La Luccicanza di Daniel Torrance dallo Shining di King a quello di Kubrick fino al recente Doctor Sleep

Paola Boni –

Una panoramica sull’attesissimo ritorno di Daniel Torrance in Doctor Sleep e un confronto diretto tra lo Shining di King e quello di Kubrik

Doctor sleep

L’Overlook Hotel è di sicuro uno dei luoghi che più hanno infestato gli incubi di tutti gli amanti dell’horror fin dal 1977, data in cui Stephen King pubblicò il suo celebre romanzo Shining. Edito in Italia dalla Bompiani, Shining può essere definito sicuramente un libro di culto e non solo per i lettori del Re del Brivido. Perfino Stanley Kubrik è stato enormemente ispirato dal romanzo nelle sue opere, cosa che lo ha portato a girare nel 1980 l’omonimo adattamento cinematografico interpretato da uno spettacolare Jack Nicholson.

Un successo indiscusso a cui nel Settembre del 2013, King ha dato nuova linfa pubblicando l’attesissimo seguito dal titolo Doctor Sleep, uscito in Italia per la Sperling e Kupfer solo nel Gennaio del 2014.

Shining quindi può essere sicuramente considerato uno dei libri più amati di King, un crescendo di tensione e angoscia che mostra personaggi magistralmente delineati a livello psicologico in un’ambientazione che si afferma come protagonista indiscussa dell’opera. Per quanto la pellicola di Kubrick sia a suo modo un grande film, infatti, non è in grado di mostrare appieno l’essenza che King riesce a trasmettere attraverso le parole all’Overlook Hotel.

La pellicola ad esempio dà 
l’impressione che l’Hotel sia semplicemente un luogo infestato e che, attraverso i suoi “abitanti”, trascini rapidamente Jack Torrance verso la sua follia omicida; King invece mostra l’Overlook come un’entità viva e onnipresente che corrode Jack fino a esasperare la sua parte più aggressiva e violenta.
 Fin dalle prime pagine é infatti chiaro quanto Jack sia un uomo disturbato: alcolizzato e paranoico, arriva a sfiorare il divorzio a causa soprattutto di un “incidente” nel quale spezza il braccio del piccolo Danny, incidente che, seppur di fondamentale importanza nella storia (perché altrimenti Wendy sarebbe così sospettosa e diffidente nei confronti del marito?), viene a malapena accennato nel film. Jack inoltre è profondamente frustrato perché, anche dopo aver smesso di bere, non riesce a scrivere e finisce col perdere il lavoro di insegnante dopo aver picchiato a sangue uno studente che gli stava bucando le ruote della macchina. King quindi lo descrive come un uomo tormentato e angosciato già da molto prima di iniziare il suo lavoro di guardiano all’Overlook (spesso citato come “il direttore”). L’Hotel quindi non porta “il male” in Jack, semplicemente risveglia e stimola quello già esistente in lui.

Ci sono poi due personaggi che nel romanzo spiccano maggiormente rispetto al film: il signor Dick Hallorann e Wendy. Il primo infatti gioca un ruolo molto più amplio in tutto il romanzo tanto che, una volta letto il libro, dispiace vederlo morire nel film dopo una fin troppo rapida entrata in scena. La seconda poi é sicuramente molto più affascinante della piccola moglie spaventata e tremante del film.
 Nel romanzo ci si immerge spesso nel suo punto di vista, cosa che permette di apprezzarla nelle sue innumerevoli sfaccettature, dalla paura del marito, al desiderio di cercare di salvare il loro matrimonio, dall’amore smisurato per il piccolo Danny, all’ansia crescente per la sua sicurezza.
Una donna forte quindi, molto diversa dalla spaventata e un po’ scialba Wendy di Kubrick.

Shining in sintesi è un romanzo che sorprende perché, al di là dell’aspetto horror, si rivela essere una sorta di viaggio verso l’abisso della psiche dei suoi protagonisti angosciati e tormentati dalle atroci visioni e dalle creature che infestano l’hotel, nonché un analisi di tematiche delicate, difficili da trattare in un romanzo horror, come l’abuso di alcool (argomento ripreso poi successivamente in Doctor Sleep). Un’opera complessa dalla struttura articolata con diversi cambi di punto di vista e salti temporali magistralmente gestiti.

Il film, in un’ottica moderna più che far paura si può affermare sia fortemente disturbante, eppure non si può fare a meno di considerarla una grande pellicola, soprattutto a livello di regia e interpretazione. Straordinariamente angoscianti sono le numerose inquadrature che seguono ad altezza d’uomo (o nel caso del piccolo Danny, di triciclo), i singoli personaggi dando quasi l’impressione di camminare alle loro spalle. Inoltre, per quanto la natura disturbata di Jack Torrance prima dell’arrivo all’Overlook venga molto poco evidenziata, a dare spessore al personaggio ci pensa Jack Nicolson con un’interpretazione a dir poco straordinaria e una fisicità capace di dare corpo alle ossessioni e alla pazzia del protagonista.

Son passati però trentasei anni dalla pubblicazione di Shining ed ecco che ritorna nelle librerie un altro personaggio dominante del romanzo: Daniel Torrance, figlio di Jack e Wendy, dotato di quella che Mr. Hallorann chiama “la luccicanza”.

Certo l’Overlook non esiste più e il piccolo Daniel Torrance è diventato ormai un uomo; un uomo che però subisce ancora pesantemente l’influenza dell’esperienza vissuta da bambino e soprattutto quella della sua dote sovrannaturale. Per quanto diverso da Shining, Doctor Sleep si ricollega direttamente ad esso, mostrano il percorso che ha portato il piccolo Danny a capire maggiormente la sua luccicanza (grazie soprattutto all’aiuto di Dick Halloran), ma anche, crescendo, a fare i conti con la dipendenza da alcool, la stessa che ha pian piano condotto il padre verso il baratro.

La paura più grande per questo romanzo era che non ci fossero collegamenti così stretti con Shining, che fosse solo il tentativo di sfruttare un personaggio di un’opera tanto amata e conosciuta. King invece riesce a creare una trama perfettamente intrecciata con quella di Shining, capace di mostrare un Danny Torrance maturo e dalla personalità complessa e in grado di dare un senso e una degna conclusione a molto di ciò che nel primo libro viene lasciato in sospeso, a partire dal rapporto stesso di Danny col padre. Ciò che si apprezza di più poi è il modo in cui l’autore ha spiegato e dato maggior senso alla luccicanza, elemento portante della vicenda. Danny crescendo, non solo scopre che sono molte le persone dotate, chi più o chi meno, della luccicanza (cosa già accennata nello stesso Shining), ma che questi individui si trovano in pericolo proprio a causa di creature apparentemente umane che si cibano di essa.

Shining e Doctor Slepp sono quindi due romanzi piuttosto diversi, ma allo stesso tempo fortemente legati tra loro, consigliati non solo agli appassionati dell’horror, ma anche a tutti quelli che amano i romanzi dal forte spessore psicologico, capaci di trattare con profondità temi come l’alcolismo e il rapporto tra padri e figli. Il film invece è sicuramente un must per tutti gli amanti del cinema che vale davvero la pena vedere, ma che però, come molti altri grandi classici della cinematografia, ha un solo grande difetto: o lo si adora all’inverosimile o si finisce inevitabilmente col detestarlo.

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