Il razzismo e le sue conseguenze esplorati in “I am not your negro”

Antonella Cabras –

In occasione della Giornata Mondiale contro il Razzismo Feltrinelli Real Cinema e Wanted Cinema distribuiscono un interessante documentario che esplora la piaga del razzismo negli Stati Uniti

 

locandinapg1James Baldwin è stato uno scrittore americano che ha indagato a fondo su vari temi considerati a lungo dei tabù, dall’omosessualità, alle relazioni miste per arrivare allo scottante tema del razzismo. Su quest’ultimo ha iniziato a scrivere un libro intitolato “Ricordate questa casa, manoscritto purtroppo, rimasto incompiuto ma che è servito a Raoul Peck per la realizzazione del documentario (supportato da Amnesty International), “I am not your negro”, candidato agli Oscar nella categoria “miglior documentario”.

I am not your negro non è solo uno dei tanti documentari sul razzismo. Parte dalle vite e dalle morti di Malcolm X, Martin Luther King Jr. e Medgar Evers per poi ampliare il discorso e toccare l’argomento dei Neri negli Stati Uniti e di una spirale di violenza che nel corso del tempo non ha accennato a diminuire. Il tutto è raccontato dalla voce fuori campo di Samuel L. Jackson.

Le tre persone sulle quali si concentra Peck non sono state importanti perché afroamericane, ma perché hanno portato avanti delle battaglie fondamentali per i diritti civili di cui ognuno di noi dovrebbe godere.
Il documentario non ha retorica né buonismi di sorta, ma mostra sullo schermo le testimonianze di tantissime persone, da Bob Dylan a Marlon Brando a Obama per arrivare all’immagine che tutt’ora si ha degli afroamericani, sia nel cinema che nelle arti in generale.

La pellicola esce simbolicamente nella Giornata Mondiale contro il Razzismo di ogni genere ma sarebbe bene tenere a mente tutti i giorni questo messaggio, per poter riflettere su un tema che ancora oggi rimane alquanto scottante.

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