Sconfitta e ripresa sul ring di “Southpaw – L’ultima sfida”

Antonella Cabras –

Dal 2 settembre gli schermi italiani accoglieranno l’ultima fatica di Antoine Fuqua con protagonista Jake Gyllenhall distribuita dalla 01 Distribution
locandina-southpaw-l-ultima-sfida-lowSouthpaw – L’ultima sfida” è un film sulla boxe, ma non si concentra sugli incontri di per sé, quanto sul percorso personale del protagonista, sconfitto dalla vita e deciso a rialzarsi con dignità.
La pellicola vede vari nomi illustri: Antoine Fuqua alla regia (“King Arthur”, “The Equalizer-Il vendicatore”), Kurt Sutter (geniale ideatore della serie “Sons of Anarchy”) alla sceneggiatura e un cast di buon livello comprendente Jake Gyllenhall, Rachel McAdams e Forest Whitaker.

SOUTHPAWQualche anno fa, precisamente nel 2010, il progetto in mano alla Dreamworks prevedeva Eminem come protagonista poiché si pensava di fare del film un sequel di “8 Mile”. La pellicola, secondo quanto affermato da Sutter, sarebbe stata basata su vicissitudini del famoso rapper. L’anno successivo però le cose cominciano a cambiare: la regia viene affidata a Fuqua e si avvicendano varie case di produzione, fino ad arrivare al cast attuale e alla distribuzione della The Weinstein Company.

La trama del film ruota attorno a Billy Hope, un pugile mancino (ecco il perché del titolo “southpaw”), violento nella vita e sul ring. Ha una carriera fatta di vittorie, una bella moglie, Maureen, una figlia, Leila, che lo adora: insomma, da fuori sembrerebbe mantenere uno stile di vita invidiabile. L’inizio della discesa non tarda ad arrivare e la risalita sarà un duro allenamento.

Dalla crisi con la Maureen, che vorrebbe che il marito si prendesse una pausa, dall’allontamento della figlia da parte dei servizi sociali, all’abbandono del suo storico amico e manager, Hope tocca il fondo. Per risalire la china, deve rivolgersi a un improbabile alleato in una palestra locale: Tick Willis, un ex pugile diventato l’allenatore dei migliori boxeur dilettanti della città. Con l’aiuto di Tick, Bill affronterà la battaglia più dura della sua vita, combattendo per redimersi e riconquistare la fiducia delle persone che ama.

Ci sono tutti gli ingredienti per appassionare gli spettatori: sconfitta, dolore e voglia di riprendere in mano le redini della propria esistenza.
Gyllenhall dà vita ad un ragazzo pieno di rabbia, abituato a combattere contro tutto e tutti, rabbia che però gli porterà via in un attimo tutto ciò su cui contava. Bill Hope dovrà imparare a salire sul ring contando sulle sue forze e su una diversa motivazione, abbandonando la sua ira repressa. Per il ruolo, l’attore ha guardato vari incontri di boxe e ha cercato dentro di sé lo spirito di sacrifico necessario ad affrontare il ruolo di pugile oltre a sottoporsi a un duro allenamento fisico.

Anche Rachel McAdams si è immersa nel mondo della boxe, andando ad assistere a degli incontri dal vivo e cercando di capire come possa sentirsi la moglie di un pugile.

L’ex pugile Tick Willis è interpretato da Forest Whitaker (premio Oscar nel 2007 per “L’ultimo re di Scozia”). Willis è alle prese con qualche errore commesso in passato ed è in cerca di redenzione cercando di allenare giovani pugili, compreso Bill Hope. Il personaggio di Whitaker ricopre il ruolo del salvatore, colui che mostra al protagonista un modo diverso di vedere le cose.

SOUTHPAWLa colonna sonora ricopre un ruolo molto importante ed è curata da Eminem che per l’occasione ha realizzato i singoli “Phenomenal” e “Kings Never Die” (con la partecipazione di Gwen Stefani). Il cast stesso del film si avvale di una componente di artisti: c’è il rapper 50 Cent molto convincente nei panni di un manager e la cantante britannica Rita Ora nei panni di una tossicodipendente: la perfomance della cantante è stata lodata dal produttore Harvey Weinstein sulle pagine del Daily Mail.

SOUTHPAWNella pellicola si susseguono varie vicende personali e tragedie che non possono che forgiare il carattere del protagonista, che da pugile perennemente in lotta diventerà un uomo maturo pronto ad affrontare gli ostacoli con la testa e il cuore. Buone premesse per un film sulla boxe, tematica che non stanca mai perché metafora della vita con le sue continue cadute e i tentativi per rialzarsi. 

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