Neorealismo. Lo splendore del vero nell’Italia del Dopoguerra

Francesca Palumbo –

Parte a Torino il progetto dedicato al Neorealismo, per raccontare questa corrente che ha lasciato profonde tracce nel nostro presente e nell’immaginario collettivo. Da aprile a novembre 2015

neorealismoNell’ambito di Torino per Expo Milano 2015, al via oggi un’iniziativa decisamente interessante per rendere omaggio al Neorealismo italiano: “Neorealismo. Lo splendore del vero nell’Italia del Dopoguerra. Cinema, fotografia, letteratura, musica, teatro”.

Il progetto è ideato e realizzato dal Museo Nazionale del Cinema, in collaborazione con il Palazzo Madama, Camera-Centro Italiano per la Fotografia, Il Circolo dei lettori, la Fondazione del Teatro Stabile di Torino, FolkClub, la Scuola Holden e l’Università degli Studi di Torino-Dams.
L’idea alla base è quella di offrire una rilettura del fenomeno come esperienza estetica più rappresentativa e importante del ‘900 italiano.
Partendo dal mondo del cinema infatti, il neorealismo ha saputo farsi strada diventando un importante fattore d’influenza per tutte le forme espressive e artistiche del nostro paese, fino al suo impiego e utilizzo anche nell’arte contemporanea mondiale e non solo italiana.
L’intero progetto si snoderà tra aprile e novembre 2015 con eventi, spettacoli, mostre, concerti e incontri su questo periodo storico che ha lasciato il segno.

Ecco come sarà strutturato il calendario degli appuntamenti:

Mostra al Palazzo Madama. Federico Patellani, Puglia, 1947
Mostra al Palazzo Madama. Federico Patellani, Puglia, 1947

Fino al 13 settembre presso Palazzo Madama, si terrà la mostra su Federico Patellani, il primo fotogiornalista italiano, uno tra i più importanti fotografi del XX secolo. La mostra conterrà circa 90 fotografie dell’artista a partire dalla Seconda Guerra Mondiale, sino agli anni ’60.

Il 12 e 13 maggio la Fondazione Teatro Stabile di Torino presenterà alle Fonderie Limone un progetto a cura di Valter Molasti nell’ambito del ciclo I segreti di Milano (L’Arialda e la Maria Brasca) di Giovanni Testori. Insieme con gli allievi dell’ultimo anno della Scuola per Attori, verrà messo in scena un quadro desolante e realistico della Milano delle periferie del secondo dopoguerra, sempre nell’ambito delle profonde trasformazioni della società italiana in questo periodo storico.

Dal 4 giugno al 29 novembre, il Museo Nazionale del Cinema presenterà: “Cinema neorealista. Lo splendore del vero nell’Italia del dopoguerra”. Attraverso fotogrammi, documenti storici e parti dei film che hanno fatto la storia del nostro paese verrà ripercorsa la storia del cinema neorealista a partire dall’opera “Roma città aperta” di Roberto Rossellini.

Mostra la Museo Nazionale del Cinema. Immagine da "Roma città aperta" di Rossellini
Mostra la Museo Nazionale del Cinema. Immagine da “Roma città aperta” di Rossellini

I giorni 19 e 20 settembre, la Scuola Holden organizzerà un insieme di letture per ricordare Beppe Fenoglio e Natalia Ginzburg, che seppero lasciare un segno indelebile nel Neorealismo italiano.

Il 7, 14, 21 e 28 ottobre presso il Circolo dei Lettori si terranno gli incontri “Conversazioni sul Neorealismo”. Quattro incontri con altrettanti scrittori italiani che rileggeranno le pagine fondamentali della letteratura neorealista.

Il 9 e il 30 ottobre, il FolkClub ospiterà “Cantare la realtà”, due concerti dedicati alla musica applicata alla realtà.
Per concludere, sempre nel mese di ottobre, Camera – Centro Italiano per la Fotografia ha in programma un ciclo di approfondimenti fotografici sul tema, “Incontri: fotografia e neorealismo. Storie, documenti e visioni del dopoguerra italiano”.

Mentre, dal 17 al 19 novembre, l’Università di Torino e il Dams ospiteranno il convegno internazionale “Intorno al Neorealismo: voci, contesti, linguaggi e culture dell’Italia del dopoguerra”, riflessione estetica e socio-culturale del fenomeno neorealista.

Tra i tanti eventi in cui Torino sarà coinvolta in questi mesi, sicuramente, questa iniziativa non è da dimenticare e saprà coinvolgere i sia i cittadini che i turisti. 

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