Sopravvivenza e amore in “The Fighters. Addestramento di vita”

Antonella Cabras –

L’opera prima del francese Thomas Calley esce sugli schermi italiani, distribuita dalla Nomad Film, indagando sul tema dell’adolescenza ai giorni nostri

locandinaEssere adolescenti è già un problema di per sé e il cinema ci ha già mostrato varie volte questa tematica, rimarcando quanto sia difficile affrontare questa tappa dell’esistenza. Basterebbe citare “Mean Girls”, film per e sugli adolescenti che mostra in modo abbastanza realistico quanto sia spietato il mondo adolescenziale al tempo del liceo o “Noi siamo infinito” con protagonista un adolescente timido e insicuro.

TheFighters(1)Cosa dire allora dell’essere giovane in un periodo quale è quello attuale, un periodo di forte crisi economica e identità culturale? É questa la domanda principale alla base di “The Fighters. Addestramento di vita” dell’esordiente Thomas Cailley, film che ha già portato a casa vari premi importanti: tre premi alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes (Label Europa Cinemas, SACD, Art Cinéma Award), il Prix Louis Delluc dell’opera prima, tre Premi César 2015 – Miglior Attrice, Miglior Giovane Attore, Miglior Opera Prima.

L’estate del giovane Arnaud si preannuncia tranquilla fino al momento in cui incontra Madeleine, bella, fragile e appassionata di allenamenti estremi e profezie catastrofiche. Arnaud non si aspetta nulla mentre Madeleine si prepara alla fine del mondo… Tra i due, nasce una storia d’amore e di sopravvivenza (o entrambe), fuori da ogni canone prestabilito.

TheFighters(3)Due protagonisti posti agli estremi: lui tranquillo, lei fin troppo attiva e desiderosa di fare qualcosa per affrontare il mondo. Due reazioni opposte che fanno scaturire l’attrazione.

Madeleine è interpretata da Adéle Haenel e il regista dice di lei: “ É stata la prima attrice a cui sia Stéphane Batut, la direttrice del casting, sia io, abbiamo pensato per il ruolo. Adéle ha un’intensità, un qualcosa di speciale che è difficile da definire, oltre ad essere una straordinaria atleta. La forza del personaggio viene dal fatto che non lascia alcuno spazio tra l’agire e il fare. Non si ferma a riflettere. Se qualcosa non le piace, lo attacca. Se cerca il perdono, lo fa sempre in maniera distaccata”.

TheFighters(7)Per quanto riguarda Arnaud, Cailley afferma: “Le qualità di Arnaud sono meno evidenti, specialmente all’inizio del film. Ciò che mi piace di lui è il suo affrontare gli eventi mano a mano che accadono e il fatto che si dimostri aperto a tutto. La forza dietro lo sguardo di Kevin Azïas mi ha colpito. Sia la sua presenza scenica che il suo sguardo hanno una forza innata che vengono catturati facilmente dalla telecamera”.

TheFighters(6)Attenzione, non pensate che il film sia una lunga introspezione psicologica dei protagonisti. Lo stesso Cailley avverte gli spettatori: “La storia, però, non riguarda l’aspetto psicologico, per Arnaud e Madeleine è tutto concentrato sull’agire, il progresso e l’invenzione. Sono costantemente in movimento. Da qui il titolo “The Fighters (Combattenti). Ogni esperienza che vivono è un tassello della loro crescita, che sia combattere, arruolarsi nell’esercito o mangiare una volpe. Ma queste esperienze hanno anche un valore condiviso. La logica dell’azione è il loro piccolo gioco che rafforza la loro relazione e la rende unica”.

TheFighters(5)Cailley utilizza molto umorismo per incorniciare la battaglia che i due ragazzi portano avanti: Madeleine vuole reagire e combattere per costruirsi qualcosa e Arnaud lotta per seguire la ragazza. Due diverse visioni del futuro, due diversi modi per combattere il qualunquismo e trovare la propria strada. Non solo una storia d’amore, ma uno sguardo genuino sulla fine dell’adolescenza. Il tutto sullo sfondo di una natura incontaminata come quella delle Lande con foreste e laghi a perdita d’occhio.

TheFighters4Un periodo di forti incertezze che dev’essere combattuto, sia che lo si faccia con un addestramento militare, sia buttandosi in una nuova avventura per non pensare troppo. Il messaggio da trarre dalla pellicola è l’evergreen carpe diem, per trarre il massimo dal presente. Una buona prima prova che mischia vari generi e che vale sicuramente il prezzo del biglietto.

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