The Man In The High Castle, la scommessa con riserva di Amazon

Michele Li Noce-

Ridley Scott torna a esplorare, come produttore, un romanzo di Philip K. Dick

L'inquietante bandiera americana con svastica nazista.
L’inquietante bandiera americana con svastica nazista.

The Man In The High Castle”, nuova serie prodotta da Amazon, arriva dopo la delusione per la mancata messa in onda di “The After” di Chris Carter (X-files per capirci). Il progetto si presenta ambizioso in quanto vuole rivisitare uno dei romanzi Ucronici (cioè un romanzo nel quale la storia descritta è una realtà alternativa alla nostra), più famosi di sempre: “La svastica sul sole” di Philip K. Dick. La serie trae solo ispirazione dal romanzo per quanto riguarda l’ambientazione, ma sceneggiatori e produttori, sono intervenuti sulla storia e sui personaggi per dare alla vicenda un taglio più seriale. Chi ha letto il libro troverà, quindi, molti riferimenti nella serie, ma anche moltissime differenze. Tra quelle più evidenti: nel libro il capo dei nazisti è Boorman anche se gravemente malato, mentre nella serie Tv è ancora Adolf Hitler, sebbene ormai devastato dal Parkinson; la protagonista Juliana Crain (Frink nel romanzo) frequenta un Dojo di Aikido mentre nel libro insegna Judo in Colorado. Inoltre mentre nel romanzo è un libro messo all’indice dal nazismo, nella trasposizione si tratta di un filmato, talmente realistico, da far pensare alla Juliana della serie Tv, che si tratti di una verità tenuta nascosta dal regime.

Juliana Crain è un'ottima allieva di Aikido e non insegnante di Judo come nel romanzo.
Juliana Crain è un’ottima allieva di Aikido e non insegnante di Judo come nel romanzo.

La serie fu inizialmente pensata nel 2010 come una produzion BBC one con Ridley Scott tra i produttori esecutivi ma non se ne fece nulla. Nel 2013 SyFy riprese il progetto con Frank Spotnitz e ancora Scott come produttori, ma solo nel 2014 Amazon ha dato vita al progetto in 4 parti che è andato in onda il 15 gennaio con il primo episodio, sempre con Scott e Spotnitz tra i produttori esecutivi.

La divisione immaginata da Philip K. Dick per il suo romanzo e ripresa dalla serie TV.
La divisione immaginata da Philip K. Dick per il suo romanzo e ripresa dalla serie TV.

Tra i produttori segnaliamo anche la presenza di David W. Zucker che lavora già con Scott nella serie TV “The Good Wife”.
La presenza di Ridley Scott rappresenta una sorta di marchio di garanzia in quanto, quest’ultimo, è stato regista di una delle più famose pellicole di fantascienza della storia del cinema, tratta dai romanzi di Philip K. Dick: Blade Runner. Amazon si è, però, riservata per il momento di produrre solo il pilot, aspettando di conoscere il gradimento del pubblico.
La prima cosa che salta agli occhi è l’estrema cura dell’ambientazione, un’America post bellica alternativa, in tutto e per tutto identica alla nostra se non fosse per la presenza delle truppe di occupazione tedesche e il forte impatto che un regime totalitario può avere su una nazione come gli Stati Uniti. Inquietante la bandiera USA con la svastica al posto delle stelle. In questo scenario, il Giappone ha il controllo della costa occidentale e tra le due superpotenze vincitrici, è presente un territorio cuscinetto costituito dalla parte centrale del paese, che viene denominato zona neutrale.

Tagomi e Baynes due filosofie a confronto.
Tagomi e Baynes due filosofie a confronto.

Durante la visione, abbiamo apprezzato la recitazione della protagonista Alexa Davalos nel complicato ruolo di Juliana Crain, donna forte e sicura di se che vive nella San Francisco occupata dai giapponesi, perfettamente integrata nel sistema societario nipponico in cui forma e sostanza hanno un ruolo paritario. Il suo universo di certezze crolla davanti alla morte della sorellastra Trudy, uccisa dalla milizia nipponica, dopo averle consegnato un prezioso pacchetto. Da qui parte per un viaggio, che avrebbe dovuto fare Trudy, alla ricerca della verità scomoda, contenuta nel filmato.
Joe Black (Luke Kleintank), è incaricato dalla resistenza antinazista a consegnare un prezioso carico oltre frontiera. Anche questo è un personaggio in gran parte riadattato per a serialità, anche se lo scopo e i suoi obiettivi sono molto simili e anche in questo caso come per la Davalos, la scelta è molto adatta al personaggio da interpretare.
Il ruolo di Tagomi è stato affidato a un ottimo attore di esperienza come Cary-Hiroyuki Tagawa (Pearl Harbour, L’ultimo imperatore, 47 Ronin tra le sue pellicole). Tagomi incarna un po’ lo spirito tradizionalista e conformista del Giappone imperiale che lega molto il progredire degli eventi alla spiritualità e all’interpretazione dei Ching (che hanno un ruolo fondamentale anche nel romanzo). Il breve colloquio tra Baynes e Tagomi è, infatti, molto illuminante circa l’importanza dei Ching nella mentalità del ministro Tagomi.

Juliana e Joe un incontro casuale?
Juliana e Joe, un incontro casuale?

Per quanto abbiamo potuto vedere, la scelta degli sceneggiatori è stata quella di privilegiare le parti thriller del romanzo, favorendo il filone narrativo che tratta il lato cosiddetto spionistico, riuscendo in parte a mitigare le notevoli differenze con il libro.
La nostra conclusione è che si tratta di un progetto ambizioso e rischioso al tempo stesso, in quanto mette mano pesantemente alla narrazione capolavoro di Philp K. Dick, cercando di renderlo più adatto alle moderne tecniche narrative a cui la televisione degli utlimi anni ci ha abituato. Chi non ha letto il libro, troverà intrigante l’idea della storia alternativa e le vicende legate ai protagonisti; chi, invece, ha avuto modo di leggere il libro, storcerà il naso per qualche forzatura e per il cambio di nomi, ruoli e situazioni, ma apprezzerà senz’altro l’accurata ambientazione storica e l’aver mantenuto lo spirito “Ucronico” del romanzo senza modificarlo se non per esigenze televisive.
“The man in the high Castle” resta comunque una perla da non perdere assolutamente perché è un modo diverso di riflettere sul totalitarismo e sull’oppressione, ma anche per vedere due filosofie di dittatura diverse, quella nazista e quella imperialista, scontrarsi per affermare ognuno la propria tremenda egemonia. Speriamo quindi che Amazon creda nel progetto.

Aggiornamento: Amazon Studios ha annunciato che, sciolte le riserve, produrrà una stagione completa da 13 episodi della serie. Il pilot è stato infatti il più visto in assoluto e questo ha convinto definitivamente della bontà del progetto. I tempi della messa in onda però non saranno brevi. Si parla infatti della messa in onda per fine 2015 inizi 2016. Dovremo quindi pazientare qualche mese. 

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