Speculazioni edilizie, corruzione e malavita: I mali dell’Italia in “Suburra”

Antonella Cabras –

Dal 14 ottobre al cinema la nuova fatica di Stefano Sollima: “Suburra”, pellicola distribuita dalla 01Distribution che mette a nudo l’Italia che non va

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Partiamo dalla cabina di regia: a condurre c’è Stefano Sollima, noto e apprezzato regista di “Romanzo criminale – La Serie” e “Gomorra – La Serie”, prodotti che hanno riscosso parecchi consensi sia da parte della critica che del pubblico.

I produttori sono gli stessi delle serie appena citate e il film è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo del celebre Giancarlo De Cataldo. Un libro scritto a quattro mani con Carlo Bonini e altamente profetico poiché le vicende narrate nel romanzo sono poi diventate realtà e hanno visto coinvolti nomi illustri della politica italiana. È proprio vero che la realtà supera di gran lunga la fantasia.

Nell’antica Roma, la Suburra era il quartiere dove il potere e la criminalità segretamente si incontravano. Dopo oltre duemila anni, quel luogo esiste ancora. Perché oggi, forse più di allora, Roma e’ la città del potere: quello dei grandi palazzi della politica, delle stanze affrescate e cariche di spiritualità del Vaticano e quello, infine, della strada, dove la criminalità continua da sempre a cercare la via più diretta per imporre a tutti la propria legge.
Il film è la storia di una grande speculazione edilizia, il Water-front, che trasformerà il litorale romano in una nuova Las Vegas. Per realizzarla servirà l’appoggio di Filippo Malgradi (Pierfrancesco Favino), politico corrotto e invischiato fino al collo con la malavita, di Numero 8 (Alessandro Borghi), capo di una potentissima famiglia che gestisce il territorio e, soprattutto, di Samurai (Claudio Amendola), il più temuto rappresentate della criminalità romana e ultimo componente della Banda della Magliana.
Ma a generare un inarrestabile effetto domino capace di inceppare definitivamente questo meccanismo, saranno in realtà dei personaggi che vivono ai margini dei giochi di potere come Sebastiano (Elio Germano), un PR viscido e senza scrupoli, Sabrina un’avvenente escort (Giulia Elettra Gorietti), Viola (Greta Scarano) la fidanzata tossicodipendente di Numero 8 e Manfredi (Adamo Dionisi) il capoclan di una pericolosa famiglia di zingari.

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Come si evince dalla sinossi, “Suburra” è una pellicola impegnativa e tratta argomenti molto scomodi, soprattutto alla luce di ciò che sta accadendo attualmente nel nostro Bel Paese.

 Il film narra di sette giorni, durante i quali i personaggi coinvolti cercheranno di stare un passo avanti rispetto ai loro nemici o anche ai loro alleati , perché la lotta per la sopravvivenza del quartiere coinvolge tutti. Non a caso il motto del film è “Alla fine nessuno sarà più innocente”.

DSC_6757Nel cast si ritrovano con piacere molti volti conosciuti del cinema italiano. Pierfrancesco Favino è da tempo un attore molto apprezzato (anche all’estero, soprattutto negli USA) e ben abituato a portare in scena personaggi alquanto scomodi. In “Suburra” è un politico corrotto e si servirà dell’appoggio di personaggi non meno negativi nel suo.

DSC_6628Tra i protagonisti, spicca il Samurai, interpretato da Claudio Amendola, l’ultimo superstite della ben nota e pericolosa Banda della Magliana (le cui vicende sono state raccontate nel bellissimo film “Romanzo criminale” che vedeva Favino tra i protagonisti). Il Samurai è un uomo di destra, ha studiato e possiede una katana (con la quale, forse, ha compiuto una strage). Quest’ultimo ha anche un profondo disprezzo per chi è troppo violento o incolto e paradossalmente, ha una particolare affinità con un personaggio invischiato in una nota inchiesta che ha coinvolto i vertici di Roma.

Tra gli altri interpreti, spiccano Elio Germano (il pr Sebastiano), Adamo Dionisi e Alessandro Borghi e nel complesso tutti gli attori mettono in scena personaggi più che realistici e che ben descrivono il lato oscuro della società italiana.

DSC_5499Sollima non risparmia nessuno: il Vaticano, i politici, le escort, i trafficanti di droga, le famiglie benestanti, tutti ruotano attorno ai soldi e al potere. Il film si potrebbe definire un altro romanzo criminale con al centro Roma e i suoi lati oscuri e un post Banda della Magliana che vede il tempo scorrere ma non migliorare le cose. Il consiglio è di approfittare per riscoprire il Sollima direttore di film (dopo tante serie televisive, ci fa tanto piacere) e per gustare un ennesimo buon prodotto italiano che, senza volerlo, pesca nell’attualità mostrando luci e ombre in modo diretto e quasi sfrontato.

Sollima però non rinuncia alla televisione e annuncia che nel 2017 andrà in onda la serie,da lui diretta, tratta dal film e che avrà il titolo omonimo. Sarà la prima serie italiana ad approdare sulla piattaforma Netflix, la principale rete televisiva online leader del mondo che farà il suo debutto italiano il 22 ottobre.

In conclusione, ricordiamo a tutti che dal 12 al 15 ottobre ci sarà la Festa del Cinema, durante la quale il biglietto per i film costerà 3 euro. Approfittatene per scoprire tante interessanti pellicole!

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