L’ottavo film di Tarantino all’insegna del western, della politica e della violenza

Antonella Cabras –

Dal 4 febbraio al cinema “The Hateful Eight”, distribuito dalla 01 Distrbution, ultima fatica di uno dei registi più acclamati e contestati della settima arte

La nuova pellicola di Quentin Tarantino sbarca in Italia con varie polemiche già all’attivo, ma si sa, il regista americano fa sempre esattamente ciò che gli pare e non sembra per niente scalfito dalle critiche piovutegli addosso per questo suo ultimo film. Tanto per citarne alcune, la polizia statunitense ha boicottato l’ha boicottato perché Tarantino ha manifestato contro le violenze dei poliziotti e alcuni critici hanno rimproverato al regista il fatto di aver sottolineato fin troppo la violenza nei confronti dell’unico personaggio femminile del film.

Lungi dal seguire ogni polemica che inevitabilmente accompagna i film di Tarantino, The Hateful Eight si conferma un buon prodotto che mischia vari generi: western (tanto amato dal regista, specialmente la variante “spaghetti western” all’italiana), politica, un pizzico di horror e del giallo alla Agatha Christie. Il tutto condito, inutile specificarlo, da dei dialoghi brillanti tipici delle sceneggiature tarantiniane e dalla musica del maestro Ennio Morricone, colonna sonora che si è già aggiudicata il Golden Globe (il terzo della sua carriera) e una nomination agli Oscar.

 

KURT RUSSELL and SAMUEL L. JACKSON star in THE HATEFUL EIGHT. Photo: Andrew Cooper, SMPSP © 2015 The Weinstein Company. All Rights Reserved.
Kurt Russell e Samuel L. Jackson
Photo: Andrew Cooper, SMPSP
© 2015 The Weinstein Company. All Rights Reserved.

The Hateful Eight ha fatto il suo esordio il 19 aprile 2014 con una lettura dal vivo della sceneggiatura a favore di Film Independent, un’organizzazione no-profit che sostiene i cineasti indipendenti e tale prova è stata simile ad un’esperienza teatrale, cosa adattissima allo spirito del film che sembra girato veramente su un palcoscenico. Anche se Tarantino aveva pensato alla lettura come a un evento unico a sé stante, l’incredibile successo che ha riscosso lo ha convinto a ripensare di trasformarlo in un film.

Per la produzione del film, il regista è tornato a lavorare con i produttori Richard N. Gladstein (produttore esecutivo di  Le Iene, Pulp Fiction e Jackie Brown), Stacey Sher (produttore esecutivo di Pulp Fiction e produttore di Django Unchained) e Shannon McIntosh (produttore esecutivo di Django Unchained e Grindhouse – A prova di morte). Tutti coloro che hanno partecipato alla lettura pubblica della sceneggiatura hanno sentito Tarantino affermare, più di una volta, che The Hateful Eight sarebbe stato girato con il “glorioso 70mm”. Ma il regista ha compiuto un ulteriore passo: ha scelto di filmare con il bellissimo formato chiamato Ultra Panavision 70, da tempo abbandonato. “Per cogliere quel desolato paesaggio western, la neve, la bellezza di quelle locations, il 70mm sarebbe stato perfetto”, dice Tarantino, sottolineando anche che quel formato aggiunge intensità agli interni del film. “Sono convinto che questi grandi formati permettano una maggiore intimità, ti fanno stare più vicino ai personaggi, ti portano dentro la scena. Non penso che sia un formato adatto solamente ai documentari di viaggio”.

La storia è presto detta. Qualche anno dopo la Guerra civile, una diligenza corre attraverso il Wyoming innevato. I passeggeri, il cacciatore di taglie John Ruth (Kurt Russell) e la donna che ha catturato, Daisy Domergue (Jennifer Jason Leigh), sono diretti verso la città di Red Rock dove Ruth, chiamato da quelle parti “Il Boia”, consegnerà Domergue nelle mani della giustizia. Lungo la strada incontrano due sconosciuti: il maggiore Marquis Warren (Samuel L. Jackson), un ex soldato nero dell’Unione diventato uno spietato cacciatore di taglie, e Chris Mannix (Walton Goggins), un rinnegato del Sud che sostiene di essere il nuovo sceriffo della città. A causa di una bufera di neve, Ruth, Domergue, Warren e Mannix cercano rifugio nell’emporio di Minnie, una stazione di posta per le diligenze tra le montagne. Quando arrivano, non trovano la proprietaria, ma quattro facce sconosciute. Bob (Demian Bichir), che si occupa del rifugio mentre Minnie è in visita alla madre; Oswaldo Mobray (Tim Roth), il Boia di Red Rock; il mandriano Joe Gage (Michael Madsen) e il Generale confederato Sanford Smithers (Bruce Dern). Mentre infuria la tempesta, i nostri otto viaggiatori scopriranno che forse nessuno di loro riuscirà mai ad arrivare a Red Rock…

Kurt Russel Photo: Andrew Cooper, SMPSP © 2015 The Weinstein Company. All Rights Reserved.
Kurt Russel
Photo: Andrew Cooper, SMPSP
© 2015 The Weinstein Company. All Rights Reserved.

In questa pellicola sono presenti vari attori che hanno già lavorato con Tarantino, come ad esempio Kurt Russell. “Quando John cattura un fuorilegge, si assicura che subisca un processo, sia giudicato, condannato e infine impiccato. Aspetta e controlla che sia impiccato. È diventato famoso per la sua propensione per la giustizia”, spiega Russell. Il suo “Boia” è un personaggio risoluto e duro che cercherà di affrontare al meglio la strana situazione nella quale si troverà assieme alla sua prigioniera.

Jennifer Jason Leigh Photo: Andrew Cooper, SMPSP © 2015 The Weinstein Company. All Rights Reserved.
Jennifer Jason Leigh
Photo: Andrew Cooper, SMPSP
© 2015 The Weinstein Company. All Rights Reserved.

Il suo personaggio e quello di Jennifer Jason Leigh (candidata agli Oscar come miglior attrice non protagonista), sono quasi sempre ammanettati insieme poiché “il Boia” non si fida della Domergue, pericolosa e famigerata criminale. “Il mio personaggio non ha paura di niente, è una donna determinata e coraggiosa, un po’ animalesca per certi aspetti” riassume perfettamente l’attrice “Daisy è dura e un po’ ferina, ma tutti i personaggi hanno una loro etica e il loro punto debole”.

Samuel L Jackson Photo: Andrew Cooper, SMPSP © 2015 The Weinstein Company. All Rights Reserved.
Samuel L Jackson Photo: Andrew Cooper, SMPSP
© 2015 The Weinstein Company. All Rights Reserved.

Un altro attore della scuderia tarantiniana è Samuel L. Jackson che nel film regala una performance straordinaria. “Il maggiore Warren è un ex soldato di cavalleria, un ex schiavo, che ha preso parte alla guerra per uccidere. Ed è ancora così. È più intelligente di quanto pensino molti. Non è un uomo di poche parole, è un uomo di molte parole, ma le usa solo quando ne ha bisogno. È piuttosto veloce con il grilletto, è più facile che ti uccida che ti parli”, dice Jackson del suo personaggio. Nella pellicola è presente una sorta di suo monologo pieno di ironia e sarcasmo che da solo vale la visione del film.

THE HATEFUL EIGHTNel corso del loro viaggio, Warren, Ruth, Domergue incontrano Chris Mannix, interpretato da Walton Goggins. Goggins commenta: “Se vogliamo arrivare alla versione più essenziale, Chris Mannix è una persona che viaggia nel mezzo di una tempesta. È un conduttore di negatività, quello che accende un cerino in una stanza, si allontana e scoppia un incendio”.

foto-the-hateful-eight-14-lowTra i personaggi incontrati all’emporio di Minnie troviamo Joe Gage, interpretato da Michael Madsen (altro attore tarantiniano), personaggio che pare più defilato rispetto agli altri ma che forse avrà qualcosa da rivelare nel corso della vicenda.

Tim Roth, Kurt Russell e Jennifer Jason Leigh Photo: Andrew Cooper, SMPSP © 2015 The Weinstein Company. All Rights Reserved.
Tim Roth, Kurt Russell e Jennifer Jason Leigh
Photo: Andrew Cooper, SMPSP
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Al suo fianco c’è Oswaldo, il boia inglese di Red Rock, interpretato da Tim Roth: Oswaldo è un personaggio colto e un po’ sopra le righe. Roth ha apprezzato molto la possibilità di recitare ancora dialoghi di Tarantino.Quentin scrive come nessuno altro. I brutti dialoghi sono difficili da imparare, perché la tua mente in qualche modo si ribella, si rifiuta. Invece qui tutto va liscio come la seta. Lui scrive con te in mente, ma anche se tu poi interpreti un altro ruolo, tutto fila liscio ugualmente”.

Bruce Dern Photo: Andrew Cooper, SMPSP © 2015 The Weinstein Company. All Rights Reserved.
Bruce Dern
Photo: Andrew Cooper, SMPSP
© 2015 The Weinstein Company. All Rights Reserved.

Bruce Dern interpreta il generale confederato Sanford Smithers. “Lui è il rappresentante di un periodo che non esiste più. È fuori del tempo. Cerca di capire cosa fare di ciò che rimane della sua vita. La moglie è morta, la guerra è finita, il figlio è sparito. È il personaggio più onesto sulla sua provenienza e sul suo obiettivo”, dice Dern.

Photo: Andrew Cooper, SMPSP © 2015 The Weinstein Company. All Rights Reserved.
Photo: Andrew Cooper, SMPSP
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Come già anticipato, la politica è uno dei temi centrali del film poiché sono rappresentate varie tipologie umane e sociali e poco importa se si parla dell’America dell’Ottocento; la vicenda potrebbe benissimo essere rappresentata ai giorni nostri. Pensiamo all’odio razziale purtroppo ancora ben presente nella nostra società quindi il personaggio di Samuel L. Jackson, tanto odiato e messo da parte dai bianchi, potrebbe essere attuale anche adesso.

foto-the-hateful-eight-19-lowOppure pensiamo all’unico personaggio femminile: maltrattato e discriminato solo per il suo sesso, anche se la Domergue è molto scaltra e pericolosa. Tarantino mette in scena la discriminazione di per sé, verso qualunque sesso o colore che sia.

(L-R) Kurt Russell, Jennifer Jason leight e e Bruce Dern Photo: Andrew Cooper, SMPSP © 2015 The Weinstein Company. All Rights Reserved.
(L-R) Kurt Russell, Jennifer Jason leight e e Bruce Dern
Photo: Andrew Cooper, SMPSP
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La nota thriller è data dagli stessi otto protagonisti del titolo: forse mentono sulle loro identità o forse dicono la verità e tutto ciò innescherà una catena di azioni e conseguenze dagli esiti altamente improbabili. Lo spettatore assiste a tutto ciò con la curiosità di voler arrivare alla fine per svelare finalmente la realtà delle cose celata dai personaggi chiusi tutti in una stessa stanza (da qui il paragone azzeccato con “Dieci piccoli indiani” della Christie). Personaggi non certo amabili e soprattutto che odiano e disprezzano a prescindere: ecco il perché dell’hateful del titolo.

Jennifer Jason Leigh Photo: Andrew Cooper, SMPSP © 2015 The Weinstein Company. All Rights Reserved.
Jennifer Jason Leigh
Photo: Andrew Cooper, SMPSP
© 2015 The Weinstein Company. All Rights Reserved.

La particolarità di Quentin Tarantino è quella di spiazzare, sempre, perché ogni volta che annuncia un suo nuovo film vengono scritte e dette tante cose e poi dopo solo il primo fotogramma della pellicola si capisce di essersi sbagliati di grosso e che il regista ha ideato un prodotto lontanissimo dagli stereotipi e aspettative degli spettatori. In “The Hateful Eight” il regista fa di tutto per farci odiare i suoi personaggi ma lo spettatore li segue comunque perché non può farne a meno, soggiogato dai fiumi di parole partoriti dalla mente di Tarantino, parole che ammaliano, confondono e spiazzano.

Consigliamo la visione nella versione 70mm perché è una vera e propria modalità di visione alternativa del film con effetti sbalorditivi.

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