della Venaria Reale con il contributo de Gli Scarabei, associazione dei sostenitori del Museo Egizio.

Museo Egizio di Torino, nuovo allestimento. Tomba di Kha - Sarcofago esterno. Capo di Merit ©Toni Spagone / Realy Easy Star
Museo Egizio di Torino, nuovo allestimento. Tomba di Kha – Sarcofago esterno. Capo di Merit
©Toni Spagone / Realy Easy Star

La visita diventa anche interattiva, grazie alle novità multimediali che permetteranno la traduzione in tempo reale dei geroglifici, mediante l’utilizzo di tablet e smartphone. Un’unione tra passato e presente, tra reperti millenari e tecnologia avanzata, in cui i visitatori dell’Egizio potranno fruire di ricostruzioni virtuali di alcuni contesti archeologici, realizzate nell’ambito della collaborazione scientifica fra il Museo e l’Istituto IBAM del CNR, . E ancora vivere l’esperienza della scoperta grazie a video 3D che, basandosi su preziosi documenti di scavo e fotografie d’epoca, ridaranno vita alla tomba di Kha, alla tomba di Nefertari e alla cappella di Maia, tutte e tre scoperte da Ernesto Schiaparelli, tra i primi direttori di questo Museo, agli inizi del ‘900.
Insomma, superando la soglia del Museo Egizio vi attende un viaggio nel tempo emozionante e ricco di magia.

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