The Last Ship, l’ultima speranza contro la catastrofe

Michele Li Noce –

La serie Tv catastrofista di TNT, approda nei porti telefilmici con il suo carico di suspense e dramma

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La rete americana TNT, ci propone da qualche settimana The Last Ship, una serie catastrofista ideata da Hans Steinberg e Steve Kane e ispirata all’omonimo romanzo di William Brinkley. Produttore esecutivo tra gli altri il regista Michael Bay (Armageddon, Pearl Harbour, Transformers al cinema).

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La serie parte dallo scoppio di una misteriosa e virulenta epidemia in Egitto, le cui cause devono essere trovate al Polo. La dottoressa Rachel Scott (Rhona Mithra) viene scortata per questa ricerca, i cui veri scopi non vengono però resi noti all’equipaggio, dal cacciatorpediniere Nathan James al comando e dal capitano Tom Chandler (Eric Dane). Un improvviso quanto inaspettato attacco russo, costringe la Scott a rivelare al Capitano la reale portata del dramma. L’equipaggio, costretto a un lungo silenzio radio, scopre così che il mondo è stato decimato da una pandemia e che su quella nave esiste forse l’unica persona al mondo in grado di trovare un vaccino.

Trovare la cura, una responsabilità che grava tutta sui 217 componenti dell’equipaggio, costretti a una navigazione piena di pericoli e insidie, accompagnati dalla paura di contrarre il temibile virus a ogni porto dove attraccano per fare rifornimento.

Il capitano Chandler interpretato da Eric Dane.
Il capitano Chandler interpretato da Eric Dane.

La serie in 10 episodi, si rifà a una lunga tradizione del genere catastrofista ( The Z world, Virus Letale), quindi con una base ben collaudata. La novità arriva dall’inedita ambientazione, non il solito laboratorio od ospedale, ma una nave, un microcosmo, claustrofobico per certi versi, in cui le interazioni dei protagonisti risaltano sopra l’ambientazione scenica. Molto bravi i due protagonisti Eric Dane (Grey’s Anatomy) e Rhona Mithra (Boston Legal, Underworld rise of the lycans), che interpretano i loro personaggi caratterizzandoli in modo molto credibile: Il tormentato capitano, costretto a prendere decisioni gravi in pochi secondi e gestire la vita e il destino dei suoi uomini e nel contempo vivere il dramma di avere la propria famiglia lontana e senza nessuna certezza circa la loro salute. E la dottoressa Scott,  una scienziata abituata a vivere, come conduce le sue analisi, in modo asettico (si potrebbe dire proprio come in una provetta), nel corso della serie però, la parte umana prenderà lentamente il sopravvento, interagendo con maggior partecipazione e trasporto alle situazioni dell’equipaggio.

La dottoressa Rachel Scott.
La dottoressa Rachel Scott.

Le puntate hanno tutte, come ovvio la sotto trama dell’epidemia che fa da cuscino drammatico a ogni episodio. In alcuni casi abbiamo potuto constatare però un pizzico di noia, determinato da episodi interlocutori creati per fare da intermezzo tra episodi invece ad alto tasso drammatico.
In sostanza la serie ha dei limiti dovuti più alla rigida meccanica della vicenda da cui prende origine che non dalla limitatezza degli sceneggiatori.

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Gli ottimi ascolti, hanno già garantito una seconda stagione alla Nathan James e al suo equipaggio. Come accade spesso, agli alti ascolti hanno fatto da contrappeso le critiche degli esperti americani, su tutti Variety che l’ha definita una serie dal buon potenziale ma anche dalle molte insidie. Non sappiamo come evolverà il finale di stagione, riteniamo però che la prosecuzione nel filone pandemia possa alla fine mostrare dei limiti alla narrazione. Aspettiamo di capire il futuro di “The last Ship” con la certezza di una continuazione e godendoci le ultime puntate che si preannunciano piene di pathos e dramma . Mediaset ha già comprato i diritti di trasmissione quindi presto vedremo la versione doppiata, già da ottobre.

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