Steven Spielberg e Tom Hanks si riuniscono per raccontare la Storia

Antonella Cabras –

Il ponte delle spie”, racconta gli anni delicati della Guerra Fredda. Distribuito nelle sale italiane dal 16 dicembre dalla 20th Century Fox

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Uno degli attori più amati, Tom Hanks e uno dei registi più poliedrici della settima arte, Steven Spielberg, tornano, con gran piacere degli spettatori, a collaborare insieme per un film di carattere storico, dopo aver dato vita, nel lontano 1998, ad un’altra pellicola a tematica storica: l’indimenticabile “Salvate il soldato Ryan”. La vicenda, infatti, è ambientata durante un avvenimento molto importante: la Guerra Fredda.

Il ponte delle spie racconta una storia vera e il regista stesso ha dei ricordi personali legati alla vicenda di Francis Gary Powers, il pilota detenuto in Unione Sovietica.

Mio padre era andato in Russia durante la Guerra Fredda, dopo la cattura di Francis Gary Powers”, racconta Spielberg. “lui e altri tre colleghi della General Electric stavano facendo la fila per vedere i resti dell’aereo spia U2 che i russi avevano messo in mostra, che comprendevano anche l’uniforme da volo e il casco di Powers. La fila era molto lunga, ma a un certo punto due militari russi si avvicinarono a lui e ai suoi amici, chiedendo loro i documenti; quando si resero conto che erano americani, li portarono all’inizio della fila, non per agevolarli, ma per indicargli i resti dell’aereo e ripetergli, più volte, con astio: ‘Guardate cosa sta facendo il vostro Paese’!’ Poi restituì i passaporti a tutti e quattro. Non ho mai dimenticato quella storia, così come non ho dimenticato ciò che è accaduto a Francis Gary Powers” dichiara infine il regista .

Il ponte delle spie è la storia di James Donovan, un avvocato assicurativo di Brooklyn, che si ritrova catapultato nella Guerra Fredda, quando la CIA lo recluta per negoziare il rilascio del pilota americano dell’aereo spia U-2 catturato dai sovietici.
Un thriller a sfondo storico che riunisce un grande cast.

Partiamo da Tom Hanks interprete dell’avvocato Donovan che si ritrova tra le mani un caso non certo semplice. I produttori hanno voluto Hanks fin da subito: “Nessuno è più adatto a questo ruolo di Tom Hanks”, afferma la produttrice Kristie Macosko Krieger. “James Donovan è un uomo comune, potrebbe essere il padre del mio migliore amico. Era una persona che faceva il suo lavoro e che a un certo punto è stato catapultato in questa incredibile vicenda internazionale. In generale le persone pensano a Tom Hanks come a un uomo comune e questo è il motivo per cui è stato tanto brillante nei panni di James Donovan”.

Dal canto suo, l’attore afferma: “Questo argomento mi ha sempre affascinato, sia per la sua collocazione geografica che storica. Sapevo che Francis Gary Powers era un pilota dell’aereo U-2 abbattuto dall’Unione Sovietica, che è stato un grande incidente internazionale e che c’è stata una trattativa per riportarlo in patria, ma non sapevo nulla a proposito di James Donovan”.

ST. JAMES PLACE

La molla che ha fatto scattare in Tom Hanks la curiosità verso il suo personaggio è stato il legame creatosi tra il suo Donovan e Rudolf Abel, magistralmente interpretato dall’inglese Mark Rylance, già applauditissimo per la sua perfomance. “All’inizio stabilisce un rapporto del tutto professionale con Rudolf Abel, essendo il suo avvocato” afferma Hanks “Ma al tempo stesso sviluppa anche un rapporto personale con Abel perché si rende conto che è un bravo ragazzo, sia dal punto di vista personale che per gli ideali che incarna”.

Hanks è molto convincente nella sua prova d’attore e non gli sono mancate le energie per rendere al meglio il personaggio anche se è stato decisamente impegnato in questo periodo: ha da poco finito le riprese di Inferno, tratto dal romanzo di Dan Brown, girato da Ron Howard in gran parte a Firenze e Venezia, mentre è già alle prese col film di Clint Eastwood “Sully” e a dar voce nuovamente al cowboy di pezza Woody per “Toy Story 4”.

Mark Rylance, noto soprattutto per il suo apprezzato lavoro teatrale nelle produzioni di “Jerusalem” e “Boeing-Boeing”, nonché nella recente miniserie PBS dal titolo “Wolf Hall”, era lusingato all’idea di lavorare con Spielberg. E nonostante Rudolf Abel sia una figura controversa, il suo schietto patriottismo suscita l’ammirazione di Donovan, e questo è un aspetto che Rylance trova estremamente interessante. “Questo è un film su un uomo che fa la cosa giusta nel momento giusto, nel posto giusto” afferma Rylance “E’ una storia importante”.

L’attrice Amy Ryan, nominata all’Oscar per il ruolo della cinica mamma alle prese con i servizi sociali in “Gone Baby Gone”, e che di recente è apparsa anche nel premiato “Birdman”, è stata scritturata nella parte della moglie di Donovan, Mary, una donna forte, decisa a sostenere suo marito. Nel parlare di ciò che l’ha interessata rispetto al progetto, Ryan dice: “Nella maggior parte delle sceneggiature bisogna leggere 10 o 15 pagine prima di capire la natura dei personaggi, ma in questo copione si capisce subito che James Donovan è un avvocato abile e disinvolto. Inoltre mi è piaciuto il fatto che Mary Donovan, non era il tipo di moglie che diceva ‘Si caro, certo caro’. C’era sostanza nelle sue parole, esprimeva opinioni forti, sensate, intelligenti sul mondo in cui suo marito si stava avventurando, e l’ho trovata davvero interessante”.

L’attore di teatro Scott Shepherd, che ha ricevuto diversi Obie Awards per le sue performance in “Gatz”e “Poor Theater”, e che è apparso sul grande schermo in “Side Effects”, è stato scritturato nella parte di Hoffman, lo scaltro agente della CIA. La CIA stava cercando un cittadino come Donovan per negoziare lo scambio a Berlino Est, senza far comparire il governo, ed è Hoffman che assicura la partecipazione di Donovan alla missione pericolosa. Ma i due uomini presto entrano in aperto conflitto quando Shepherd vuole che Donovan anteponga la sicurezza nazionale al rapporto fra avvocato e cliente.

L’esordiente giovane attore americano Austin Stowell, che di recente è apparso nell’apprezzato “Whiplash”, interpreta Francis Gary Powers, il giovane pilota dell’Air Force che si unisce alla CIA per effettuare missioni di volo segrete a bordo di un aereo spia U-2, che viene in seguito abbattuto dall’Unione Sovietica. Powers viene imprigionato e confinato all’ isolamento, privato del sonno, costretto a subire l’umiliazione di un processo pubblico a Mosca. Spielberg ha suggerito questo attore dopo aver visto i giornalieri di “Public Morals”, una serie televisiva poliziesca prodotta da Spielberg, di cui Stowell è protagonista.

Per quanto riguarda l’ambientazione del film, la sfida è stata quella di rendere il tutto il più realistico possibile. Grande merito va agli sceneggiatori Matt Charman e ai due fratelli Coen, capaci di ricreare l’atmosfera di grande sospetto che aleggiava durante il periodo della Guerra Fredda. Come ben si sa, la guerra vera e propria era una guerra di sotterfugi, delazioni e sospetti. Il clima era molto teso e le persone si guardavano intorno perché non si fidavano più le une delle altre.

Il drammaturgo e scrittore televisivo londinese Matt Charman si è incuriosito riguardo l’argomento, leggendo una nota a pié di pagina all’interno di una biografia su John F. Kennedy, che menzionava un avvocato americano che il Presidente aveva inviato a Cuba per negoziare il rilascio di 1113 prigionieri. Una rapida ricerca gli ha rivelato un nome che non conosceva: James Donovan. Da lì, è volato a Hollywood tentando di trovare qualcuno che ricreasse la storia che tanto lo aveva affascinato. I fratelli Coen hanno immediatamente preso parte al progetto, immergendosi nel linguaggio dell’epoca e facendo aderire Tom Hanks al personaggio di Donovan, amalgamando con maestria la sua straordinaria esperienza in una storia di forte impatto che rivela la natura più profonda di quest’uomo.

Thomas Newman è stato scritturato per creare la musica che fa da complemento all’intensa storia. Il compositore dice: “Questa è una storia americana, e la difficoltà era trovare il modo migliore di rappresentare l’America senza edulcorare la realtà, ma tenendo comunque sempre presenti gli ideali di Donovan. A mio parere, dovevamo comunicare dei semplici valori familiari, cosa significa essere un americano nel senso più idealizzato del termine”. Curiosità: nei primi 20 minuti di questo film, la musica è assente. Spielberg spiega: “Molti dei miei film dipendono dalla colonna sonora, a volte la musica è in tutte le scene; in questo caso però non ho mai pensato che dovesse essere così, così come non è successo neanche per Salvate il soldato Ryan.

Spielberg e la sua squadra di professionisti mettono a punto un thriller ad alto impatto, una storia vera che naviga nelle acque dell’intrigo internazionale ma lo fanno puntando sulla valorizzazione dei personaggi messi in scena. Donovan non è altro che un uomo comune che si ritrova in una situazione più grande di lui. Forte della sua cieca convinzione negli ideali più alti si fa strada fino ad arrivare ad essere considerato un grande eroe.

Film a grande impatto, sia sul piano visivo che su quello emotivo, utile per coloro che vorranno conoscere un altro avventimento storico importante e per riflettere ancora una volta sugli errori commessi nella Storia.

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