Oliver Stone: “Snowden” e il caso di un (anti)eroe moderno

Antonella Cabras –

Dal 24 novembre, distribuito dalla BiM Distribuzione, arriverà in sala il nuovo film di uno dei registi più impegnati e apprezzati della settima arte

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Che ad Oliver Stone piaccia giocare a carte scoperte, si sa da sempre. Il regista tre volte premio Oscar non le manda certo a dire, cinematograficamente parlando: ci ha raccontato la guerra e i suoi orrori, ci ha rivelato il lato oscuro di Wall Street e quello della natura umana, quindi perché non raccontare di un eroe (se così vogliamo chiamarlo), dei tempi moderni come Edward Snowden?

La pellicola di Stone pare indirizzare lo spettatore proprio verso il considerare Snowden un eroe, un pilastro di onestà anti corruzione della nostra era digitale. Che siate d’accordo o meno, dovrete riconoscere che il regista mette mano ad una delle più intricate e famose vicende degli ultimi anni e ne tira fuori il ritratto a tutto tondo di un personaggio controverso (per alcuni) e coraggioso (per molti).

Nel 2013 Edward Snowden (Joseph Gordon-Levitt) lascia con discrezione il suo impiego alla National Security Agency e vola ad Hong Kong per incontrare i giornalisti Glenn Greenwald (Zachary Quinto) e Ewen MacAskill (Tom Wilkinson), e la regista Laura Poitras (Melissa Leo), allo scopo di rivelare i giganteschi programmi di sorveglianza informatica elaborati dal governo degli Stati Uniti.
Consulente esperto di informatica, legato da un impegno di massima segretezza, Ed ha scoperto che una montagna virtuale di dati viene registrata tracciando ogni forma di comunicazione digitale, non solo relativa a governi stranieri e a potenziali gruppi di terroristi, ma anche a quella di normali cittadini americani.
Disilluso rispetto al suo lavoro nel mondo dell’intelligence, Snowden raccoglie meticolosamente centinaia di migliaia di documenti segreti per dimostrare la portata della violazione dei diritti in atto. Lasciando la donna che ama, Lindsay Mills (Shailene Woodley), Ed trova il coraggio di agire spinto dai principi in cui crede.

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La vicenda di Snowden era già stata raccontata per questo Stone racconta: “Ho deciso allora di esplorare cosa passasse per la mente di Ed. Cosa l’ha spinto ad uscire allo scoperto? Sapeva a cosa sarebbe andato incontro?
Secondo il regista la storia è incentrata sull’evoluzione personale e politica di Edward Snowden. “Esiste un parallelismo con ‘Nato il quattro Luglio’, che parlava di Ron Kovic, un ragazzo di Long Island che credeva nella Guerra in Vietnam e si arruolò per combattervi. Ne rimase completamente deluso e sconvolto, e tornò negli Stati Uniti da contestatore e per protestare contro la guerra. Alla fine venne considerato un eroe. Non so se la conclusione sarà la stessa per Snowden. E’ un terreno molto più difficile perché il suo è considerato un atto di spionaggio e le accuse a suo carico sono molto serie”.

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Per raccontare la storia, Stone si è avvalso di un cast di ottimo livello, a partire da Joseph Gordon-Levitt il quale si è subito documentato sull’intera vicenda osservado il vero Snowden per carpirne i gesti e le caratteristiche. L’attore si è scoperto fan del personaggio che interpreta, arrivando a vederlo come un patriota convinto, un difensore delle leggi della democrazia e nonostante ciò, costretto a denunciare quel Paese che paradossalmente ama tanto.
Nel film Snowden viene mostrato a 360 gradi, è un uomo con una coscienza viva e Joseph Gordon-Levitt è riuscito nell’intento di dare spessore alla parte umana del personaggio, forse la parte più nascosta al mondo intero.

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Accanto al filone politico, vi è anche quello sentimentale, senza che Stone vi indulga con falsi sentimentalismi, che d’altra parte non gli sono mai stati attribuiti. Il protagonista deve, a malincuore, rinunciare al suo rapporto con la ragazza, Lindsay, interpretata dalla giovane Shailene Woodley (star della serie di blockbuster “Divergent” e del film sentimentale “Colpa delle stelle”).
Per prepararsi al suo personaggio, la Woodley ha dichiarato: “Sono tornata indietro di diversi anni. Ho letto ogni singolo post per cercare di cogliere la sua personalità. E’ la prima volta che mi capita di interpretare una persona reale”.

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Oltre ai due attori citati, nella pellicola appaiono altri interpreti di tutto rispetto: Zachary Quinto che interpreta Glenn Greenwald, la vincitrice dell’Oscar Melissa Leo nei panni della documentarista Laura Poitras, il candidato all’Oscar Tom Wilkinson nel ruolo del giornalista Ewen MacAskill, il candidati all’Emmy Timothy Olyphant, nelle vesti di un agente della CIA senza scrupoli, Rhys Ifans nei panni di un agente dell’intelligence e infine il premio Oscar Nicolas Cage che interpreta un consulente della NSA, esperto di computer.

Il film è interamente percorso da un’atsmofera non propriamente felice, anzi, si potrebbe affermare che Stone non lasci grande spazio alla speranza. Il nostro è purtroppo un mondo corrotto e forse l’unica arma con la quale possiamo difenderci è la conoscenza. Bisogna agire con prudenza e stando attenti ad ogni mossa, eppure in “Snowden” vediamo un uomo che praticamente da solo decide di sfidare le grandi potenze e lo fa a costo della sua libertà personale.

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