Italy in a Day: Un giorno da Italiani raccontato da Salvatores

Antonella Cabras –

Solo per oggi nelle sale, il documentario creato da Gabriele Salvatores e distribuito da 01 Distribution che racconta attraverso gli occhi di tutti gli italiani, le paure e le speranze del nostro paese

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Si chiama “Italy in a Day – Un giorno da italiani il nuovo progetto, unico e decisamente innovativo, del noto regista Gabriele Salvatores, che questa volta ha deciso di cimentarsi nella realizzazione del primo “social movie” italiano: un documentario in cui i veri protagonisti e “registi” sono gli spettatori. Con un appello, il regista ha invitato tutti gli italiani a raccontare se stessi e i momenti vissuti in una specifica giornata, il 26 ottobre 2013, per poi selezionarli e montarli insieme. Il risultato è un spaccato di realtà incredibile, un’istantanea di un paese sofferente ma speranzoso verso il futuro.

L’adesione è stata a dir poco eccezionale con 45.000 video inviati al regista (per un totale di 2.200 ore di girato),  per comporre 75 minuti di pellicola; cifre da capogiro per un prodotto così innovativo, che gli italiani si sono sentiti di appoggiare fin da subito.

I partecipanti si sono avvalsi di qualsiasi mezzo per raccontare la loro giornata, dalle classiche cineprese, agli smartphone fino ad arrivare ai tablet più moderni, rendendo sempre più chiaro quanto la tecnologia sia parte integrante della giornata stessa.
Il film è una sorta di “selfie” collettivo che Salvatores ha maneggiato cercando di sottolineare i momenti prettamente umani; un collage di immagini con un montaggio eccezionale che, lontano dal puro tecnicismo dei classici documentari, racconta una giornata qualunque rendendola speciale, puntando i riflettori sui singoli attimi poetici, divertenti e intensi vissuti dalla gente comune.

L’idea è nata seguendo l’esempio di “Life in a day” del regista scozzese Kevin McDonald, girato il 24 luglio 2010 e supportato da Ridley Scott e la sua casa di produzione. Ecco quindi che con lo stesso principio nasce Italy in a day (ugualmente supportato da Ridley Scott), un documentario corale in cui, come nel format originale scozzese, le ore del giorno scandiscono i momenti salienti dei vari video, partendo dalla mezzanotte del 26 ottobre e proseguendo per tutta la giornata. Nella pellicola si va dall’astronauta che mostra l’Italia dallo spazio, alla nonna alle prese con la tecnologia e ripresa dal nipote, agli operai che si alzano all’alba per andare a lavorare, semplici racconti di vita, nessuna spettacolarizzazione e nessuna critica nei confronti del paese, solo “un’irresistibile lettera d’amore che l’Italia ha scritto a se stessa” come l’ha definita Mary Corliss sul Time.

Interessante che in questo racconto corale vengano mostrate quasi sempre famiglie di ceto medio o basso, forse spinte dall’urgenza di raccontarsi, senza calcare la mano su nessun pietismo gratuito; da questi spaccati di vita emergono spunti che vanno dall’esilarante al commovente (dalle gag ai quadretti familiari), così ben amalgamanti che sembra quasi impossibile non siano stati sceneggiati prima.

Il film è stato presentato fuori concorso alla 71esima Mostra del Cinema di Venezia, dove il regista premio Oscar, ha voluto sdoganare un’immagine stereotipata dell’Italia, niente pizza né mandolino, nessuna idea cristallizzata del Bel paese degli anni del Neorealismo e nessuna polemica.

Il documentario verrà proiettato solo per la giornata di oggi nei cinema delle principali città italiane e approderà sugli schermi televisivi di Rai3 il 27 settembre in prima serata.

Un film che racconta l’Italia più vera non può che essere girato dagli italiani stessi e l’esperimento di Gabriele Salvatores è un bellissimo e riuscitissimo esempio di democrazia del cinema.  Consigliato a chi attraverso le piccole emozioni riesce ad apprezzare lo straordinario della quotidianità delle nostre vite.

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