The Giver: quando la distopia torna a essere riflessione

Paola Boni –

In libreria e al cinema la distopia di Lois Lowry che ha sconvolto i lettori e aperto loro la mente

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In anteprima la nuova copertina del libro, che potrete trovare da domani in libreria, creata dalla Giunti per l’uscita del film

Ormai al cinema spopolano i film di ambientazione distopica che spesso permettono al grande pubblico di entrare in contatto con storie che, prima di tutto, nascono nei libri. L’11 Settembre uscirà infatti, nelle sale, una nuova trasposizione cinematografica di genere distopico “The Giver – il Donatore” tratto dal celebre bestseller di Lois Lowry.

Distribuito da Notorius Pictures e diretto da Phillip Noyce, il film ha tra i suoi interpreti grandi nomi del cinema come i premi Oscar Meryl Streep e Jeff Bridges, Katie Holmes, Alexander Skarsgård, la cantante Taylor Swift nonché il giovane talento emergente di Hollywood Brenton Thwaites.

Per celebrarne l’uscita, Giunti Editore, per la Collana Y, pubblicherà il 3 settembre una nuova edizione dell’omonimo libro con una copertina di grande impatto. Con oltre 11 milioni di copie vendute, 50.000 delle quali solo in Italia, e traduzioni in 30 lingue, il romanzo si è aggiudicato diversi premi letterari (tra cui il prestigioso Newbery Medal) e numerose acclamazioni della critica ufficiale. Ancora oggi però, The Giver è anche uno dei libri più censurati al mondo nonché vietato in molte scuole americane perché accusato di trattare in modo esplicito temi come la sessualità, l’eutanasia e l’infanticidio.

Un romanzo ricco di spessore quindi, sicuramente difficile da adattare per il grande schermo. La stessa autrice ha dichiarato che la vera sfida degli sceneggiatori Michael Mitnick e Robert B. Weide è stata quella di creare una storia fedele ai temi del libro, ma che contenesse allo stesso tempo quell’elemento che manca al romanzo, ma che risulta essere fondamentale per una pellicola cinematografica: l’azione.

La trama racconta del dodicenne Jonas e del mondo perfetto in cui vive. Nella sua Comunità infatti non esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando.

Dall’introduzione di Tommaso Pincio:

“Non sorprende che The Giver sia diventato un classico del nostro tempo. Dalla data della sua originaria pubblicazione, ha allargato a macchia d’olio il proprio pubblico diventando uno di quei libri universali che toccano l’animo di chiunque, giovane o adulto che sia. Nonostante alcuni punti di contatto con il famosissimo romanzo di Salinger e altre storie che hanno per protagonista un ragazzino, Jonas può stare tranquillamente al fianco di personaggi adulti come il Winston Smith di 1984. E come il capolavoro di Orwell, anche il mondo evocato da Lowry appartiene allo speciale genere di letteratura che si confronta con i non-luoghi dell’utopia mostrandone il lato oscuro, la triste verità per cui il prezzo del paradiso in terra è l’eguaglianza dell’infelicità.

Come già accennato, il romanzo  è sicuramente un’opera molto particolare che si distingue soprattutto per la quasi totale assenza di azione. L’intera vicenda si sviluppa seguendo il punto di vista di Jonas, ne racconta la storia penetrando nella sua coscienza per rivelare gli effetti di ciò che crescendo si troverà a scoprire della sua Comunità.

Jonas inoltre è l’unico personaggio davvero attivo del romanzo. La sua famiglia e i suoi amici infatti sono totalmente assuefatti al sistema di controllo a cui appartengono e nemmeno i tentativi del ragazzo di far aprire loro gli occhi riescono a scuoterli. A dispetto di questo però, The Giver non è affatto una lettura lenta o noiosa anzi, riesce a coinvolgere il lettore facendolo entrare in empatia col giovane protagonista, ma soprattutto riesce a scuoterlo e a sconvolgerlo con momenti di forte impatto emotivo. Lo stile è fluido, coerente con la giovane età di Jonas, ma allo stesso tempo capace di rendere appieno le sue sensazioni e i suoi stati d’animo.

Un romanzo quindi che vale davvero la pena leggere, consigliato soprattutto a chi vede i romanzi distopici non solo come mero intrattenimento, ma come profonda analisi della società moderna e a chi riesce a cogliere la potenza di un romanzo fortemente provocatorio perché in grado di aprire la mente e portare a una seria riflessione.

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