Suggestioni Orientali presenta: Sunny

Rubrica a cura di Federica Spagone – 

Sei un appassionato di cinema orientale e vuoi scoprire nuovi titoli interessanti o semplicemente sei curioso e vuoi avvicinarti alla cinematografia asiatica? Questa è la rubrica che fa per te! 

Sunny è un una pellicola Sud-Coreana del 2011 diretta da Kang Hyeong-cheol (alla sua seconda prova da regista dopo Scandal Makers), che presenta un mix di generi incredibilmente ben amalgamato. In patria il film ha riscosso così tanto successo da vendere, durante la sua permanenza in sala, circa 7.3 milioni di biglietti e a partire dal 2012 è stato inserito al 13° posto della classifica coreana, come miglior Best-seller di tutti i tempi.

La trama

Nami vive in un bell’appartamento con il marito, un uomo d’affari, e la figlia adolescente. In apparenza è fortunata, ma nella realtà la donna trascorre gran parte del suo tempo in una quieta disperazione. Un giorno, quando va a trovare la propria madre in ospedale, si imbatte in una delle sue ex compagne di liceo, Chunhwa. Le due, felicissime di rivedersi, iniziano a ricordare il passato e ben presto cominciano a chiedersi che fine abbiano fatto le altre cinque componenti della loro combriccola della scuola, da tutti conosciuta con il nome di “Sunny”. Nami e Chunhwa decidono allora di mettersi alla ricerca delle amiche di gioventù.

Perché guardarlo
Tenero, appassionato e coinvolgente, racconta una storia di donne e di amicizia senza risultare stucchevole o retorico.
La pellicola non calca mai la mano sulla malattia, ma anzi, la utilizza come spunto di riflessione sulla vita stessa.
Un ritratto non solo toccante, ma anche ricco di ironia e momenti genuinamente divertenti, grazie a una sceneggiatura che riesce a racchiudere benissimo le due anime senza il minimo sforzo.
Estremamente interessante il racconto delle protagoniste adolescenti ambientato negli anni ’80, che mostra una realtà Sud Coreana differente da quella che conosciamo e siamo abituati a vedere. Inoltre, inaspettatamente per un film che non tocca nemmeno lontanamente l’argomento politica, spunta una divertentissima quanto cruda sequenza che mette alla berlina il precedente regime dittatoriale coreano, creando di fatto un ottimo stralcio di satira sociale.
Questo film coreano, come molte altre pellicole prodotte nella nazione, si concentra sulla vita di persone ordinarie e con la sua semplicità riesce a toccare le giuste corde del pubblico, permettendo una grande immedesimazione nella storia.

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