La genialità nascosta sotto una maschera: Michael Fassbender è FRANK

Antonella Cabras-

Il surreale Frank arriva nelle sale italiane dal 13 novembre, distribuito dalla I Wonder Pictures, dopo essere stato presentato al Sundance Film Festival 2014

tumblr_n3wysuyCth1s5z3qto1_1280

Una commedia, un biopic, un film musicale, un dramma: come etichettare Frank, il nuovo film del regista irlandese Lenny Abrahamson? Non si può rinchiudere questa pellicola in una sola definizione, perché sfugge ad ogni parametro conosciuto.
Il personaggio principale è ispirato a un musicista e cabarettista inglese, ossia Chris Sievey, attivo negli anni ’80 e popolarissimo fino agli anni Duemila, conosciuto come Frank Sidebottom perché si esibiva con una maschera in testa. D’altronde, il co-sceneggiatore è Jon Ronson, tastierista di Sievey, quindi grande conoscitore di questo personaggio alquanto singolare.

frank-film-domhnall-gleeson-636-380

Jon è un impiegato inglese qualunque, con la passione della musica. Tutto ciò che lo circonda lo ispira, dai barattoli alle persone che gli passano accanto in strada; temi che poi ritornano nei testi delle canzoni che compone accompagnandosi con la tastiera. Un giorno assiste al tentato suicidio di un musicista, il tastierista del gruppo dall’impronunciabile nome di Soronprfbs (nel corso del film nessuno saprà come pronunciarlo) e, su due piedi, viene ingaggiato per far parte della band.
Il gruppo è composto da personaggi alquanto bizzarri, quali Clara, una maniaco-depressiva che adora il theramin, il feticista Don, un batterista non proprio socievole, il bassista francese che non parla una parola d’inglese e Frank, lo strambo leader che vive con indosso una grande testa di cartapesta, che pare il viso di un personaggio dei fumetti. Jon si chiede quale sia la ragione per la quale Frank indossi quella maschera, che non viene mai tolta, né quando Frank dorme, mangia (si ingozza di cibi liquidi) o fa la doccia.
Il gruppo deve incidere un nuovo album e Jon approfitta dei social network per parlare della sua esperienza e diffondere la realizzazione del lavoro, certo di riuscire a trovare molti fan per questa band alternativa che campiona i suoni della natura.

Frank non porta la maschera per vezzo né per farsi pubblicità. É disgustato dai visi delle persone e dal suo e cerca di celare le sue inadeguatezze sotto la finta testa, sublimando le sue angosce nella musica. É un personaggio strano, sì, ma molto creativo e Jon viene profondamente attratto da quest’uomo certamente non comune, che descrive a voce alta le espressioni del suo viso (impossibili ovviamente da vedere).

FRANK02-0-2000-0-1125-crop

Forse le fan di Michael Fassbender saranno deluse dal vedere il bel viso dell’attore sempre nascosto, ma a nostro avviso il fatto di indossare una maschera rende la sua performance, paradossalmente, molto più espressiva e complessa del normale. L’attore si è dimostrato molto valido nel corso degli anni (basti vedere “Hunger” o “Shame”) e in questo film gioca molto sulle movenze del corpo, restituendoci un uomo sofferente e sopra le righe solo tramite la sua fisicità e la voce.
Fassbender è ben affiancato da un buon cast, che comprende Domhnall Gleeson nei panni dell’ingenuo Jon e Maggie Gyllenhaal in quelli di Clara, perfetta nel ruolo di donna gelida e scostante.

Il regista Abrahamson è creatore di pellicole fuori dai classici canoni cinematografici. Già al timone di “What Richard Did”, film del 2013 che si rivela essere uno dei più grandi successi del cinema irlandese, ora presenta un’altra pellicola eccentrica in bilico tra dramma e comicità. Si ride per le stramberie degli sgangherati personaggi (musicisti reduci da ricoveri in ospedali psichiatrici, che urlano mentre suonano o si picchiano per allenarsi fisicamente), ma al contempo si nota la vena drammatica insita in ognuno. Frank è un personaggio alienato, carismatico ma fragile, geniale nel suo approccio alla musica ma sempre al limite della rottura psichica. Jon è il suo contraltare, pacato e fin troppo normale, che cerca di scoprire il mistero della diversità di Frank, ostacolato da Clara, molto protettiva nei confronti del loro leader.

5c_photo_frank

La musica stessa segue gli atteggiamenti altalenanti dei protagonisti: composta da pezzi originali e suonata dal vivo dagli stessi attori durante le riprese, è una musica allucinata che solleva il velo su un ambiguo mondo distorto, che altro non è che la riproduzione dei vari stati d’animo del protagonista.

La pellicola scivola via senza che lo spettatore riesca ad assimilarla del tutto: si passa dalla pura commedia, alla riflessione sul rapporto tra la maledizione dell’avere un grande talento artistico e l’instabilità mentale, per poi arrivare all’epilogo dolce-amaro che mostra la catarsi del protagonista. È sicuramente un film fuori dagli schemi, bello da vedere proprio per questo motivo, uno stralunato ritratto che sfuma i confini tra ciò che è “normale” e ciò che non lo è ed è per questo che ci sentiamo di consigliarlo. 

Comments

comments