Lux: lo strampalato affresco della provincia Italiana

Paola Boni –

L’ironico romanzo di Claudio Calzana edito da Giunti Editore, racconta l’Italia e il cinema con un affresco strampalato e ricco di storie

lux 1 Dal linguaggio scoppiettante e ricco di humor Lux, edito da Giunti Editore, è il terzo romanzo di Claudio Calzana.  L’autore bergamasco, dopo il suo esordio con “Il sorriso del conte”, con questa sua ultima fatica, riprende in parte le fila di “Esperia” (sua seconda opera), dipingendo un affresco strampalato dell’Italia degli anni venti.  L’autore guarda alla provincia bergamasca con malinconia e affetto, lo stesso affetto che utilizza per narrare le vicissitudini e i rapporti di  Dante e Carlo Milesi, Romeo Scotti e Spiridione Curnis i quattro amici protagonisti della vicenda accomunati dalla grande passione per il cinema.

Bergamo, 1919. Quattro amici d’annata: i fratelli Milesi, Dante e Carlo, rispettivamente meccanico e fornaio, Romeo Scotti, fotografo, e Spiridione Curnis, ciclista anzi “biciclista” e spacciatore di vino da messa, decidono di imbarcarsi in una nuova avventura. L’antefatto data 1906, quando Buffalo Bill nega la rivincita al Curnis, sconfitto nel 1894 dall’eroe americano, lui a cavallo e il Curnis in sella al suo bicicletto. Non c’era storia. Così in quel lontano 1906, i quattro amici decidono per vendetta di derubare il circo di Buffalo Bill, ma il malloppo sarà sottratto solo dal Curnis e dalla sua bella, (Elen)Ona in fuga d’amore a Parigi. Adesso che il Curnis è tornato con un borsone nero, gli amici sperano, ma invece dentro la borsa ci sono solo delle bobine di film e con loro il sogno del sinemà. Aprire un cinema a Bergamo, uno dei primi, nella economica periferia, fare sognare tutti davanti al lenzuolo bianco. I film, anzi le film, al femminile, sono muti, serve allora un pianista e anche qualcuno che gli racconti le film: sarà Esperia, la figlia giovane e bella di Dante, che porta il nome di un’automobile e di una stella.

Dai toni scoppiettanti e leggeri, divertenti e ironici seppur profondi e per niente retorici, l’opera di Calzana è uno spaccato ricco di storie e umanità, capace di dare vita a personaggi dalla comicità naturale e imprevedibile.

Con chiari riferimenti a Piero Chiara e Andrea Vitali, passando dal grande cinema di Mario Monicelli, Lux parla della settima arte, ma allo stesso tempo, rimanda alla tradizione letteraria nostrana, a un bacino di storie e individui che fanno parte dell’immaginario di molte generazioni. Una rappresentazione della vita quotidiana, di beghe, amori, sogni e imprese che rappresentano una caratteristica peculiare del nostro territorio e del nostro passato.

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