L’ultima Parola – La Vera Storia di Dalton Trumbo, uno dei maggiori sceneggiatori di Hollywood

Antonella Cabras –

Nelle sale italiane dall’11 febbraio, distribuito dalla Eagle Pictures, il nuovo film di Jay Roch con protagonista Bryan Cranston

lultima-parola-posterIn corsa ai prossimi Oscar contro i grandi di Hollywood: il cinquantottenne Bryan Cranston figura tra i candidati come miglior attore protagonista e la sua  candidatura è più che meritata. L’esito degli Oscar sembra scontato (pare che questo sia l’anno di DiCaprio), ma mai dire mai.
La verità è che Cranston non deve temere rivali e la sua performance nel nuovo film di Jay Roach è magistrale. Il ruolo che l’ha reso famoso, ossia quello di Walter White nella serie televisiva capolavoro “Breaking Bad” non ha intaccato di certo la sua credibilità cinematografica.

 

STILL-09Cominciamo col dire che il film si basa sul libro “Dalton Trumbo” di Bruce Cook ed è stato scritto da John McNamara. La pellicola mostra i retroscena della grande industria hollywoodiana e si focalizza soprattutto sugli sceneggiatori in un periodo molto particolare per gli Stati Uniti, ossia il cosiddetto “maccartismo”.  Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, mentre i rapporti tra gli Stati Uniti e la Russia si deterioravano e la paura della “Minaccia Rossa” raggiungeva livelli  senza precedenti, il Comitato per le Attività Antiamericane (HUAC) investigava su decine di migliaia di americani, sospettati di essere dei simpatizzanti comunisti.  Professori, soldati, imprenditori edili, impiegati statali e tanti altri persero il lavoro, la reputazione e anche le famiglie, mentre sospetto e paranoia si diffondevano nella nazione.
Il film di Jay Roach racconta la vera storia di Dalton Trumbo, uno degli sceneggiatori hollywoodiani più talentuosi degli anni Quaranta e Cinquanta (suoi gli script di “Ben Hur”, “Vacanze romane” e “Spartaco”) e vincitore di ben due premi Oscar e inserito nella lista nera a causa del suo essere comunista. Trumbo venne arrestato, umiliato pubblicamente e condannato, ma continuò comunque a scrivere sceneggiatore sotto falso nome e potè agire in questo modo anche grazie alla  protezione di vari registi e attori.

La pellicola, dunque, racconta di come Dalton, grazie alle sue parole e alla brillante intelligenza, vinse due Oscar e smascherò l’assurdità e l’ingiustizia insite nelle liste di proscrizione che, in quel periodo, travolsero tutti; dalla giornalista di gossip Hedda Hopper (Helen Mirren) a John Wayne, Kirk Douglas e Otto Preminger.

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Dalton Trumbo era un vivace aneddotista, un uomo che sapeva di attirare l’attenzione in ogni luogo in cui entrava e questo gli piaceva. Ambizioso e con un alto tenore di vita, era un insieme di contraddizioni che i filmmaker erano ansiosi di ritrarre accuratamente sullo schermo. “Che sia il ruolo di Breaking Bad o la sua performance come Lyndon Johnson (nello spettacolo di Broadway All the Way), o quella del papà in Malcolm in the  Middle, Bryan Cranston mostra un’intensità che è perfetta per Dalton Trumbo”, dice Roach.
Dal canto suo, l’attore aderisce perfettamente al personaggio e lo fa suo in ogni sfumatura, a partire dal suo lavoro, dalle sue convinzioni politiche e dal suo rapporto (spesso disastroso), con la famiglia. Per chiunque voglia conoscere meglio Trumbo, Cranston suggerisce di guardare i film che scrisse. “Se si facesse una retrospettiva dei suoi film, si vedrebbe che non esiste un messaggio pericoloso o sovversivo in nessuno di loro” dice Cranston. “Amava il suo paese. Pensava che potesse migliorare ancora. E nel film afferma: ‘Tutti abbiamo il diritto di sbagliare’. Permettere a tutti la libertà di sbagliare è l’essenza dell’americanismo”.

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Il film esplora vari aspetti della vita di Trumbo. Partendo da Hollywood, per rappresentare le opinioni e il destino di alcuni dei membri dei “Dieci di Hollywood”, McNamara ha inserito personaggi aggiuntivi, incluso quello composito di Arlen Hird, basato su diversi scrittori che furono proscritti. Il personaggio di Arlen Hird è interpretato dall’attore comico, scrittore e regista Louis C.K. il quale porta sullo schermo una figura carismatica, un comunista militante e molto attivo rispetto a Trumbo.

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Non è solo Loius C.K.a spiccare in un cast decisamente di alto livello. Nella pellicola compare la già citata Helen Mirren, cinica e volutamente caricaturale columinst specializzata in gossip che lotta con tutte le sue forze contro la minaccia rossa, scontrandosi più volte con Trumbo.

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Dalla parte di Trumbo, come già anticipato, vi furono diverse personalità di spicco del jet set hollywoodiano. Ricordiamo il produttore di b-movie Frank King interpretato dall’ottimo John Goodman, sempre disposto a coprire le spalle a Trumbo in cambio di sceneggiature originali. Roach dichiara che King è diventato un eroe di quel periodo, in maniera del tutto casuale: “Lui e i suoi fratelli assumevano gli scrittori banditi, riuscendo a ottenere sceneggiature da alcuni dei più talentuosi sceneggiatori americani, a prezzi stracciati. Se scrivere sotto pseudonimo per loro voleva dire sbarcare il lunario, questo era un pensiero secondario”.

Ovviamente, trattandosi di Hollywood, non potevano mancare alcuni attori molto famosi all’epoca, quali John Wayne, Kirk Douglas ed Edward G. Robinson. Il primo fui apertamente ostile a Trumbo, il secondo invece lo aiutò e lo volle a tutti i costi per la sceneggiatura di “Spartaco” mentre il terzo fu un vile doppiogiochista, inizialmente affiliato a Trumbo e agli altri sceneggiatori condannati, ma poi impaurito e deciso a cambiar rotta pur di salvaguardare il suo lavoro.

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Uno degli aspetti più interessanti della vicenda narrata nel film è il rapporto di Trumbo con la famiglia, ossia la moglie e le figlie. Diane Lane interpreta la moglie Cleo, la parte emotiva della coppia, sempre pronta ad appoggiare il marito anche quando lui si comportava in maniera meschina con le figlie a causa delle pressioni sul lavoro.

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Particolarmente intensa l’interpretazione di Elle Fanning nel ruolo di Niki, una delle figlie di Trumbo, tant’è che la vera Niki si è complimentata con la Fanning. Forse Niki è colei che ha maggiormente sofferto delle manie di ambizione del padre, il quale spesso rifiutava anche solo di festeggiare il compleanno della figlia pur di non perdere il ritmo della scrittura di una nuova sceneggiatura.

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Il punto di forza della pellicola sta proprio nel cast e, inutile dirlo, nel carisma del protagonista, il quale da solo vale il prezzo del biglietto. Un film nel film, visto che si esplorano i meandri della Hollywood più nascosta, quella delle storie fuori dal set, quando le luci si spengono e le verità vengono svelate. Trumbo è stato un personaggio emblematico, pur con tutti i suoi difetti ed è un bene che lo si venga a conoscere attraverso libri e film perché è riuscito a portare alla luce tutte le insidie nascoste dietro la dorata facciata dell’industria cinematografica più potente al mondo. Il film riesce ad emozionare e appassionare, soprattutto grazie a Bryan Cranston e al suo immenso talento.

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