Le Langhe di Cesare Pavese, Patrimonio dell’Umanità

Federica Spagone – Foto Toni Spagone /Realy Easy Star – 

Un itinerario nelle Langhe di Cesare Pavese, in occasione del riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità, da parte del comitato dell’UNESCO,  insieme ai territori di Roero e Monferrato 

Vigneti Presso Castino  © Toni Spagone - Realy Easy Star
Vigneti Presso Castino
© Toni Spagone – Realy Easy Star

“Tu sei come una terra
che nessuno ha mai detto.
Tu non attendi nulla
se non la parola
che sgorgherà dal fondo
come un frutto tra i rami.
C’è un vento che ti giunge.
Cose secche e rimorte
t’ingombrano e vanno nel vento
Membra e parole antiche.
Tu tremi nell’estate”
Cesare Pavese
20 ottobre 1945

Leggo questi versi e inizio a ricordare le Langhe, quelle terre piene di cultura, quelle colline cariche di colori e quei lunghi vigneti ricolmi di uve pregiate. E’ da molto che non faccio un giro in questi luoghi, che sono diventati Patrimonio Mondiale dell’Umanità solo da una settimana. L’UNESCO li definisce “un esempio eccezionale di interazione dell’uomo con il suo ambiente naturale” e questa frase così semplice ma così veritiera, mi riporta alla mente l’immagine vista da bambina di alcune donne in mezzo ai filari, che sotto il sole vendemmiano instancabili, ma con il sorriso sulle labbra. Decido di tornare tra quei vigneti e decido di farlo accompagnata dai libri di Cesare Pavese, per guardare con gli occhi del poeta il territorio a lui caro, per viverlo e contemplarlo come lo vivrebbe lui.

Immagini primordiali … mi si sono dischiuse in questi luoghi, anzi in questo luogo, a un certo bivio dove c’è una gran casa, con un cancello rosso che stride, con un terrazzo dove ricadeva il verderame che si dava alla terra e io ne avevo sempre le ginocchia sporche” (1942 – Cesare Pavese a Fernanda Pivano). Parto da dove tutto è iniziato, proprio in questa “gran casa”, il cascinale di San Sebastiano, dove nel 1908 nacque il poeta; oggi sede di un museo a lui dedicato. Aggirarsi tra le stanze della casa-museo mi regala strane sensazioni, sembra che tutto si sia fermato e mi aspetto che da un momento all’altro entri Pavese, per sedersi alla sua scrivania e scrivere qualche verso, o per affacciarsi dalla piccola porta finestra che da sulla Valle del Belbo, per contemplare l’orizzonte.

Stefano Belbo,  casa di Cesare Pavese  © Toni Spagone - Realy Easy Star
Stefano Belbo, casa di Cesare Pavese
© Toni Spagone – Realy Easy Star

Dalla finestra non si vede la Gaminella, ma mi dicono che per vederla non devo fare molta strada, decido così di raggiungerla a piedi, attraverso un sentiero erboso costeggiato da rigogliosi pini. Sono immersa nella natura, la quiete mi circonda e poi ecco all’improvviso, con i colori accesi dell’estate, la Gaminella de “La Luna e i Falò”. “Mentre parlava, io mi vedevo Gaminella in faccia, che a quell’altezza sembrava più grossa ancora, una collina come un pianeta, e di qui si distinguevano pianori, albereti, stradine che non avevo mai visto. Un giorno, pensai, bisogna che saliamo lassù. Anche questo fa parte del mondo” Una collina come un pianeta, solo adesso riesco a cogliere a pieno il senso di quest’immagine perché la Gaminella riempie il tuo sguardo, il tuo orizzonte e porta la tua mente a desiderare di conoscere tutto di quel luogo così suggestivo. Mi guardo attorno e mi è impossibile non notare poi l’imponente collina di Moncucco, il colle dei “Mari del Sud”, che sovrasta tutta la valle del Belbo ed è punto panoramico per eccellenza.

Collina della Gaminella   © Toni Spagone - Realy Easy Star
Collina della Gaminella
© Toni Spagone – Realy Easy Star

Torno sui miei passi per raggiungere la “finestra sul mondo”, la casa di “Nuto” (Pinolo Scaglione), fedele e caro amico del poeta. Imbocco quindi lo stradone che conduce a Canelli, raggiungo la località Piana, e la casa laboratorio, recentemente restaurata, oggi anch’essa museo. All’interno posso ammirare la lavorazione artigiana del legno ma anche molti oggetti, scritti e fotografie di Pavese. Alle spalle dell’edifico patronale, “con le creste, coi grandi prati che sparivano sulle cime” riconosco la celebre collina del Salto, molto più aspra della Gaminella, ma altrettanto fascinosa e poi, guardando con attenzione tra i platani, scorgo anche l’inconsueta architettura della rossa palazzina del Nido.

la Casa di Nuto   © Toni Spagone - Realy Easy Star
la Casa di Nuto
© Toni Spagone – Realy Easy Star

Prima di lasciare il paese non posso non sedermi sulla panchina della stazione, luogo di partenza e di arrivo dei personaggi di Pavese. Li immagino salire e scendere dal treno, che qui ormai passa molto di rado, ricchi di storie da raccontare e di speranze. Storicamente interessante la Torre che domina il centro abitato, reminiscenza dell’antico castello medievale.

Prendo la mountain bike, costeggiando il torrente Belbo e attraversando una piana circondata da lunghe file di pioppi, giungo a Cossano Belbo, dove, ne “La Luna e i Falò, andarono ad abitare i genitori adottivi di Anguilla. All’inizio del paese, ritrovo la Fontana dello Scorrone, che Pavese chiama “Scarrone” e mi soffermo solo qualche minuto e poi riparto per raggiungere la chiesa della Madonna della Rovere, situata in un punto panoramico, dov’è possibile ammirare Camo e l’intera vallata. Da qui il panorama è mozzafiato e capisco anche perché Cossano, sia un luogo caro anche allo scrittore Beppe Fenoglio.

La Fontana di Scorrone, frazione di Castino   © Toni Spagone - Realy Easy Star
La Fontana di Scorrone, frazione di Castino
© Toni Spagone – Realy Easy Star

Ultima tappa del mio itinerario è il muricciolo di Castino “un paese sempre battuto da un vento frizzante e di là si vedono fumi lontani, piccini, nei vapori. Verso sera, specialmente, pare di essere in cielo”. Mi siedo sulla fredda pietra, ancora intatta, ricordando i racconti giovanili di “Ciau Masino”. Proprio qui dove sono io, l’autore era solito sostare e conversare con qualche amico. Da questa prospettiva vedo la valle con i suoi occhi e mi godo la fresca brezza.

Vigneti presso la frazione San Martino sulla strada per Castino © Toni Spagone - Realy Easy Star
Vigneti presso la frazione San Martino sulla strada per Castino
© Toni Spagone – Realy Easy Star

E’ giunto il tramonto e prima di tornare dove tutto è iniziato, osservo ancora una volta l’orizzonte. Immersa nella natura e nel silenzio, contemplo la poesia attorno a me.

 

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