L’arte del Cosplay raccontata dai protagonisti – La parola alla lettrice Tiziana Schirato

Antonella Cabras –

Continua la nostra esplorazione del mondo Cosplay, soprattutto grazie a voi lettori che inviate foto e commenti sulla vostra personale esperienza da cosplayer! Continuate così!

Shainlain (Tenebris rosa alternative version) ©Walter Pellegrini
Shainlain (Tenebris rosa alternative version) ©Walter Pellegrini

Dopo la pausa estiva, si ritorna a parlare di Cosplay, esplorando questo mondo con gli occhi dei protagonisti. La nostra inchiesta continua con la nostra lettrice Tiziana Schirato, abilissima nel creare abiti indimenticabili e prodiga di consigli sull’essere cosplayer.

Come e quando hai sentito parlare di Cosplay per la prima volta?
Pur conoscendo il mondo del cosplay dagli albori, mi ci sono avvicinata in modo più diretto tra il 2006 ed il 2007. Inizialmente, da sola e in seguito con un gruppo di amici. La nostra peculiarità era quella di portare personaggi sconosciuti di un progetto fumettistico italiano poi naufragato per motivi economici ed in seguito, riadattato in un gioco di ruolo online. Sia i nostri costumi che le nostre esibizioni dal vivo avevano un’impronta caratteristicamente teatrale il che ci valse anni fa or sono anche un articolo su uno dei primi tentativi editoriali di rivista Cosplay. Ormai sono già circa tre anni che il gruppo non esiste più ma ho continuato da sola per la mia strada riuscendo anche a prendermi qualche soddisfazione partecipando alle gare: Considerata la mia non più giovanissima età e la stazza, è stato un gran bel traguardo“.

I tuoi personaggi sono ricchi di dettagli. Devi fare molti sacrifici per realizzarli?
“Si, non sono esattamente una passeggiata e dipende molto anche dal tipo di dettaglio. A volte occorre imparare anche nuove tecniche per realizzarli al meglio. A questo bisogna aggiungere il tempo necessario per crearli poiché, anche nel caso si trattasse di particolari abbastanza semplici all’apparenza, è il loro numero a complicare le cose”.

Shainlain (Tenebris rosa version) ©Walter Pellegrini
Shainlain (Tenebris rosa version) ©Walter Pellegrini

Qual è il personaggio che vorresti assolutamente impersonare?
“Se mai riuscissi a risolvere i miei problemi di peso, sicuramente due personaggi. Uno maschile, Capitan Harlock ed uno femminile di Riyoko Ikeda (autrice anche di Lady Oscar), non molto noto al pubblico italiano ossia la zarina Ekaterina“.

Potresti anticipare qualcosa su un personaggio che hai in preparazione?
“Per ora sto lavorando ad un’altra versione di Nadezda A.Zacharina tratta dal gioco di ruolo online Vampire minstrel – Alla Corte dello zar ma spero di potermi levare anche lo sfizio di portare Maria Teresa d’Austria da Lady Oscar“.

Pensi che in Italia ci siano ancora pregiudizi e che circolino stereotipi sul mondo Cosplay?
“Purtroppo si. Anche se le cose sono leggermente migliorate rispetto al passato, l’idea che il Cosplay sia soltanto una carnevalata è ancora piuttosto diffusa. Così come è spesso usato a mò di capro espiatorio verso delle problematiche molto delicate in cui anche una semplice passione per la propria merendina preferita avrebbe potuto scatenare delle reazioni tragiche nel soggetto fragile in questione. Questo però è un problema che tocca anche tantissimi altri campi. Per quanto riguarda le problematiche interne al mondo del Cosplay, da qualche anno a questa parte si è diffusa tra i giovanissimi una visione alquanto distorta dell’essere un cosplayer. Grazie alla popolarità che talvolta possono portare le vittorie nelle gare più prestigiose o la fortuna di risultare potenzialmente dei gradevoli fotomodelli a basso costo sta diventando pensiero comune che praticare il Cosplay possa essere un’arma vincente da utilizzare per una personale rivalsa nei confronti di una vita quotidiana frustrante. Ciò comporta anche degli atteggiamenti sgradevoli nei confronti degli altri appassionati di Cosplay. Per fortuna, per quanto sia impegnativo, si sta cercando di arginare dall’interno questo fenomeno negativo. La competizione deve servire a migliorarsi non a distruggere gli altri, che sia ben chiaro a tutti! Inoltre le gare sono soltanto uno dei tanti aspetti legati a questo hobby, non lo hobby stesso. Un hobby anche piuttosto particolare a dire il vero poiché ha in sé anche delle componenti artistiche se si pensa a tutte le discipline chiamate in causa per la realizzazione di un costume e di tutto ciò che eventualmente occorre di contorno. In effetti, ha anche una forte componente teatrale se si pensa non solo al fatto stesso di emulare un personaggio nel suo aspetto esteriore ma anche nella sua gestualità, nei modi di parlare e di comportarsi in generale“.

Shainlain (Requiem alternative version) ©Walter Pellegrini
Shainlain (Requiem alternative version) ©Walter Pellegrini

C’è una fiera alla quale vorresti partecipare?
“Mi piacerebbe poter visitare il Comic-Con di San Diego anche per un confronto con il diverso modo di vivere il Cosplay che hanno gli americani”.

Cosa rappresenta per te l’essere una cosplayer?
“Per me il Cosplay è sicuramente un hobby, un passatempo piuttosto creativo in quanto abbraccia diverse discipline a me care e la ritengo anche una forma d’arte. Sempre che si stia parlando di Cosplay fatti da se anche se non denigro come fanno molti altri, coloro che se li fanno fare da terzi perché non ancora capaci di fare diversamente. Anche perchè, per quanto possa essere stato confezionato, sei sempre tu che sali sul palco (quando si parla di gare) e devi interpretare il personaggio che hai scelto”.

Aleksej A.Ivanov ©Walter Pellegrini
Aleksej A.Ivanov ©Walter Pellegrini

Parlaci un po’ di te, della tua vita al di fuori del mondo Cosplay e dei tuoi interessi
“Da quando mi sono trasferita a Roma (per amore, il mese prossimo mi sposo) rivesto il ruolo di casalinga ma per anni ho lavorato come collaboratrice di un consulente finanziario e prima ancora come baby sitter. I miei interessi sono molteplici e variano dalla musica al cinema, dall’animazione al fumetto, il tutto spaziando tra i generi più disparati. Amo molto la costumistica e sono appassionata di mitologia nordica. Ah, e ho un amore viscerale per peluche ed action figure”.

Nadezda A.Zacharina (Rosa di San Pietroburgo version) ©Walter Pellegrini
Nadezda A.Zacharina (Rosa di San Pietroburgo version) ©Walter Pellegrini

Cosa consiglieresti a un ragazzo o ragazza che si stia avvicinando ora al mondo Cosplay?
Principalmente di non perdere di vista la realtà delle cose. Il Cosplay è un bellissimo hobby che può davvero dare tanto, può aiutare a stringere nuove amicizie, superare la timidezza, far viaggiare e fare tante nuove esperienze. Può persino essere un valido trampolino per una futura professione purché poi si studi seriamente determinate discipline (falegnameria ,artigianato in generale, sartoria ecc). Ma deve rimanere un hobby da condividere in allegria e con rispetto verso gli altri. Inoltre, come tutti gli hobby, è costoso ragion per cui, se i vostri genitori non possono accontentarvi, non fatene una tragedia, ci saranno altre occasioni. Se siete alle prime armi iniziate con cose semplici o preconfezionate. Fatevi aiutare dai parenti quando possibile o dagli amici. Con impegno e sacrificio, se sarete costanti e ben motivati, anche voi imparerete a realizzare costumi sempre più complessi ma, soprattutto, divertitevi e fate divertire!

Hai un sito o una pagina dove poter curiosare tra le tue creazioni?
Trovate tutto su questa pagina facebook 

Leggi anche l’intervista a MafaldaStefaniaMario Michele, MarcoChris  e a Valentino.

Sei un cosplayer? Non esitare, raccontaci cos’è per te il Cosplay, parlaci della tua esperienza, inviaci le foto delle tue migliori interpretazioni qui sotto, su FacebookTwitter o G+ 

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