L’arte del Cosplay raccontata dai protagonisti – La parola a Marco Dal Castello

Antonella Cabras –

Continua il nostro viaggio nel mondo del Cosplay raccontato dai protagonisti! Se anche voi siete cosplayer non esitate a raccontarci la vostra esperienza

La nostra inchiesta nel mondo del Cosplay continua e questa volta il protagonista della nostra intervista è il cosplayer Marco Dal Castello un nome conosciuto all’interno dell’ambiente. Appassionato di Miyazaki, ha creato lui stesso il costume per il personaggio di Howl, ma non solo, Marco ha anche esperienze teatrali alle spalle. Conta più di 30 cosplay fatti, tratti da anime, film e video game tra i quali: “Il Castello Errante di Howl”, “Mars”, “Saint Seiya”, “Gankutsuou”, “Paradise Kiss”, “Romeo for Juliet”, “Final Fantasy”, “Il fantasma dell’Opera” e “Dorian Gray”.

Myotismon (“Digimon”) ©Michele Albrigo

Partiamo dall’inizio: come e quando hai sentito parlare di Cosplay per la prima volta?
“Fino al 2009 io non sapevo nemmeno cosa fosse il Cosplay. Poi due miei amici mi invitarono ad andare all’evento Lucca Comics&Game che si teneva a fine ottobre. Premesso che nessuno di loro aveva mai fatto Cosplay, mi spiegarono a modo loro che si trattava di un modo di passare il tempo in cui le persone si ritrovavano ad eventi indossando i panni dei loro personaggi preferiti. Il tutto doveva essere prodotto con materiali che normalmente si hanno a disposizione nella vita di tutti i giorni, senza per forza dover andare ad acquistare abiti o accessori nei negozi. Così feci.. scelsi una serie di personaggi che mi sarebbe piaciuto interpretare e iniziai a selezionare il Cosplay definitivo eliminando quelli che mi avrebbero dato difficoltà nella reperibilità dei vari pezzi. Il personaggio scelto fu Squall Leonhart, dal capitolo 8 della saga Final Fantasy e per farlo attaccai la bordatura in pelliccia sintetica del cappuccio della mia giacca al collo di un chiodo in pelle che avevo nell’armadio, presi un paio di cinture di mio padre e me le misi in vita poi un paio di pantaloni neri e una maglia bianca che avevo a disposizione. Assemblai tutto il Cosplay rovistando negli armadi di casa e davvero, quando mi trovai a Lucca in mezzo a tantissimi cosplayer bravissimi che avevano realizzato i loro abiti con più cura ed impegno, mi sentii da subito un po’ fuori luogo ma ben presto dovetti ricredermi perché, in realtà, il mio personaggio era riconosciuto lo stesso e mi diede la possibilità di conoscere i primi amici che tuttora sento e rivedo alle fiere.

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Phantom of the Opera ©Michele Albrigo

Hai sempre fatto tutto da solo o hai ricevuto aiuti decisivi, magari da parte di persone esperte?
“Il motivo per cui ho iniziato a fare cosplay è stato perché ho sempre avuto la passione del fai da te, solo che nella vita di tutti i giorni è difficile trovare una motivazione per mettersi a costruire oggetti particolari. Ricercare i materiali più adatti, escogitare il sistema migliore per riuscire a ricreare determinati effetti in un abito, sono gli ingredienti essenziali per fare un Cosplay. Fin da subito sono stato travolto da questa fantastica opportunità che mi ha regalato il Cosplay e ad oggi è il motivo per cui non mi sono ancora stancato di farlo. L’aiuto essenziale sul quale ho sempre contato da quando ho iniziato è stato quello di mia madre. E’ lei che crea per intero tutte le parti sartoriali dei miei Cosplay. Insieme definiamo i dettagli degli abiti, il sistema per ottenere determinati effetti o quali colori utilizzare per rendere l’abito più rassomigliante possibile all’originale, però poi chi mette insieme tutti i pezzi e le idee è sempre lei. Per gli accessori, armi o armature invece ricerco nei vari negozi di hobbistica. Le parti che potrebbero servire o cerco sul web se ci sono dei tutorial e poi cerco di realizzare gli oggetti che mi servono”.

I tuoi personaggi sono sempre perfetti (sicuramente l’accuratezza dei dettagli è il segreto del tuo successo): fai tanti sacrifici per arrivare a questa perfezione, anche dal punto di vista economico e hai mai fatto particolari follie per interpretare un personaggio?
“Tutti i miei Cosplay sono davvero fatti in economia. Ho sempre portato con me l’idea di quei due miei amici che inizialmente mi dissero che il Cosplay è fatto con materiali che si trovano a disposizione durante la vita di tutti i giorni. Spesso vengono lanciati nuovi materiali super performanti per poter realizzare con semplicità progetti davvero ardui, però, ovviamente il compromesso è il costo di quegli stessi materiali. Io per ora mi sono sempre affidato ai sistemi classici come per esempio colla vinilica e carta da giornale che mi portano sempre a pensare al mitico programma Art Attack di cui non mi perdevo mai una puntata da piccolo. Una pazzia che ho fatto per realizzare un progetto è stato sicuramente quando ho costruito delle ali da angelo dove per recuperare le piume bianche da applicare come finitura esterna ho speso quasi 150 € per un chilo di piume. Questo non è il costo delle piume però prima di decidermi a comprarle sul web, su consiglio di un’amica, mi ero recato sulle rive del lago di Garda per cercare delle piume di cigno però essendo forse il periodo sbagliato dell’anno per cercarle non ne trovai nemmeno una; in compenso al mio ritorno alla macchina mi trovai una bella multa per aver parcheggiato nel parcheggio a pagamento senza aver pagato il biglietto.. Consideriamo pure che il tempo di sosta era inferiore a dieci minuti, il tempo insomma di andare sulla riva del lago e rendermi conto che non avrei trovato nulla che potesse fare al caso mio. Poi abbattuto dal fatto appena accaduto decisi di acquistare le piume su internet però mi resi conto troppo tardi che le piume che avevo scelto erano troppo piccole così, non potendo rendere la merce, dovetti acquistarne un’altro lotto della dimensione adatta.. Insomma alla fine le piume che utilizzai mi erano costate almeno quattro volte il loro prezzo reale!”

C’è un personaggio che vorresti assolutamente interpretare?
“Sono tanti i progetti che avrei in mente però, ahimè, davvero poco il tempo per poterli realizzare. Vista la mia grande passione per la saga Final Fantasy vorrei assolutamente realizzare il Cosplay di Vincent Valentine tratto dal capitolo Dirge of Cerberus.

Cosa puoi dirci delle fiere alle quali hai partecipato? Ce n’è una in particolare che ti ha colpito e una alla quale vorresti assolutamente partecipare?
“Per me le fiere sono sempre un divertimento. Ho la fortuna di aver conosciuto un sacco di amici fantastici durante questi anni di Cosplay e sono questi i momenti in cui ho la possibilità di rivedere tutti nella stessa occasione. Anche per questo motivo una delle fiere che preferisco in assoluto è Lucca Comics&Games che riesce davvero a riunire gente da tutt’Italia e quindi è per me un momento davvero speciale”.

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Prince Diamond (“Sailor Moon”) ©Erika La Quosta

Potresti anticipare qualcosa su un personaggio che hai in preparazione?
“Premesso che per motivi di tempo e per sistema personale i miei Cosplay vengono realizzati in tempi davvero lunghi, attualmente sto lavorando su Capitan Harlock tratto dal film d’animazione in computer grafica del 2013. Non posso dare però una data precisa di quando lo finirò perché come spesso accade, interrompo i lavori per realizzare dell’altro”.

Pensi che in Italia ci siano ancora pregiudizi e che circolino stereotipi sul mondo Cosplay? Come potrebbero vederti coloro che stanno all’esterno dell’arte Cosplay?
“Per sentito dire già nel 2009, quando iniziai a fare Cosplay, questo mondo era già cambiato in meglio. Il cosplayer non era più visto come una sorta di emarginato sociale, anzi, io ho vissuto fin da subito un’atmosfera di ammirazione da parte di chi ne era al di fuori. Attualmente riesco a parlare di cosplay anche con amici che non ne hanno mai visto uno dal vivo e che potrebbero essere quasi disinteressati dall’argomento. Tanti amici che ho su Facebook che non sanno cos’è, mi chiedono informazioni e mi esprimono la loro ammirazione per i miei progetti e quelli dei miei amici cosplayer”.

Qual è il bello (e anche il brutto, se c’è) dell’essere un cosplayer?
“Il bello dell’essere un cosplayer è sicuramente il fatto di poter interpretare il personaggio che più si è amato nella vita che può essere tratto da un videogioco, un film d’animazione, un film, un libro o magari un personaggio completamente inventato. Poi, sicuramente, è davvero fantastico poter associare altre abilità a questa passione. Per quel che mi riguarda ho avuto la possibilità di associare la mia passione per la pittura per la realizzazione del Cosplay di Dorian Gray. Per questo progetto realizzai il quadro invecchiato del personaggio ed è stato davvero divertente! Ho avuto anche l’occasione di vedere ragazzi e ragazze che durante un esibizione combinavano la loro abilità di canto, dell’ hula hoop o di un’arte marziale.
In questi anni però mi sono reso conto che ho trascurato un sacco gli amici che in realtà non sono coinvolti da questa mia passione. Infatti vuoi per il fatto che mi ritrovo indietro con un progetto e che quindi devo lavorarci su a tempo pieno o perché sono impegnato con qualche evento mi sono ritrovato spesso a dover rinunciare ad uscire con loro”.

Cosa consiglieresti ad un ragazzo o ragazza che si stia avvicinando ora al mondo Cosplay?
“Gli direi che fare Cosplay è una cosa stupenda e di credere pienamente in ciò che desiderano realizzare perché questo è lo spirito giusto per non sbagliare mai!”

Come ha cambiato la tua prospettiva l’essere un cosplayer? Cosa vuol dire per te essere un cosplayer?
“Il Cosplay mi ha aperto un mondo! Non avrei mai pensato di trovare così tanta soddisfazione in un mondo di cui poco prima non ne avevo mai sentito parlare. Sicuramente, il porsi un obbiettivo su un personaggio da realizzare e quindi il fatto di dover escogitare il sistema per crearlo, ha fatto nascere in me la capacità di non darmi per vinto e di essere certo che un sistema lo si trova sempre, quindi di non abbattersi se ai primi tentativi il risultato non è quello sperato. Essere cosplayer vuol dire quindi essere una sorta di attori ma anche dei falegnami, dei sarti, degli scultori, dei pittori… Sono infinite le capacità che si affinano durante le sperimentazioni! Ad esempio, ora sto sperimentando la realizzazione di armi con bioplastica creata in casa; questo per farvi capire quanto io mi senta un piccolo chimico in questo momento! Grazie Antonella per questa intervista e un saluto a tutti i lettori di The Living News”.

Per curiosare tra le creazioni di Marco clicca qui

Leggi anche l’intervista a Mafalda, a Stefania e a Mario Michele

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