“Le confessioni”: un viaggio tra realtà e metafisica

Antonella Cabras –

Distribuito dalla 01 Distribution, il nuovo film di Roberto Andò, una pellicola stupefacente che vi incanterà

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Mettete insieme un ottimo cast internazionale, un regista che sa il fatto suo, una storia misteriosa e intrigante e avrete “Le confessioni“. Dopo il bellissimo “Viva la libertà”, Roberto Andò chiama di nuovo Toni Servillo per interpretare un personaggio attorno al quale ruotano tutti i protagonisti.

Siamo in Germania, in un albergo di lusso dove sta per riunirsi un G8 dei ministri dell’economia pronto ad adottare una manovra segreta che avrà conseguenze molto pesanti per alcuni paesi. Con gli uomini di governo, ci sono anche il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Daniel Roché, e tre ospiti: una celebre scrittrice di libri per bambini, una rock star e un monaco italiano, Roberto Salus. Accade però un fatto tragico e inatteso e la riunione deve essere sospesa. In un clima di dubbio e di paura, i ministri e il monaco ingaggiano una sfida sempre più serrata intorno al segreto. I ministri sospettano infatti che Salus, attraverso la confessione di uno di loro, sia riuscito a sapere della terribile manovra che stanno per varare e lo sollecitano in tutti i modi a dire quello che sa. Ma le cose non vanno così lisce: mentre il monaco – un uomo paradossale e spiazzante, per molti aspetti inafferrabile – si fa custode inamovibile del segreto della confessione, gli uomini di potere, assaliti da rimorsi e incertezze, iniziano a vacillare…

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Vengono qui uniti temi a noi contemporanei dell’ambito socio-economico a quello più sfuggente della metafisica e, perché no, del giallo, visto il mistero attorno al quale i protagonisti dovranno scervellarsi, dubitando di tutti.

Nel film ho cercato una totale adesione al vero, coniugata al misterioso incedere del monaco, un uomo che non si sa da dove venga e dove vada” afferma Andò. “A partire dalla scelta del luogo in cui abbiamo girato, un albergo a Heilingendamm, in Germania, ho cercato un realismo che potesse dar conto dell’aspetto intimo e sfuggente del potere. Ho cercato un luogo dove esterno e interno si confondessero. Un luogo che, suo malgrado, fosse di suspense, dove potesse accadere qualcosa di moralmente rilevante“.

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Il punto di forza della pellicola è senza dubbio la coralità di grandi attori al servizio della storia. Come già accennato, un sempre in forma Toni Servillo è il perno della vicenda. “Salus è un visitatore, un uomo di cui non si sa nulla e che, per caso o per necessità, si trova a contatto con le certezze del potere, al centro del segreto che nutre il potere stesso. Un personaggio che è in grado di sgretolare queste certezze col suo semplice passaggio silenzioso” dice il regista e aggiunge, “si può dire che il protagonista del mio film appartenga, come il Gesù di cui parla Dostoevskij, alla schiera dei disturbatori“. Salus è in qualche modo ambiguo, non rivela niente, è come se fosse uno spettatore passivo delle cose che lo circondano.

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A fare da contraltare al monaco c’è Daniel Roché interpretato da Daniel Auteuil. “Rochè lo si può invece descrivere come un demiurgo che muove i destini di un regno impenetrabile e oscuro, quello dell’economia. L’emblema di un culto al tramonto, quello di un potere che ha iniziato a navigare senza rotta” descrive Andò.

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L’attrice danese Connie Nielsen (nota al grande pubblico per “Il gladiatore” di Ridley Scott), riveste il ruolo della scrittrice di libri per bambini Claire Seth e afferma “Quando ho letto il copione ho capito subito che si parlava appunto di problemi veri di oggi ma senza essere una specie di piattaforma propagandistica affatto, anzi“.

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Il regista esprime soddisfazione nei confronti del cast, del quale fanno parte, tra gli altri, anche Pierfrancesco Favino, Richard Sammel e Lambert Wilson: “È un gruppo di attori di prima grandezza quello che interpreta il film. Erano tutti molto contenti di partecipare  e hanno lavorato con una generosità e una dedizione straordinarie. Durante le riprese hanno vissuto tutti nello stesso albergo ed è stato facile far nascere tra loro una speciale atmosfera di comunione“.

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A dare quel tocco in più alla pellicola abbiamo le musiche di Nicola Piovani. Il compositore afferma: “La musica è stata registrata con un metodo fra i più tradizionali, cioè con l’orchestra che suona dal vivo mentre davanti agli occhi del direttore e del regista scorrono le immagini delle sequenze del film. Questo vecchio metodo è ancora, secondo me, uno dei più affidabili, quello che più permette alla musica – al compositore, al direttore d’orchestra, ai musicisti esecutori – di seguire passo passo la narrazione, il ritmo, il montaggio, e permette alle partiture di adeguarsi alla regia del film“.

L’atmosfera del film è rarefatta, impalpabile e sottolinea un alone enigmatico che pervade la storia. Il tempo pare quasi essersi fermato e le riprese paiono quasi immobili, quasi a sintonizzarsi col tempo interiore del monaco Salus ed è a lui che lo spettatore deve riferirsi per cercare di seguire la presa di coscienza dei personaggi.

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