“Il piano di Maggie – A cosa servono gli uomini”: la commedia romantica sull’imprevedibilità delle relazioni

Antonella Cabras –

Dal 29 giugno al cinema una divertente pellicola piena di humor, distribuita dalla Adler Entertainment con una protagonista piena di verve

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Il Il piano di Maggie, scritto e diretto da Rebecca Miller è stato presentato al Sundance Film Festival di quest’anno ed è tratto dal libro “A cosa servono gli uomini” di Karen Rinaldi, edito da Rizzoli. Il libro è un ritratto ironico e divertente sulla donna di oggi, un po’ aggressiva un po’ impacciata quando si tratta di decidere qualcosa di importante sulla propria vita. Il titolo dell’opera risalta il fatto che la donna attualmente è capace di essere moglie, madre e donna in carriera anche senza un uomo al suo fianco, quindi: a cosa servono gli uomini? Ne abbiamo davvero bisogno?

Maggie Hardin è un’allegra e affidabile trentenne newyorkese. La vita di Maggie è pianificata, organizzata e calcolata. Maggie non ha molto successo in amore ma decide comunque che è arrivato il momento di avere un figlio. Da sola. Ma quando conosce John Harding, uno scrittore/antropologo in crisi, Maggie s’innamora per la prima volta e così è costretta a modificare il suo piano di diventare mamma. A rendere tutto ancora più complicato c’è il fatto che John è infelicemente sposato con Georgette Nørgaard , una brillante professoressa universitaria danese. Mentre i suoi amici, gli eccentrici ed esilaranti Tony e Felicia stanno a osservare sarcasticamente dalle retrovie, Maggie mette in atto un nuovo piano che la lancia in un ardito triangolo amoroso con John e Georgette, e così le loro vite s’intrecciano e si uniscono in modi inaspettati e divertenti. Maggie apprende in prima persona che a volte il destino dovrebbe essere lasciato indisturbato.

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Abbiamo recentemente visto Greta Gerwig nel bello e divertente “Mistress America” e qui la rivediamo volentieri nei panni di Maggie, un’affascinante e ottimista donna in carriera che si trova ad un bivio importante della sua vita: continuare nella situazione in cui si trova o dare un nuovo senso alla sua esistenza?
La Gerwig era attratta dalla sceneggiatura e dal suo sprezzo sensuale e moderno nei confronti delle convenzioni amorose. “Parla di tutte queste persone che s’innamorano e che poi si disamorano, e che poi si ritrovano,  nulla è perfetto e non ci sono cliché: non avevo mai letto niente del genere prima d’ora” assicura la Gerwig con stupore e aggiunge: “C’era qualcosa d’interessante in Maggie: il fatto cioè che non si comporti mai secondo quanto impongono le convenzioni o i sensi di colpa”.
Dal canto suo, la regista afferma: ““Ho sempre amato sentire ridere le persone alle proiezioni dei miei film. Sono stati sempre principalmente drammatici, e ho pensato che forse avrei potuto ribaltare questo equilibrio. C’è un lato drammatico in questa pellicola, ma c’è più commedia che dramma”.

Per il ruolo di John Harding, il team di filmmaker ha cercato un attore in grado di incarnare intelligenza e uno spirito giovane ed è stato scelto Ethan Hawke.Era molto importante per me che John fosse un personaggio completo”, spiega la Miller. “E’ un personaggio che viene manipolato molto, ma doveva comunque apparire realistico. Ethan ha collaborato molto allo sviluppo del personaggio di John. Lui affronta le cose da filmmaker, ed ha reso il personaggio totalmente credibile: innocente, affascinante, dinamico, e intelligente” .

Per il ruolo dell’intellettuale e intimidatoria Georgette Harding, la Miller ha chiamato la sua amica Julianne Moore, che ha iniziato le riprese di questo film due giorni dopo aver vinto l’Oscar per “Still Alice” e d’altronde la Moore aveva già lavorato con la Miller nel film “The private lives of Pippa Lee”. La Moore non poteva resistere all’opportunità di tornare a lavorare assieme alla sua amica. “Adoro Rebecca. Questo personaggio era davvero insolito, e Rebecca e la sua sceneggiatura sono talmente fantasiose, creative e divertenti”.

Oltre ai tre personaggi principali, la Miller ha potuto contare su un cast riuscito e perfettamente azzeccato. Nei ruoli dei divertentissimi amici di Maggie, Tony e sua moglie Felicia, il film ha avuto la fortuna di poter contare su due dei migliori attori comici di oggi, ossia Bill Hader e Maya Rudolph mentre per il ruolo chiave di Guy è stato ingaggiato Travis Fimmel, l’attore australiano conosciuto ai più come interprete di Ragnar nella serie televisiva “Vikings” e come protagonista del recente “Warcraft- L’inizio”. La Miller è stata molto felice di poter scegliere l’attore per il ruolo chiave di Guy. “L’idea era che Guy fosse qualcuno che Maggie conosceva e col quale avrebbe potuto seguire delle lezioni al college”, spiega. “Travis lo conoscevo già dal suo show ‘Vikings.’ Ha una bellissima presenza ed è divertente, possiede qualcosa di ultraterreno, che secondo me era perfetto per Guy”.

Il pubblico, nel vedere questa pellicola, sicuramente si divertirà ma potrà anche immedesimarsi nei personaggi che vedrà sul grande schermo: chi impacciato, chi più sicuro di sé, chi allo sbaraglio in questo mondo che pare correre velocissimo senza badare alle esigenze di ognuno. La regista, da parte sua, spera semplicemente che gli spettatori escano dal cinema con un senso di speranza. In conclusione dice:“E’ un film costruito per divertire, intrattenere e dare gioia”.

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