Scuola Zen Mizu no Oto, lo spirito del Giappone in Piemonte

Redazione – Foto Toni Spagone / Realy Easy Star 

Il 25 aprile, in occasione dei 40 anni di attività del Maestro del Dojo, la scuola apre le porte al pubblico. Noi ci siamo stati in anteprima per presentarvi i Maestri, gli allievi e scoprire il fascino delle arti marziali praticate seguendo la tradizione e i migliori valori dei Samurai

immagini dal Dojo,  il Maestro Paolo Spagone e il Maestro Alessandro Melle  ©Toni Spagone / Realy Easy Star
immagini dal Dojo, il Maestro Paolo Spagone e il Maestro Alessandro Melle                                      ©Toni Spagone / Realy Easy Star

La vera vittoria è la vittoria su se stessi.
Mettiti in armonia con il cuore delle cose
E trova il diritto alla salvezza
Entro il tuo corpo e la tua anima

Queste le parole semplici ma piene di significato, pronunciate dal fondatore dell’Aikido O Sensei Morihei Ueshiba che con il suo motto, 吾勝 勝早日 “Masakatsu Agatsu Katsuhayabi”, riuscì a trasmettere la filosofia alla base della sua arte marziale, ovvero, il Budo deve servire al conseguimento della corretta vittoria con il controllo e la positiva risoluzione di ogni conflitto. Questa filosofia viene seguita ancora oggi nella Scuola Zen Mizu no Oto, con sede a Borgaro, a pochi minuti da Torino, qui vengono praticate le arti marziali, seguendo la tradizione e i migliori valori dei Samurai. Un luogo di fratellanza e impegno in cui non solo si insegnano le tecniche, ma anche e soprattutto come affrontare la vita di tutti i giorni, aiutando il prossimo. Per comprendere meglio questa filosofia e l’attività del Dojo, abbiamo incontrato il Maestro e capo della scuola Paolo Spagone che quest’anno ha raggiunto il 40’anni di pratica ininterrotta.

immagini dal Dojo,  il Maestro Paolo Spagone e il Maestro Alessandro Melle ©Toni Spagone / Realy Easy Star
immagini dal Dojo, il Maestro Paolo Spagone e il Maestro Alessandro Melle                                                                        ©Toni Spagone / Realy Easy Star

Cosa vuol dire essere un maestro di arti marziali?
Questa è una domanda interessante che mi pongo spesso. Penso che non vi sia una sola risposta che valga per tutti coloro che insegnano una o più discipline definite marziali. Intanto mi definisco un umile maestro di arti marziali che resta ancorato alla tradizione culturale dei samurai che è alla base del Bujutsu oggi Budo giapponese. Questa affermazione comporta l’onore, la responsabilità e molte volte il sacrificio di dedicare buona parte della propria esistenza al prossimo. Ciò avviene attraverso l’insegnamento che non può limitarsi alla sola trasmissione delle tecniche ma dovrebbe mettere in stretta connessione il piano psichico, spirituale e la pratica fisica. La rettitudine, l’attitudine, l’umana solidarietà, la compassione e la capacità di comunicare e di stimolare alla pratica continua, sono qualità importanti alle quali un maestro dovrebbe perlomeno tendere. La pratica è la risposta ad ogni domanda. Quindi un maestro dovrebbe restare sempre un praticante. Molti maestri, ai giorni nostri, confondono le arti marziali con gli sports, fatti di gare e competizioni, che comprendono vincitori e vinti, primi ed ultimi. Un Maestro di arti marziali non dovrebbe mai dimenticare l’alto valore educativo per lo spirito e lo sviluppo del carattere delle arti marziali. Mi piace ricordare le parole di O sensei Ueshiba: «Non c’è avversario né nemico. Avete torto se pensate che il Budo significhi avere avversari e nemici, essere forti e abbatterli. Il vero Budo è l’unione con l’universo… Nell’Aikido bisogna volere la pace fra tutti gli esseri umani, non desiderare di essere forti e nemmeno allenarsi solo per battere un avversario… Il vero Budo è amore, dono della vita e non uccidersi l’un l’altro né battersi con gli altri».

immagini dal Dojo ©Toni Spagone / Realy Easy Star
immagini dal Dojo ©Toni Spagone / Realy Easy Star

Quarant’anni d’insegnamento sono un traguardo importante, come sei diventato maestro?
Consentimi una battuta. Sto ancora studiando per diventare maestro e so che l’esame finale non arriverà mai. Per diventare maestro, da un punto di vista formale, con tanto di riconoscimento da parte della mia organizzazione, ho seguito il previsto percorso formativo ed i relativi esami per diventare insegnante. Il regolamento prevede che al conseguimento del IV DAN l’insegnante venga insignito del titolo di Maestro. Insegno dal 1985 e sono già passati molti anni da quanto mi è stato conferito il titolo di maestro. Vorrei qui ricordare che organizzazioni come la l’ADO UISP e l’A.I.A.D.A, alle quali la mia Scuola aderisce, vivono e crescono solo grazie al lavoro ed alla generosità di tanti maestri e molti praticanti che credono in quello che fanno e con la loro partecipazione attiva contribuiscono alla divulgazione delle arti marziali”.

immagini dal Dojo,  il Maestro mostra le tecniche ©Toni Spagone / Realy Easy Star
immagini dal Dojo, il Maestro mostra le tecniche ©Toni Spagone / Realy Easy Star

Quali sono le discipline in cui ti sei specializzato?
Ricordo che da piccolino grazie a mio padre, buonanima, ho giocato con la box. Da ragazzino ho praticato un po’ di Judo e Karate ma non mi sono appassionato. Per inciso, ritengo la Box, come il Judo o il Karate ottime discipline agonistiche quando le regole e le persone vengono rispettate. Da quando ho iniziato la pratica dell’Aikido e del Ju-Jutsu, molti anni fa, non ho mai smesso di ricercare e di imparare. Ogni maestro dal quale ho avuto l’onore di imparare, ha lasciato in me una traccia che non è solo tecnica. Ritengo che vi siano molti Shihan nel mondo, tutti degni di grande rispetto, in grado di essere esempio di una linea tecnica e didattica. Personalmente, per quanto riguarda l’Aikido, trovo nel M° Christian Tissier una fonte di continua ricerca e stimolo per andare oltre alla tecnica e sognare, per usare le sue parole, di evolvere verso l’essere un‘artista e non solo un bravo artigiano. Quindi cerco di specializzarmi ancora oggi grazie alla voglia di praticare. Le discipline in cui penso di avere una certa competenza sono molteplici tra queste Aikido, Aiki Jujutsu, Iaido, Kenjutsu, massaggio Zen, Aiki shin-taiso e Difesa Personale. La meditazione Zen preferisco non considerarla una disciplina in cui ci si specializza. In un angolo della mia casa ho uno zafu, l’altare il muro ed altri oggetti, ogni volta che posso pratico e basta”.

immagini dal Dojo,  il Maestro mostra le tecniche ©Toni Spagone / Realy Easy Star
immagini dal Dojo, il Maestro mostra le tecniche ©Toni Spagone / Realy Easy Star

Qual è il tuo rapporto con il Giappone?
Fin da ragazzino ho avuto inspiegabilmente una particolare attrazione per il Giappone e ricordo, che all’esame di Licenza media, i professori mi fecero molti complimenti proprio per una ricerca sul Giappone. La mia esperienza personale mi porta a dire che tutto ciò che capita durante l’esistenza di un essere umano ha degli aspetti che vanno oltre la casualità. Oggi sono sposato con una donna giapponese e mia figlia Saki è anche lei molto Giapponese. Vado spesso in Giappone e posso affermare che è una terra meravigliosa ed affascinante. Certo come in tutti i popoli vi sono dei difetti, ma di fronte alla cultura, all’organizzazione ed all’efficienza diventano insignificanti. Ho parenti, amici e maestri in Giappone che avrei sempre voglia di incontrare ma i costi, la distanza ed i miei legami qui in Italia non mi consentono di andarci quanto vorrei. Faccio parte della comunità della Scuola Giapponese di Torino e qui tengo un corso di Aikido per cittadini giapponesi. Come aneddoto, voglio citare il mio primo incontro con Miyako Fujitani Sensei la ex moglie di Steven Segal, al Tenshin Dojo di Osaka. Dopo avermi onorato del racconto di buona parte della sua vita, non sempre felice, mi ha fatto omaggio del suo libro tradotto in Italiano dicendomi «questo libro è come un gambero, dall’italia è venuto qui e adesso lo regalo a te e torna in Italia».”

immagini dal Dojo, allievi adulti e bambini ©Toni Spagone / Realy Easy Star
immagini dal Dojo, allievi adulti e bambini ©Toni Spagone / Realy Easy Star

Che rapporto si crea con gli allievi?
Penso che la relazione umana per un Maestro di arti marziali sia fondamentale. Con gli allievi il rapporto che si instaura è condizionato da diversi fattori che attengono anche al carattere, all’educazione ed al contesto sociale. Nella pratica delle arti marziali il rapporto tra insegnante ed allievo e tra gli allievi stessi per la maggior parte dovrebbe basarsi sul rispetto delle regole del Reishiki, ovvero il corretto comportamento da tenere. Mi preme fare due considerazioni: Il maestro non dovrebbe in nessun caso sostituirsi alla famiglia o entrare troppo in intimità con gli allievi confondendo o mistificando il suo ruolo. Altra considerazione è quella che pur mantenendo la propria visione non dovrebbe mai, per mantenere il suo ruolo agli occhi degli allievi, indossare gli abiti del saccente tuttologo, padrone della verità assoluta, con il rischio di cadere nel ridicolo. Entrare in relazione con il prossimo in modo naturale e rispettoso, questo dovrebbe fare il maestro pur esercitando il suo ruolo. Alcuni dei miei allievi bambini di 25, 30 anni fa, tra cui Alex, Alberto e Alessandro, oggi insegnano e altri si accingono a farlo. Continuiamo a praticare insieme. Penso che questa sia la migliore risposta”.

Il momento del saluto ©Toni Spagone / Realy Easy Star
Il momento del saluto ©Toni Spagone / Realy Easy Star

Qual è la filosofia e come si inserisce nella vita di tutti i giorni?
Se considerassi lo studio delle Arti marziali come l’apprendimento di tecniche per combattere o vincere un ipotetico nemico, risponderei che oggi la sicurezza è a rischio e la difesa della propria incolumità è argomento all’ordine del giorno specialmente nelle grandi metropoli. Ritengo che questa filosofia pratica, in larga parte giustificata, non faccia onore al vero praticante di arti marziali, il quale attraverso la pratica nel correggere la propria attitudine ed attivando dei processi di cambiamento per armonizzarsi con il mondo che ci circonda, diventa soggetto attivo ed esempio nella vita di tutti i giorni anche fuori dal Dojo. O Sensei ci ha lasciato i suoi pensieri che sono un vero faro per chi naviga nel in questo mondo:« L’Aiki non è una tecnica per combattere o vincere il nemico. È il mezzo per riconciliare il mondo e riunire gli esseri umani in una sola famiglia. Il segreto dell’Aikido sta nell’armonizzarsi con il movimento dell’universo stesso…». L’arte marziale non è espressione di violenza. Quindi la filosofia su cui fondare la nostra pratica nel nostro vivere quotidiano si evidenzia con la volontà e la messa in campo delle strategie e delle tecniche, non solo fisiche, per vincere l’avversario senza colpirlo ed arrivare ad una forma di applicazione che attraversa la nostra coscienza. Quindi, quotidianamente, bisogna essere fonte e modello di comportamento e rettitudine considerando anche la sconfitta come una lezione importante per riflettere e correggere il proprio comportamento generale. Penso che il mondo di oggi abbia bisogno di persone pronte ad affrontare la vita con grande onestà ed equilibrio, solo in questo modo potremo fare gli interessi ed il bene dell’umanità. Abbiamo, quindi, bisogno di “nuovi samurai” che siano portatori di compassione, coerenza e valori”.

immagini dal Dojo,  il Maestro mostra le tecniche ©Toni Spagone / Realy Easy Star
immagini dal Dojo, il Maestro mostra le tecniche ©Toni Spagone / Realy Easy Star

A chi consigli di praticare le arti marziali, e come deve essere l’approccio di chi inizia?
Consiglio di praticare le discipline Marziali a tutti fin dai 6 anni di età. La nostra scuola considera importante per i bambini imparare a stare insieme e comprendere quanto il gruppo sia fondamentale e che tutti insieme si possa crescere senza che nessuno venga lasciato indietro. Considerando l’attività anche solo dal punto di vista fisico e mentale, consiglio alle donne ed agli uomini di iniziare la pratica di un’arte marziale tradizionale a qualunque età. Il benessere che può derivarne è davvero notevole. Ovviamente, come sono solito ripetere, prima di iscriversi nel Dojo sotto casa perché è comodo, occorre valutare attentamente la qualità dell’offerta e quindi l’insegnante. A volte facciamo molti chilometri per assicuraci un buon pasto ma non poniamo la stessa attenzione a chi affidiamo noi stessi o i nostri figli. Il principiante deve affidarsi ai consigli ed agli insegnamenti del maestro e degli allievi più anziani, che secondo le regole del reishiki, saranno onorati di accoglierlo e praticare con lui. Allo stesso tempo, chi inizia la pratica di un’arte marziale tradizionale, deve mostrare impegno, rispetto, interesse, attenzione e riconoscenza”.

immagini dal Dojo,  il Maestro mostra le tecniche ©Toni Spagone / Realy Easy Star
immagini dal Dojo, il Maestro mostra le tecniche ©Toni Spagone / Realy Easy Star

Quali sono le discipline che si possono praticare nella tua Scuola?
La Scuola Zen Mizu No Oto ha grandi potenzialità e spero che presto possano essere espresse compiutamente, grazie all’opera dei miei insegnanti e di quelli che lo diventeranno. A Borgaro la pratica della meditazione Zen avviene in appuntamenti di regola calendarizzati la domenica mattina mentre durante la settimana è possibile praticare Aiki-judo (nell’ambito di un mio progetto denominato “AikiBambyni”), Aikido, Aiki-Jujutsu, Difesa personale, Aiki-shinTaiso e Do-in, Kobudo e Buki waza (studio delle armi tradizionali). Nel corso dell’anno vengo effettuati stages ed appuntamenti di preparazione intensiva e specialistica sia in sede che fuori sede. A Ciriè si tiene un corso serale di Aikido, a Torino Falchera un corso serale di Aiki-Jujutsu, a Torino in Via Valfrè un corso serale di Aikido”.

immagini dal Dojo ©Toni Spagone / Realy Easy Star
immagini dal Dojo ©Toni Spagone / Realy Easy Star

I gradi conferiti dalla vostra scuola hanno un riconoscimento ufficiale?
Il sistema di graduazione, come pure gli esami e la formazione in generale, seguono i regolamenti nazionali dell’Ado Uisp. Questi hanno valore, nell’ambito dell’organizzazione e nei limiti delle eventuali convenzioni tra Enti nonché accordi con la federazione del CONI, su tutto il territorio nazionale. Per quanto riguarda l’A.I.A.D.A, si sta facendo un buon lavoro, con il sostegno del M° Tissier, per quel che riguarda l’accreditamento diretto con l’Hombu Dojo di Tokyo per il riconoscimento dei gradi da parte del Giappone”.

Il Dojo realizza anche scambi con altre realtà nazionali e internazionali?
Come ho già accennato, la nostra Scuola aderisce all’ADO UISP ed all’A.I.A.D.A. Con riguardo alle attività ed ai rapporti messi in campo da queste organizzazioni, noi abbiamo rapporti con l’Aikikai Francese che ha come riferimento il nostro direttore Tecnico M° Christian Tissier. Personalmente ho rapporti con maestri Giapponesi con i quali mi alleno ogni volta che posso sia in Giappone che qui in Italia”.

immagini dal Dojo ©Toni Spagone / Realy Easy Star
immagini dal Dojo ©Toni Spagone / Realy Easy Star

Siamo stati alla Scuola Mizu Non Oto per vivere in prima persona questo spirito di aggregazione e abbiamo parlato anche con maestri e allievi per farci raccontare la loro esperienza:
Alessandro Melle ha iniziato a frequentare il Dojo a 12 anni ed è allievo e ora è anche maestro: “Fin da bambino, sono rimasto affascinato da questo mondo e tutt’ora pratico Aikido e Aiki – Jujutsu frequentando le lezioni del maestro Spagone Paolo. Insegno Aikido a Ciriè e sono diventato maestro attraverso molto studio, perché la nostra scuola prevede tante ore di pratica sul tatami. Quando il Maestro mi ha scelto, insieme ad altri ragazzi, per diventare a nostra volta maestri, mi ha onorato molto, ma questo sta a significare anche una grande responsabilità. Questa per me è anche una filosofia di vita. E’ importantissimo nella vita di tutti i giorni trovare l’armonia e queste discipline ci insegnano a tradurre quello che si impara con il movimento fisico nella realtà”.

immagini dal Dojo, l'attività dei piccoli allievi  ©Toni Spagone / Realy Easy Star
immagini dal Dojo, l’attività dei piccoli allievi ©Toni Spagone / Realy Easy Star

Molti sono i giovanissimi allievi, che si allenano nelle ore pomeridiane, entusiasti e carichi di energia.
Ho deciso di fare arti marziali per imparare a difendermi” afferma la piccola Rebecca. “Mi piace molto il modo in cui si fanno le tecniche, c’è una certa eleganza nei movimenti”. La supporta l’amichetta Saki, che condivide con noi il momento nel Dojo che le piace di più: “Mi piace tanto il saluto perché è un momento particolare dove si ricordano le persone che hanno dedicato la loro vita alle arti marziali”. Anche Stefano è uno dei piccoli allievi della palestra ed è rimasto affascinato dalle attività appena le ha viste: “Giocavo a Basket e un giorno, dopo gli allenamenti, sentendo molti rumori mi sono avvicinato alla palestra e ho scoperto che qui facevano anche arti marziali e ho deciso di provare anch’io. Mi è piaciuto tanto il realismo delle cose che si fanno e la visione che c’è dietro”.

immagini dal Dojo,  il Maestro Paolo Spagone e il Maestro Alessandro Melle ©Toni Spagone / Realy Easy Star
immagini dal Dojo, il Maestro Paolo Spagone e il Maestro Alessandro Melle                                                                            ©Toni Spagone / Realy Easy Star

I piccoli allievi cresceranno, come sono cresciuti i ragazzi e le ragazze che vediamo svolgere gli allenamenti più complicati e che hanno voluto condividere con noi le loro intense esperienze raccontandoci i molti anni di frequentazione del Dojo.
Praticare le arti marziali mi ha aiutato molto perché mi ha dato forza e sicurezza interiori, mi sono sempre sentita parte di un gruppo e accettata qui”, dice Federica che frequenta il Dojo da 6 anni.
Per me questa attività è qualcosa che va oltre la pratica del martedì e del venerdì sera, qui mi sento molto bene e sento di aver trovato una seconda famiglia”, afferma Caterina che ha cominciato quando aveva 11 anni e pratica da sette anni. “Ci tengo a dire che è una pratica che non richiede solo forza fisica, ma costanza e impegno. Io che sono minuta riesco a fare discretamente certe cose, quindi è adatta a tutti, sia fisicamente che psicologicamente”. Conferma anche il ventunenne Luca, che ha iniziato quando aveva 7 anni. “Praticando mi sono avvicinato anche alla cultura Giapponese riuscendo a comprendere molto meglio quello che c’è dietro alle arti marziali. E’ un qualcosa che va oltre, che si espande a tutta la tua vita, ma è un percorso molto lungo e ancora sto cercando di imparare e di comprendere tante cose”.

immagini dal Dojo ©Toni Spagone / Realy Easy Star
immagini dal Dojo ©Toni Spagone / Realy Easy Star

A confermare che questa sia una grande famiglia, ci pensa anche Stefano che ha iniziato a frequentare il Dojo quando aveva 9 anni, “il rapporto che si è creato è un rapporto di grande fratellanza. Sono persone che conosco da più di vent’anni e sono diventate i miei fratelli, è fantastico e anche con il maestro il rapporto è eccezionale, per me è come un padre. Vivo tutto questo come una filosofia di vita e facendo un lavoro a contatto con il pubblico, sono un barbiere, questa filosofia mi rende servitore del mio cliente riuscendo a svolgere il mio lavoro al meglio”.
Tra gli allievi c’è anche Maurizio, un Commissario di Polizia Municipale che ci ha spiegato come le arti marziali influiscano positivamente anche sul suo lavoro. “Nella Scuola Zen Mizu no Oto, c’è un tutt’uno tra tecniche e filosofia e la cosa che conta veramente qui è riuscire a conoscere se stessi. E’ stato utilissimo anche per il mio lavoro, perché quello che insegna il maestro nel Dojo ti mette in condizione di ascoltare gli altri, ti fa stare più tranquillo, ti insegna a contenere le proprie emozioni. Aiutare gli altri ed essere vicini a chi soffre sono sempre stati concetti a me vicini e qui ho trovato quello che cercavo”.

aikidono2015Il 25 aprile, le porte della Scuola Zen Mizu No Oto si apriranno al pubblico per festeggiare i 40 anni di attività e di pratica ininterrotta del Maestro Paolo Spagone e sarà un’occasione, per tutti gli interessati e non solo per i praticanti, di conoscere e avvicinarsi a queste discipline.

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