La mente umana vista dal suo interno con “Inside Out”

Antonella Cabras –

Cosa si cela all’interno della mente umana? Come nascono le idee e gli impulsi? Chi governa il tutto? Lo spassoso e toccante film Pixar “Inside Out” lo svelerà a partire dal 16 settembre, quando apparirà sugli schermi italiani distribuito dalla Walt Disney Pictures

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Grande attesa per il nuovo gioiellino di casa Pixar che stavolta ci porta nel cuore delle emozioni. “Inside Out”- dopo aver conquistato il Festival di Cannes – ci mostra il percorso fatto dalle persone per diventare, col tempo, ciò che sono, con le loro emozioni e il loro carattere e lo fa grazie al regista Pete Docter, che ha costruito il film su una sua idea originale. Graditissimo il ritorno di Docter, già sceneggiatore di un capolavoro Pixar come “Toy Story”, regista del divertente “Monsters & Co”e dell’indimenticabile e commovente “Up”.

Il Centro di Controllo della mente di Riley, una ragazzina di 11 anni, è localizzato nel Quartier Generale, dove cinque Emozioni sono al lavoro, guidate dalla simpatica e ottimista Gioia, la cui missione è garantire la felicità di Riley. Paura garantisce alla ragazza la sicurezza necessaria, Rabbia assicura il senso di equità e giustizia e Disgusto impedisce a Riley di avvelenarsi sia fisicamente che socialmente. Tristezza non sa bene quale sia il suo ruolo, ma del resto non è chiaro neanche agli altri. Quando Riley si trasferisce con la sua famiglia in una nuova città, le Emozioni dentro di lei si mettono subito al lavoro, desiderose di guidarla attraverso la difficile transizione. Tuttavia, quando Gioia e Tristezza finiscono inavvertitamente in un angolo remoto della sua mente, portando con sé alcuni dei suoi ricordi più intensi, Paura, Rabbia e Disgusto si trovano a dover prendere il controllo.

Le Emozioni sono un po’ come le vocine nella nostra testa”, spiega il regista. “Quando abbiamo iniziato a lavorare per questo film, ci siamo guardati intorno per osservare i nostri figli, amici e colleghi, e ci siamo resi conto che tutti hanno un temperamento che prevale sugli altri. Ognuno di noi attraversa periodi di gioia o tristezza, ma alcune persone sono tendenzialmente più felici o più tristi di altre. Riley è una bambina felice. Perciò Gioia è la prima Emozione a manifestarsi nella sua vita e ha un legame molto speciale con lei”.

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Gioia, doppiata in originale da Amy Poehler, è il leader del gruppo delle Emozioni. Solare, allegra e sempre ottimista, accompagna Riley fin dalla nascita ed è molto legata ai ricordi (tema centrale del film). “Per 33 secondi Gioia è la protagonista assoluta della scena”, dichiara la doppiatrice Amy Poehler. “Poi Riley inizia a piangere e a quel punto sopraggiunge Tristezza. Gioia si rende conto che dovrà condividere Riley con tutti gli altri sentimenti ed emozioni”.
All’inizio della pellicola vediamo il normale svolgimento di una giornata tipo delle Emozioni, che danno gli impulsi necessari ad affrontare le situazioni più disparate. Il tutto avviene in un ambiente dove i ricordi sono sfere di diversi colori (quelli blu, ad esempio, sono quelli tristi), i pensieri un trenino rosa che non sa quando passerà e dove: esistono l’Isola della Famiglia, del Gioco, dell’Amicizia e così via. A ogni struttura sono legati i ricordi (in prevalenza felici) di Riley.

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Dopo l’inziale descrizione del ruolo delle Emozioni, arriva il colpo di genio messo a punto dalla Pixar (e da Docter in particolare): Gioia e Tristezza, infatti, si avventurano in luoghi sconosciuti come la Memoria a Lungo Termine, Immagilandia, il Pensiero Astratto e la Cineproduzione, nel disperato tentativo di tornare al Quartier Generale e da Riley.
Lo strano percorso (che altro non è che la mente di Riley), intrapreso dalle due emozioni è alquanto geniale: le due, ad esempio, incontrano Bing Bong, l’amico immaginario di quando Riley era bambina e arrivano al subconscio della ragazzina. “Riley da piccola aveva una fervida immaginazione e lo adorava”, dice Docter. “Ma ora Bing Bong sembra un attore disoccupato che sta cercando disperatamente di tornare sulle scene”.

A cosa starà mai pensando?” Questa è la domanda che praticamente tutti i genitori del mondo si fanno quando hanno dei figli adolescenti ed è proprio ciò che si è chiesto anche il regista premio Oscar rispetto a sua figlia Ellie. “Mia figlia ha doppiato il personaggio della piccola Ellie in Up, la vivace ragazzina dai capelli arruffati a cui a quel tempo somigliava molto”, spiega Docter. “Ma quando abbiamo iniziato Inside Out, Ellie era più grande, ormai undicenne, ed era diventata tranquilla e riservata. Mi chiedevo: Cosa le passa per la testa e perché è così cambiata?” Da una domanda apparentemente banale e sicuramente comune a tutti i genitori, Docter ha sviluppato l’idea delle Emozioni che accompagnano un’adolescente nel percorso della vita.
L’animazione ovviamente lo contraddistingue dall’essere un classico film basato sul rapporto adolescenti-genitori e l’escamotage del percorso all’interno della psiche e dei ricordi di Riley dà il tocco magico all’intera storia.

Si può affermare che, oltre all’aspetto giocoso, si ravvisa un genuino interesse nel rendere la vicenda più verosimile possibile, grazie anche al team di scienziati, neurologi, psicologi e altri esperti in materia che ha affiancato i creatori della pellicola. “Il film mi ha colpito molto”, afferma il dottor Dacher Keltner. “Ritengo che sia difficile esprimere a parole il modo in cui le emozioni influenzano Il nostro comportamento e la nostra percezione del mondo. Il film descrive bene questo processo. Mi piace la tensione dinamica fra gli eventi che hanno luogo all’interno della psiche e quelli del mondo esterno”.
Visivamente la parte “inside” presenta colori saturi e brillanti.Lo abbiamo concepito come un musical di Broadway degli anni ‘50”, dice Docter. “È molto caricaturale, mentre il mondo umano è più realistico: lì il legno sembra legno, il cemento sembra cemento. E dal punto di vista del colore, è desaturato”.

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“Inside Out”, oltre ad essere una gioia per gli occhi, è una pellicola molto intensa sulle difficoltà dell’adolescenza, quel passaggio non semplice dal nido protetto dell’infanzia, all’inizio di una nuova consapevolezza di sé. Il percorso compiuto da Gioia e Tristezza non è altro che il percorso di crescita di Riley visto dal punto più delicato del suo essere adolescente, ossia le emozioni. Il film fa ridere a crepapelle, ma anche piangere e commuove col suo tocco folle ma dolce legato alla nostalgia del passato e alle insicurezze che accompagnano il presente. Fatevi avvolgere dall’atmosfera di “Inside Out”, andate a fare un giro dei ricordi e preparate i fazzoletti per un viaggio emotivo unico e indimenticabile.

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