Ritorno nella città del peccato con Sin City 2 – Una donna per cui uccidere

Antonella Cabras-

Sugli schermi italiani torna il secondo capitolo della famosa graphic novel, diretto da Robert Rodriguez e Frank Miller e distribuito dalla Lucky Red

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Finalmente sul grande schermo Sin City 2 – Una donna per cui uccidere, l’attesissimo sequel diretto da Robert Rodriguez e Frank Miller distribuito dalla  Lucky Red che nel suo primo weekend in sala, ha già fatto parlare di se.

Sono passati ben nove anni dall’uscita di “Sin City”, l’originale pellicola che ha unito il consenso di pubblico e di critica grazie a un esperimento cinematografico ben riuscito e innovativo, in cui l’estetica della graphic novel risaltava nel suo massimo splendore su uno schermo cinematografico, grazie all’utilizzo del bianco e nero e del green screen.
Robert Rodriguez e Frank Miller (quest’ultimo autore della graphic novel), regalano anche questa volta  un prodotto, se possibile, ancora più violento del precedente e con una protagonista indimenticabile, la bella e fatale Ava Lord (Eva Green).

sincity_20_20140820_1429848096La novità della pellicola è il 3D che rende la vicenda più affascinante e dettagliata regalando un’esperienza unica allo spettatore. L’uso di questa nuova tecnica è stato voluto fortemente da Rodriguez per poter far entrare il pubblico ancora più profondamente nell’ambiguo mondo di Sin City, regalando la sensazione di essere all’interno del fumetto. I due registi hanno sempre mostrato fedeltà alla storia originale, ma in questa seconda avventura hanno deciso di modificare alcuni elementi e incorporare nuove storie.

Una donna per cui uccidere (A Dame to Kill for), inizialmente pubblicato in Italia come Si può anche uccidere per lei, è il secondo volume della Graphic Novel e il racconto si svolge prima degli eventi narrati nel primo volume Un duro addio.
“Nel primo film volevamo essere fedelissimi ai libri e tradurli direttamente sullo schermo. Per il secondo abbiamo pensato di dare al pubblico una sorpresa, così da evitare che fosse già al corrente di quello che sarebbe successo, avendo acquistato il libro in un negozio di fumetti” ha dichiarato Rodriguez.

Tutto prende vita nel Kadiès Bar di Sin City. Qui si incrociano le strade di sei personaggi assetati di vendetta:
Nel capitolo Quella lunga, brutta notte fa la sua entrata in scena Johnny, un giovane arrogante e presuntuoso che osa sfidare l’uomo più potente della città del peccato, con tutte le conseguenze che ciò comporta.

sincity_2_20140820_1100994338La seconda storia originale, creata apposta per il film è L’ultimo ballo di Nancy, in cui la ballerina più consapevole di sé è in cerca di vendetta per il suo amato John Hartigan. La vicenda principale, posta al centro del film è quella della donna per la quale uccidere, ovvero Ava Lord, ammaliante e conturbante femme fatale interpretata perfettamente. Cronologicamente questa storia è collocata prima di Un’abbuffata di Morte (presente nel primo film) e spiega come Dwight McCarthy (Josh Brolin) abbia drammaticamente cambiato faccia.

sincity_13_20140820_1982897297L’Ava di Eva Green è un omaggio alla diva Ava Gardner; i suoi occhi da dea risucchiano le anime dei più duri e inflessibili uomini della Città del Peccato, bucano lo schermo e donano un’ambigua nota di colore al bianco e nero che permea la pellicola.

Il film sembra un noir postmoderno e lo spettatore ha la sensazione di tornare alla fumosa atmosfera anni ’50, dove l’eroe non è mai completamente buono e viene ammaliato dalla femme fatale bella e ambiziosa.

Il 3D accompagna la visione e non impedisce di calarsi in un’atmosfera di perdizione come quella mostrata sullo schermo. Alcune scene mozzano il fiato, per quanto visivamente perfette. Degno di menzione il fantastico prologo con protagonista Rourke, che da subito immerge lo spettatore in un pozzo cupo e provocante.

sincity_21_20140820_1831544483Nel cast tornano alcuni attori presenti nel primo capitolo e arrivano nuovi interpreti a dar man forte. Tra le vecchie leve, troviamo Mickey Rourke, costretto a sedute infinite di trucco per le protesi in faccia, Jessica Alba, che ha raggiunto una sua maturità artistica agli occhi della critica proprio grazie al primo “Sin City”, Rosario Dawson, che interpreta Gail, la sexy leader delle prostitute della Città Vecchia e Bruce Willis, che pur comparendo pochissimo, riesce a comunicare tutte le fragilità di un poliziotto che ha davvero visto in faccia il Male. Joseph Gordon-Levitt ha la giusta faccia sbarazzina adatta per interpretare un ragazzo fin troppo sicuro di sé e Ray Liotta è perfetto nei panni dell’inquietante uomo d’affari fedifrago. Curiosi i cammeo di Lady Gaga nei panni di una saggia barista e di Christopher Lloyd, che interpreta Kroening, l’illegale dottore tossicodipendente di Quella lunga, brutta notte.

Ci sono state però anche delle sostituzioni: il personaggio del fotografo Dwight, ammaliato da Ava, cambia volto e al posto di Clive Owen troviamo Josh Brolin; il possente Manute è interpretato da Dennis Haysbert invece che da Michael Clarke Duncan e la piccola ma letale Miho ha il volto di Jamie Chang.

Gli ingredienti per attirare il pubblico in sala ci sono tutti:  donne mozzafiato, improbabili inseguimenti, violente lotte mortali con tocchi splatter, eroi che calpestano la legge per inseguire brandelli di principi o vendette personali e villain privi di scrupoli, spietati e moralmente abbietti. E Ricordate “A Sin City, la morte è proprio come la vita: vince sempre lei”

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