Pif, la mafia e gli Stati Uniti nel film “In guerra per amore”

Antonella Cabras –

Dopo il sorprendente “La mafia uccide solo d’estate”, il talentuoso Pif torna al cinema col suo nuovo film, sugli schermi italiani dal 27 ottobre distribuito dalla 01 Distribution

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Pierfrancesco Diliberto, alias Pif, è veramente un giovane talento italiano che riesce a trattare di temi importanti in modo assolutamente non convenzionale. Nel 2013 uscì la sorpresa “La mafia uccide solo d’estate“, primo film da regista di Pif e tutti, sia critica che pubblico, furono concordi nel proclamare quella pellicola la novità dell’anno anche perché il regista parlava di mafia con un’ironia molto italiana e allo stesso tempo fuori dagli schemi.

1943. Mentre il mondo è nel pieno della seconda guerra mondiale, Arturo (Pif) vive la sua travagliata storia d’amore con Flora. I due si amano, ma lei è la promessa sposa del figlio di un importante boss di New-York. Per poterla sposare, il nostro protagonista deve ottenere il sì del padre della sua amata che vive in un paesino siciliano. Arturo, che è un giovane squattrinato, ha un solo modo per raggiungere l’isola: arruolarsi nell’esercito americano che sta preparando lo sbarco in Sicilia, l’evento che cambierà per sempre la storia della Sicilia, dell’Italia e della Mafia.

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Ritorna il tema della mafia, anche se i luoghi e i tempi sono completamente diversi da quelli della pellicola precedente. “Cercavo un racconto che, mantenendo lo spirito del mio primo film ‘La mafia uccide solo d’estate’, mostrasse un piccolo uomo davanti a grandi eventi storici. Un film che, nella migliore tradizione della commedia italiana, facesse scorrere su un binario parallelo una storia privata e la Storia afferma il regista.
Pif è siciliano, ecco che la mafia assume per lui un’importanza particolare e come chiunque, non può e non deve tacere, bensì utilizzare tutti gli strumenti possibili per raccontare una piaga che ancora continua a seminare terrore e morte.

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Attenzione però, la pellicola è anche una storia d’amore, com’è giusto che sia per dare un tono di positività e speranza in un periodo devastato dalla guerra. “Lo spunto iniziale nasce dalla tormentata storia d’amore del giovane siciliano Arturo (il mio personaggio)“, continua Pif, “che, all’inizio degli anni ’40, si trasferisce a New York e inizia a lavorare in un ristorante dove si innamora della bella nipote del proprietario, Flora“.

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La ragazza è interpretata dalla bravissima Miriam Leone, scelta dal regista a colpo sicuro, come se il personaggio fosse stato cucito su di lei. La Leone descrive cosa l’ha colpita del suo personaggio: “La possibilità di interpretare una donna siciliana e di tornare alle mie radici, e poi quella di indagare l’anima del migrante e di poter prendere parte a un progetto che, con intelligenza e ironia, denunciasse un fatto storico che ha favorito la mafia. Da siciliana tutto questo ha per me un valore molto forte e importante“.

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A detta di Pif, ben più difficile si è rivelato trovare l’attore giusto per il personaggio di Philip Catelli, un tenente americano custode di un importante mistero che diventerà amico del protagonista. Andrea Di Stefano si è rivelato il candidato ideale, anche perché parla tranquillamente l’italiano e l’inglese, cosa utilissima per poter entrare nei panni del tenente.

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Nella pellicola di Pif non manca il realismo, anche se i personaggi sembrano protagonisti di una fiaba che si ritrovano in una vicenda più grande di loro, come accade specialmente al protagonista Arturo. Forse “In guerra per amore” è meno coraggioso rispetto al primo film di Pif, ma allo stesso tempo non si può negare un certo coraggio nell’affrontare nuovamente la stessa tematica, ossia quella della mafia, legandosi a particolari inediti della Storia senza far perdere il sorriso allo spettatore.

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