La Regina delle Nevi: rivive la magia del racconto di Andersen

Matteo Tamborrino –

Dalla penna di Andersen al grande schermo e poi ancora al piccolo schermo. Scopriamo insieme la sua storia e come si è evoluto il personaggio

Illustrazione di Vilhelm Pedersen (1820-1859) tratta da H.C. Andersen, Fiabe e storie, Feltrinelli 2012, p. 233
Gerda sulla renna – illustrazione di Vilhelm Pedersen (1820-1859) tratta da H.C. Andersen, Fiabe e storie

Intense le nevicate che si sono abbattute nelle scorse settimane sul nostro paese: insomma, un febbraio nella morsa del gelo. Ma sarà stata colpa del clima invernale o piuttosto dei malefìci della perfida Regina delle Nevi? Per chi non la conoscesse, si tratta di uno dei personaggi più complessi e affascinanti del genio creativo di Hans Christian Andersen, noto scrittore danese, nato ad Odense nel 1805 e morto a Copenaghen nel 1875.

dd
Illustrazione dell’ucraino Vladyslav Yerko, vincitore del premio Best Children’s Book, assegnato dalla fondazione benefica Anderson House Foundation

La fiaba (titolo originale: Sneedronningen), composta nel 1844, venne pubblicata in volume nel 1846. È uno dei racconti più lunghi di Andersen e anche uno di quelli che ottenne maggior riscontro di pubblico: si articola in ben sette parti, di cui la prima rappresenta gli antefatti – a molti, però, per lo più ignoti. Un troll “demoniaco” costruisce uno specchio magico capace di “far svanire nel nulla” (così nella traduzione Bruno Berni), di trasformare cioè in malvagio e deforme, tutto ciò che di bello e buono vi si specchiasse. Un brutto giorno però lo specchio si rompe in “centinaia di milioni, miliardi di pezzi”: i frammenti di vetro si librano così in aria, volando leggeri tra le risate del mostro, diretti verso gli occhi e il cuore degli uomini.

Veri protagonisti della fiaba sono due bambini, Kay e Gerda, vicini di casa ed inseparabili amici. Le loro case sono collegate da un piccolo giardino pensile, ricolmo di rose. Anche Kay viene colpito da un «granello» di specchio e inizia così a comportarsi in maniera villana e crudele. Durante una nevicata, il bambino incontra la Regina delle Nevi, che baciandolo (e facendogli così perdere tutti i suoi ricordi), lo carica sulla sua slitta e lo porta con sé lontano. Nelle quattro parti successive, l’autore segue le difficili traversie di Gerda che, destreggiandosi tra giardini fioriti, briganti e donne scandinave, raggiunge faticosamente il castello della perfida Regina, sciogliendo con le sue lacrime il ghiaccio che aveva avvolto il cuore dell’amico Kay.

ee
La Regina delle Nevi in un fotogramma del film d’animazione  di Lev Atamanov

La Regina di Andersen, altera sovrana che a seguito di una terribile sofferenza diventa gelida come la neve e impenetrabile come il ghiaccio, ha conosciuto nel corso dei decenni diverse trasposizioni e adattamenti. Estremamente fedele alla trama originale è l’elegante lungometraggio del 1957, dal titolo appunto “La regina delle nevi“, diretto dal regista sovietico Lev Atamanov: il film d’animazione emulò il notevole successo della fiaba, vincendo il primo premio nella sua categoria alla 18ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. La Russia tornò poi su questo soggetto nel 2012, con il cartone animato in 3D “Snezhnaya koroleva“. Ricordiamo anche i tentativi britannici (di minor risonanza) della Warner Bros: “The Snow Queen” (1995) e il sequel “The Snow Queen’s Revenge” (1996). Un ultimo accenno, in questo florilegio di trasposizaioni, merita infine il film TV americano “The Snow Queen”, prodotto nel 2002, con protagonista Bridget Fonda.

Elsa durante la canzone Let It Go
Elsa durante la canzone Let It Go

Nessuna di queste prove ha, tuttavia, raggiunto i livelli di “Frozen“, indiscusso capolavoro disneyiano, uscito nelle sale a fine 2013, unico fra tutti i Classici Disney ad essere premiato con un prestigioso Oscar. Il primo concept dell’opera risale ai lontani anni ’40 ma per problemi legati alla difficile cessione dei diritti d’autore, il film fu prodotto soltanto in tempi recenti. Inizialmente anche nella versione Disney, la Regina delle Nevi era stata pensata come una spietata villain, tuttavia, dopo la composizione del brano “Let It Go“, scritto da Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez e cantato da Idina Menzel nella versione originale e da Martina Stoessel (la star della serie tv Violetta) e da Serena Autieri nella versione italiana, tutto è cambiato. Questo 53° classico si ispira solo vagamente alla fiaba originale e racconta la storia di Elsa ed Anna, principesse della “nordicheggiante” Arendelle, che risemantizzano così la vicenda di Kay e Gerda: la prima dotata di poteri che non sa gestire, l’altra partita alla ricerca della magica sorella (e divisa tra l’amore del buon Kristoff e il farabutto Hans). Si noti come coi nomi dei personaggi si renda omaggio all’autore danese.

Elizabeth Mitchell nel ruolo della Regina delle Nevi in OUAT
Elizabeth Mitchell nel ruolo della Regina delle Nevi in Once Upon a Time

Infine, la storia della Regina delle Nevi è tornata letteralmente in vita negli ultimi mesi all’interno della prima parte della quarta stagione dell’amatissima serie tv di Edward Kitsis e Adam Horowitz, le cui puntate sono trasmesse proprio in Italia in queste settimane. Stiamo parlando di “Once Upon a Time” in cui le avventure ghiacciate raccontate (da collocarsi temporalmente dopo gli accadimenti di Frozen), sono fortemente influenzate dalla versione Disney, sia pur con qualche variazione. Elsa (interpretata da Georgina Haig), liberatasi dall’urna che la teneva intrappolata, va alla ricerca di Anna, scomparsa ben 30 anni prima. In tutto ciò accompagnata da Emma, Biancaneve, la Regina Cattiva, il Principe Azzurro e tutti gli altri personaggi della serie. In questo caso il villain della serie è  la bravissima Elizabeth Mitchell (la Juliet di Lost), nel ruolo della perfida Snow Queen. (Per seguire la serie, l’appuntamento è ogni venerdì sera alle ore 21 su FOX).

Nel corso degli anni, la figura della Regina delle Nevi, ha indubbiamente subito una grande evoluzione mantenendo comunque, ancora oggi, il fascino e la magia raccontati dalla penna di Andersen. Se amate “Frozen” e se amate i personaggi della nuova stagione di “Once Upon a Time”, non possiamo che consigliarvi di immergervi nella lettura della fiaba originaria, aspettando magari una bella nevicata come quella dei giorni scorsi. 

Comments

comments