Iron Fist: Netflix colpisce (quasi) nel segno

Michele Li Noce – 

La nuova produzione Netflix non si discosta molto dai precedenti supereroi Marvel e proprio per questo non convince fino in fondo 

iron1Gli abbonati alla piattaforma digitale Netflix, hanno avuto modo in questi giorni di guardare “Iron Fist”, la quarta serie TV nata dalla collaborazione con Marvel, dopo Daredevil, Jessica Jones e Luke Cage. Noi abbiamo visto l’intera stagione e queste sono le nostre impressioni (attenzione spoiler).

Buone le coreografie delle lotte.
Buone le coreografie delle lotte.

Danny Rand (Finn Jones), figlio di un potente milionario, viene creduto morto per 15 anni. Il suo improvviso ritorno sconvolgerà le vite di chi lo credeva definitivamente perduto e tutto questo lo metterà di fronte a un nemico temibile e ben conosciuto come “la Mano”.

Danny Rand un super eroe che torna a casa dopo 15 anni.
Danny Rand un supereroe che torna a casa dopo 15 anni.

Lo sviluppo della storia si distingue all’inizio per linearità ed efficacia. Non è difficile seguire le vicende di Danny alle prese con un mondo a lui quasi sconosciuto, così come risulta a tutti comprensibile come gli amici di infanzia in particolare Joy (Jessica Stroup) e Ward Meachum (Tom Pelphrey), lo vedano più come un impostore che come un figliol prodigo.

Harold Meachum, il vero unico villain perfettamente identificabile.
Harold Meachum, il vero unico villain perfettamente identificabile.

Le cose iniziano a disunirsi quando scopriamo che un altro personaggio creduto morto, torna alla ribalta. Si tratta di Harold Meachum (David Weenham) padre di Joy e Ward e socio in affari del padre di Danny. Da questo momento in avanti la fruizione della serie comincia a zoppicare e sebbene la qualità recitativa e d’ambientazione sia a buoni livelli, la vicenda inizia a farsi distorta e quasi noiosa.

A nulla valgono le buone coreografie di lotta e una storia d’amore molto tenera e contrastata fra Danny e la bellissima Colleen Wing (Jessica Henwick), maestra di spada e arti marziali. Tutto appare come ovattato e quasi distaccato e non è stato semplice, se non negli episodi finali, arrivare in fondo alla vicenda. Danny Rand appare come un personaggio che dovrebbe salvare il mondo dalla minaccia della Mano, ma che in realtà del supereroe ha solo i contrasti interiori, i dubbi e i rimorsi per non aver saputo proteggere i propri genitori. Tutta la sua lunga preparazione alle arti marziali presso K’un L’un, sembra essere stata del tutto inutile dal punto di vista della crescita interiore.

Colleen e Danny. un amore contrastato ma molto tenero.
Colleen e Danny. Un amore contrastato ma molto tenero.

Non risulta subito chiarissimo il motivo per cui “la Mano” debba in qualche modo essere fermata da un ragazzo educato in un luogo inesistente sul nostro piano della realtà e il confine fra bene e male non è netto e lineare come, invece, accadeva con i personaggi Marvel che lo hanno preceduto. Questo confine non netto di per se potrebbe anche essere positivo – e in parte lo è – per rendere la storia avvincente in special modo sul finale, ma nel resto della vicenda, lo show sembra trascinarsi stancamente alla ricerca dei momenti critici per risollevarsi.

Madam Gao è uno dei personaggi di collegamento con le altre serie Netflix/Matvel.
Madam Gao è uno dei personaggi di collegamento con le altre serie Netflix/Marvel.

Abbiamo apprezzato molto di più i coprotagonisti, i personaggi che avrebbero dovuto fare da contorno alla vicenda di Danny che non il protagonista stesso. Ward e Joy Meachum sono personaggi così ben delineati che ci è venuto quasi naturale comprendere le loro perplessità e le loro paure davanti all’imprevisto ritorno di Danny. Ward ci viene presentato come un personaggio negativo, ma si scopre poi che tutto questo dipende dalla oppressiva presenza del padre, vero Villain in senso stretto della serie.

Jeri Hogarth quasi superfluo il suo ruolo.
Jeri Hogarth quasi superfluo il suo ruolo.

Joy è una donna fragile costretta dagli eventi a cavarsela da sola in un mondo fatto di squali. La perdita del padre l’ha costretta a crescere in fretta e fra le figure femminili delle serie Netflix viste finora, è quella con la quale si crea subito empatia e vicinanza in quanto vera e propria anima innocente costretta dagli eventi a vivere una realtà difficile da accettare. Commovente la scena in cui Danny fa capire a lei che non è un impostore.

Claire Temple del tutto inutile. tanto valeva inserire direttamente Luk Cage o DareDevil.
Claire Temple personaggio poco utile alla trama

La presenza di alcuni personaggi di collegamento fra gli altri eroi Marvel è stata da un lato molto positiva  se ci riferiamo a Madame Gao, tratto d’unione quasi obbligatorio per dare una figura di riferimento per la Mano, molto meno efficace il personaggio di Jeri Hogarth (Carrie Ann Moss) e quasi superfluo se non del tutto inutile quella di Claire Temple (Rosario Dawson).

Una scena tratta dalla serie.
Una scena tratta dalla serie.

In conclusione possiamo dire che Iron Fist si colloca un gradino sotto Dare Devil e Jessica Jones e uno sopra Luke Cage (serie che fra le 4 uscite finora è stata sicuramente la più lenta e noiosa). Si poteva restare più fedeli alla storia originale creata da Roy Thomas e Gil Kane per poi connettere meglio la sua figura agli altri super eroi Netflix. Un prodotto che sicuramente vale la pena di vedere se non altro per la buona prova di tutti gli attori e per avere un quadro completo delle vicende in cui poi interagiranno i nostri eroi nell’ormai sempre più prossimo “Difensori“.

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