L’arte del Cosplay raccontata dai protagonisti – La parola a Valentino Notari

Antonella Cabras –

Continua il nostro viaggio nel mondo del Cosplay raccontato dai protagonisti! Se anche voi siete cosplayer non esitate a raccontarci la vostra esperienza

Prosegue il nostro viaggio nel mondo del Cosplay e questa volta il protagonista della nostra intervista è il cosplayer Valentino Notari, meglio conosciuto come Vale Imriel Cosplay. Volto noto nell’ambiente e grande trasformista, ha vinto numerosi premi e fatto da giudice a vari eventi, qualificandosi anche per l’Eurocosplay 2014 come rappresentante italiano con il suo spettacolare Blood Elf Warrior da “World of Warcraft”.

Elfo del Sangue Guerriero (“World of Warcraft”) ©Kristof Nactergaele

Come e quando hai sentito parlare di Cosplay per la prima volta?
“La prima volta che ho sentito parlare di Cosplay è stato a Romics 2002. Mi trovavo lì con un fan club di Star Wars, vestito da Obi-Wan Kenobi. In pratica stavo già facendo Cosplay, ma senza saperlo! L’anno successivo decisi di indossare i panni di Tidus di “Final Fantasy X” e assieme a due amiche del fan club partecipai alla mia prima gara”.

Agli inizi eri da solo o sei stato aiutato?
“All’inizio sapevo a malapena tenere un ago in mano e solo grazie a mia nonna, ma le mie capacità finivano lì. I primi tempi mi affidavo a una sarta o alle mani esperte di mia zia. Poi ho cominciato a lavorare ai costumi assieme ai miei amici del gruppo dei Cosplayers Within e, tutti insieme, siamo migliorati fino al punto di non aver più bisogno di aiuto da parte di nessuno. Nel 2008, poi, ho costruito la mia prima armatura e trovato la mia vocazione. Ancora oggi, però, amo confrontarmi con gli altri cosplayer, chiedendo e dando consigli su materiali e tecniche. Trovo che aiutarsi a vicenda sia una delle cose più belle e divertenti di questa passione.

I tuoi personaggi sono ricchi di dettagli. Devi fare molti sacrifici per realizzarli?
Penso che la perfezione non esista. Certo, raggiungerla è sempre un traguardo per me e, per quanto sappia che è impossibile, tendo a cercare di avvicinarmici più che posso, senza mai accontentarmi. Questo mi porta a non essere mai pienamente soddisfatto di un mio lavoro, ma dall’altro lato mi spinge a migliorare sempre di più. Ovviamente questo comporta molti sacrifici anche a livello economico e di tempo. Credo che la pazzia più grande per me sia stata costruire la mia cavalcatura preferita del videogame online World of Warcraft, un lupo da guerra corazzato lungo più di tre metri e con una struttura in grado di sostenere il mio peso. Con l’aiuto di mio padre, ho usato travi per costruzioni spesse nove centimetri e perni di metallo per rendere tutto più resistente possibile. Solo per incollarci il pelo ci sono voluti 12 Kg di colla!”

Qual è, invece, un personaggio che vorresti assolutamente impersonare?
“Sono anni ormai che vorrei riuscire a portare in fiera e su un palco Zeratul, il Templare Oscuro di Starcraft 2. La sua fisionomia aliena è molto difficile da riporodurre, quindi è una sfida in cui mi butterò solo quando sarò davvero sicuro di esserne in grado”.

Potresti anticipare qualcosa su un personaggio che hai in preparazione?
“Attualmente sto lavorando duramente su un costume per Romics di ottobre dove in coppia con la mia ragazza, Daisy, parteciperemo alle selezioni per il World Cosplay Summit. Non posso dire che personaggio è però… questioni di scaramanzia!”

Pensi che in Italia ci siano ancora pregiudizi e che circolino stereotipi sul mondo Cosplay? 
“Penso che una volta ce ne fossero moltissimi, ma ultimamente la cosa è andata migliorando. Il mondo del Cosplay si sta espandendo in modo esponenziale e riceve sempre più attenzione mediatica e, con questa, legittimità. Personalmente, negli ultimi tempi ho visto che il mio fare Cosplay attira più che altro curiosità. Qualche anno fa, prese in giro e perfino insulti non erano certo una cosa rara, ma per fortuna ora non è più così”.

Samuel Anders (“Battlestar Galactica”) ©Daisy Cosplay and Commissions

Qual è il bello dell’essere un cosplayer?
“Sicuramente il Cosplay stimola la creatività, dona forti emozioni e, soprattutto, ti permette di fare amicizia con un sacco di persone che condividono i tuoi interessi. L’ambiente ha i suoi lati negativi e a volte è un po’ troppo distaccato dal resto del mondo, ma sinceramente non riuscirei a farne a meno. Essere cosplayer è uno stile di vita che ci accompagna tutti i giorni. Per esempio, entrando in un negozio di casalingi, noi non vediamo piatti, bicchieri e cianfrusaglie varie per la cucina ma else di spade, parti di scettri, armature, accessori. Insomma, la spinta creativa del cosplay è continua e, per me, è una cosa davvero bellissima.

Consigli e avvertimenti per coloro  che si stanno avvicinando ora a questo mondo?
“Consiglio di divertirsi e godersi ogni momento. Di abbattere ogni timidezza e buttarsi perché le fiere sono un posto dove gente come noi può davvero essere sé stessa anche vestendo i panni di qualcun altro!”

Se siete curiosi di scoprire i personaggi creati e interpretati da Valentino, ecco la sua pagina Facebook

Leggi anche l’intervista a MafaldaStefaniaMario Michele, Marco e a Chris .

Sei un cosplayer? Non esitare, raccontaci cos’è per te il Cosplay, parlaci della tua esperienza, inviaci le tue foto delle tue migliori interpretazioni qui sotto, su FacebookTwitter o G+ 

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